Home Opinioni LEONE XIV CHIEDE IL SOSTEGNO AL CINEMA, TANTO PAGA PANTALONE

LEONE XIV CHIEDE IL SOSTEGNO AL CINEMA, TANTO PAGA PANTALONE

0

L’assordante silenzio dei media nostrani dimostra il grado di sudditanza e svilimento di questo piccolo paese: l’Italia.

Sabato scorso il Papa americano si è incontrato con più di 160 registi, attori e maestranze nella Sala Clementina. E fin qui nulla da dire, ma Leone XIV oltre a ringraziarli per mettere “in movimento la speranza” e promuovere “la dignità umana”, non sfruttando il dolore (la qual cosa non è per niente certa) ma accompagnandolo ha invitato la “settima arte” a raccontare la violenza, la solitudine e le guerre dimenticate.  Alla fine, ha scatenato gli applausi di tutti gli astanti per l’appello fatto alle istituzioni italiane, ovviamente, a “sostenere il cinema oggi in pericolo”.

È normale che la Santa Sede entri a gamba tesa negli affari interni di un altro Paese?

Qualcuno ricorda forti intromissioni, come questa, verso Putin e la Russia che hanno invaso l’Ucraina, deportato migliaia di bambini e violentato donne?

Qualcuno ricorda intromissioni di ugual peso nella strage terroristica del 7 ottobre di Hamas?

Qualcuno ricorda analoghe intromissioni nelle draconiane misure di caccia all’uomo per gli immigrati illegali svoltesi negli USA con le decisioni di Trump di sguinzagliare per le città vere e proprie caccia all’uomo?

Qualcuno ricorda interventi così forti nei confronti del “tollerato e sottomesso cattolicesimo” in Cina? Per chi non lo sapesse o non lo ricordasse l’Accordo Vaticano-Cina è un accordo definito provvisorio ma che, come tutte le cose provvisorie, continua ad essere in atto.

L’accordo fu firmato nel 2018 tra la Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese sulla nomina dei vescovi, con lo scopo di sanare le divisioni all’interno della Chiesa cinese. È stato rinnovato più volte nel 2020, nel 2022 e più di recente, nell’ottobre del 2024 per una durata di altri quattro anni.

Cosa consente quest’accordo?

Semplice, l’intesa fra i due Pesi che mira a permettere la nomina congiunta dei vescovi.

Avete inteso bene!

È come se per nominate il Vescovo di Firenze occorresse fare una trattativa fra Roma e Città del Vaticano per addivenire ad un accordo che soddisfi entrambe le parti in causa.

Inoltre, il citato accordo, ha comportato il perdono papale per alcuni vescovi ordinati senza mandato pontificio.

In sostanza alla Cina è stato concesso l’indipendenza della Chiesa cattolica cinese sottoposta al controllo e gestione dei palazzi di Pechino.

I vescovi illegali, quelli nominati da Pechino e non dalla Santa Sede, restano al loro posto.

In sintetica conclusione il Vaticano cogestisce in modalità concordata le nomine dei vescovi cinesi.

Ieri mattina, domenica 16 novembre del 2025, ci si aspettava una forte e civile protesta da parte dei media ma nessun quotidiano: Corriere, La Repubblica, La Stampa, Resto del carlino, Il Fatto quotidiano, La Verità, Il Giornale, Libero, Il Tempo, Domani, Il Sole 24 Ore, Il Manifesto, Secolo d’Italia, Il Riformista, Il Mattino, Il Secolo XIX e naturalmente Avvenire ne hanno trattato in prima pagina. Per non parlare dell’assordante silenzio delle Tv. Niente da obiettare, tutto normale!

Che stupido non ci avevo pensato, molto probabilmente ci sarà un’altra adunata nella medesima sala vaticana per perorare al finanziamento dei giornali!

Nel frattempo le due comari di ballatoio continuano ad azzuffarsi appoggiate da una pletora di loro attivisti.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui