
In base alle ragioni di fondo, ben focalizzate da un’analisi e da un esame di realtà dettagliata di James Wood, sarebbe doveroso in Europa azzerare la pletora di fastidiosi ottimati decotti e insignificanti, i quali presidiano la Ue e la protervia di una inutile presidente Ursula Von der Leyen e dei suoi 30.000 burocrati decotti e dannosi, che servono solo per sperperare risorse e pianificare guerre inutili.
La Ue, che passa senza una costituzione, dalla centralità della moneta alla centralità delle armi, evidenzia la rappresentazione plastica della sua assoluta inutilità nella dinamica geopolitica mondiale.
Nella sua prima uscita in Europa nella conferenza di Monaco il vice presidente USA J.D. Vance ha fatto osservare come in Europa si continui a parlare di democrazia, ma non la si pratichi.
La ragione è che i patti Ue sono strutturati su criteri di cooptazione e non sul principio di una costituzione che preveda il diritto ad un voto elettorale vincolante per chi è chiamato alla rappresentanza istituzionale.
Questa è la questione di fondo, fonte di tutte le degenerazioni e le protervie conseguenti, che producono solo scandali, non certo rappresentanza politica sul piano internazionale.
Forse vale la pena soffermarsi sull’analisi realistica che James Wood propone con osservazioni razionali e molto attuali.
Partendo da una domanda geopolitica di primaria importanza, l’autore di questo studio si chiede: “Perché Cina e Russia non temono più l’Occidente?”.
L’epoca in cui Washington abbaiava e il mondo tremava è finita. L'”ordine basato sulle regole” ha perso il monopolio della paura.
Cina e Russia non temono più l’Occidente perché l’equilibrio di potere, economico, militare e psicologico, è cambiato per sempre.
Per secoli, il dominio occidentale è stato imposto attraverso guerre, sanzioni e il dollaro. E adesso? Gli Stati Uniti stanno annegando in un debito di 35.000 miliardi di dollari, l’Europa si sta autoregolamentando verso la stagnazione economica e i BRICS+ ora superano la produzione del G7 in termini economici reali. L’impero non può sanzionare metà del mondo quando metà del mondo non ne ha più bisogno.
Le sanzioni non hanno fatto crollare la Russia; l’hanno costretta a ricostruirsi e a rafforzare gli scambi commerciali con l’Asia. “Isolare la Cina”? Buona fortuna. Ogni gadget occidentale, dagli smartphone ai pannelli solari, dipende ancora dalle catene di approvvigionamento cinesi. Dopo Iraq, Afghanistan e Libia, il mito dell'”invincibilità” occidentale è svanito. L’abbaiare è ora più forte del morso.
La Cina produce tecnologie verdi, batterie e chip di cui l’Occidente non può fare a meno. La Russia vende petrolio e gas a cifre record, ma non più all’Europa. Quando i tuoi rivali dipendono da te per mantenere in vita le loro economie, la paura diventa un optional.
Dal punto di vista militare, la deterrenza ora funziona in entrambe le direzioni. I sistemi ipersonici e la portata navale della Cina rendono qualsiasi guerra nel Pacifico suicida per il commercio globale, mentre l’arsenale nucleare russo garantisce che la NATO non osi mai oltrepassare una linea rossa.
Non hanno bisogno di superare in potenza di fuoco gli Stati Uniti, solo di rendere la guerra impossibile da vincere.
Nel frattempo, Africa, America Latina e Asia ora commerciano di più con la Cina che con l’Occidente. La Belt & Road Initiative, la SCO e i BRICS+ hanno costruito interi sistemi paralleli al di fuori del controllo occidentale. Per la prima volta in 500 anni, le nazioni hanno una scelta e stanno scegliendo l’equilibrio anziché l’obbedienza.
L’Occidente, nel frattempo, sta crollando sotto le sue stesse contraddizioni, il caos politico, il debito pubblico record, le guerre culturali e la confusione morale. Difficile fare la predica al mondo sulla democrazia quando le tue città sono in fiamme e i tuoi governi non riescono ad approvare un bilancio.
La Cina pensa in termini di secoli. La Russia pensa in termini di sopravvivenza. L’Occidente pensa in termini di cicli elettorali.
Ecco perché l’Oriente si sta sollevando e l’Occidente ne parla su Twitter.
La semplice verità: Cina e Russia non temono più l’Occidente perché l’Occidente non sa più cosa rappresenta.
Lo hanno superato in termini di costruzione, pianificazione e sopravvivenza “.
Uno scenario radicalmente in fase di mutamento geopolitico che spur in fase embrionale impone un quasi sicuro terremoto pure sui cardini di quelle istituzioni che hanno da sempre rappresentato le radici di una cultura politica coloniale cioe l’articolata rate degli interessi delle monarchie.
Uno scenario modificato che l’Europa paga a caro prezzo e senza leadership di riferimento.
Segni di crepe strutturali e cedimenti sono sotto gli occhi di tutti.
Un chiaro segnale è rappresentato anche dal terremoto nella Ue, con il libro denuncia di Federic Baldan dal titolo Ursula Gates.





