
Italiani di sinistra e di destra, uomini e donne, sveglia!
Al Senato ieri è stata fortunatamente bloccata in extremis una grottesca e pericolosa norma molto mal scritta che destra e sinistra insieme stavano per approvare definitivamente -e all’unanimità!- provocando un disastro giuridico e avvelenando i rapporti tra i sessi.
In nome del sacrosanto principio della consensualità del rapporto sessuale, quella norma di legge (già approvata alla Camera all’unanimità) avrebbe, in pratica, ogni rapporto sessuale in un presunto stupro, distrutto la spontaneità e la serenità di ogni rapporto sessuale e scoraggiato quasi ogni rapporto sessuale.
In base a quella norma, infatti, il consenso della donna dovrebbe essere dimostrabilmente “libero e attuale”, nonché continuo, per tutta la durata dell’atto sessuale.
Toccherebbe al partner maschile l’impossibile compito di provare tutte quelle cose nel caso che una donna, dopo l’atto stesso, denunciasse il partner per stupro (magari dopo un ripensamento o per una vendetta dopo successivi dissapori e litigi).
Quella norma, se approvata avrebbe sancito un’inversione dell’onere della prova contraria alla costituzione (che stabilisce che la prova tocca all’accusatore e non all’accusato presunto non colpevole), ma anche la richiesta a quest’ultimo di fornire una prova impossibile (“probatio diabolica”) anch’essa vietata dal nostro ordinamento.
Come potrebbe l’accusato provare il consenso libero attuale e continuo?
Già si immaginano formulari prestampati con dichiarazioni liberatorie che gli uomini dovrebbero invitare la donna a firmare prima di ogni atto sessuale.
Ma ció non basterebbe nemmeno perché se la donna sostenesse in giudizio che a metà dell’atto o magari nel suo momento culminante avesse ritirato il suo consenso, l’atto sessuale consensuale diventerebbe, ipso facto, uno stupro.
Una soluzione pratica sarebbe di filmare l’intero rapporto sessuale e magari obbligare la donna a pronunciare dei ripetuti sì (magari ogni 30 secondi)? E se la donna gridasse un improvviso e chiaro “no” nel momento culminante?
Sarebbe una prova filmata e inoppugnabile dell’avvenuto stupro?
È ben prevedibile che quella norma, se approvata così come è, provocherebbe una pletora di processi che vedrebbero le aule di tribunali trasformate in scene di romanzi erotici pruriginosi dove l’occhio dello Stato si ingerisce nella vita privata e persino nelle camere da letto dei suoi cittadini. Il rapporto sessuale diventerebbe pubblico e “a tre”, con un terzo incomodo, lo Stato.
La norma è stata bloccata ieri in extremis grazie ad un intervento della senatrice Giulia Buongiorno che è anche un avvocato esperto in materia. Lei è stata sostenuta dalla Lega che peró alla Camera aveva votato a favore contribuendo all’unanimità.
Un’unanimità che è un pessimo segno sulla qualità e sull’assennatezza di tutti i nostri legislatori e della intera classe politica italiana.
Dove sono i liberali e i giuristi? Dov’è la ragione ed il buon senso nel Parlamento e nei giornali?
Non crediamo che siano morti. Crediamo che si nascondano tremebondi per paura vigliacca degli imperativi conformisti e delle assurdità grottesche del politicamente corretto!





