
di Shabbat Menkaura
Piccola appendice al direttore.
Ieri l’amico Silvano ha pubblicato un bellissimo articolo intitolato Cattolici e anglicani tra tradizione, scisma e Massoneria.
Il Direttore cita varie volte il pregevole intervento di Marforius sullo stesso tema: Carlo III e Leone XIV pregano insieme e fanni progetti, quando mureranno Porta Pia?
Con la sua proverbiale gentilezza e bonomia Silvano ha riportato anche la mia umile opinione sulla disposizione formale scelta per questo momento, così solenne nella pompa materiale, quanto metafisicamente bislacco.
Non voglio dilungarmi, perché di qualsiasi signora è vietato parlar male, che sia regina o meno.
Non è di Camilla che mi dolgo, è del cerimoniale vaticano.
Alla “regina” (si veda il dibattito in UK sulle volontà di Elisabetta in merito e relative supposte promesse solenni) si poteva riservare un augusto scranno in prima fila.
Anzi, si poteva fare uno scranno per lei davanti a tutti quelli degli altri astanti.
Vederla “officiare,” mi si perdoni il termine utilizzato in senso latissimo, assieme al Papa e al Capo della Chiesa Anglicana, solleva dubbi ulteriori rispetto alle moltissime perplessità già scaturite da questo strano incontro.
Se la prossima regina cattolica si presenterà dal Papa in minigonna potrà giustamente arguire che, essendo il protocollo vaticano andato a cortigiane (copyright Landini e quasi tutti i sinistrati), lei avendo caldo alle pudende a causa dell’afa romana, avrà diritto ad indossare roba fresca e non il vestitone d’ordinanza (nero o bianco a seconda del caso).
Sempre meglio che offire lo spettacolo di una signora divorziata, che ha tradito coram populo la povera Diana con Carlo e nonostante ciò è visivamente assurta a ruolo di terzo “officiante” in questa occasione.
Sì, perché l’occasione otnologicamente non appare chiarissima e in questo concordo con i miei amici già citati e con l’amico Gianvito che sottolinea che in questo scambio di fratellanze onorifiche, quello che ci guadagna di gran lunga di più è Carletto, perché a San Paolo fuori le mura è sepolto l’Apostolo e nella cappella di Saint George a Windor di apostoli non ce ne sono.
Sullo scranno a Carlo dedicato in quel luogo antichissimo e santissimo, con sottile (?) allusione hanno scritto Ut unum sint, “Che siano uno,” che gli irriverenti potrebbero leggere come: “aridacce la robba” cioè la chiesa rubata da Enrico VIII, il cui spirito sembrava aleggiare sull’occasione più di quello del tanto invocato Cardinale Newman.
Aggiungo che, se il neo Dottore della Chiesa fosse magicamente interpellabile, avrebbe sicuramente alcune cosucce magistrali da dire sull’evento e sui suoi attori.
Vabbè che ormai si orina sugli altari con scarsissime conseguenze sia giuridiche che canoniche, ma in Vaticano dovrebbero ricordare almeno en passant i concetti biblici di tumah e taharah (impuro e puro).
Ma mi rimangio subito tutto perché se la CEI approva proprio in queste ore un documento come quello che ho letto in rete … beh altro che tumah …
In I-taglia è sempre la solita Zuppi di Palamari con i cozzi, pardon le cozze, dentro per aggiungere la giusta penetrazione all’ineffabile gusto di questa specialità nostrana, che tutto il mondo ci invidia.
Quindi, secondo la lettura dei facinorosi che ostinatamente si rifiutano di credere alle fiabe, dopo il tremendo scisma nella Chiesa Anglicana, Carlo avrebbe offerto al Vaticano un succulento percorso di riavvicinamento, se non di riunificazione che interesserebbe molto a Roma per tutti i gustosi risvolti di carattere squisitamente materiale ad esso connessi.
Per quelli spirituali il dubbio è lecito, perché ad andarsene è stata la parte di gran lunga migliore della Chiesa Anglicana.
Inoltre, come sarà più chiaro di seguito, è tutto da dimostrare che gli Anglicani, soprattutto quelli che più potrebbero arricchire la chiesa, torneranno all’ovile romano.
Anzi sia le statistiche che gli ultimi accadimenti, vedono le chiese protestanti americane, Evangelici in testa, quali soggetti più probabili a ricevere la diaspora anglicana.
E quelli propensi al cattolicesimo sono sicuramente più vicini a JD Vance (e al Cardinale Burke che recentemente celebrato una seguitissima messa tradizionale in San Pietro) che a Zuppi.
Ad essere onesti, la nuova Capessa di Canterbury (abortista, omosessualista, woke etc. etc.) l’hanno lasciata a casa, il che è un peccato perché con Camilla poteva formare un altro “dinamico duo” come Batman e Robin, ma, forse, la fuga in avanti della CEI la possiamo leggere anche complottisticamente così:
“Cari amici, vedete che a Roma c’è spazio per tutti e questo pontefice, anche se abbiamo preso gli sghei da Trump per eleggerlo, in realtà è Bergogliosissimo e vi prende su così come siete, senza pretendere abiure spiacevoli rispetto ai vostri valori non negoziabili sull’infanticidio di massa, l’abuso di ogni orifizio, il genocidio degli anziani etc etc.”
Che sia l’ennesimo tentativo da parte del peggio nella Chiesa di stringere Papa Leone in un abbraccio laocoontico, al fine di creare un polo di resistenza in Europa contro i trumpiani USA?
In fondo Carlo non è solo il capo della chiesa e del tempio, ma anche quello della Famiglia e dei suoi maggiordomi della finanza, ormai al delirio per la disperazione.
In tutto ciò al mondo anglicano, dilaniato dallo scisma, e al popolo inglese sarebbe preclusa una “terza via al socialismo” che pure si apri anche ai sinistrati italiani che certo non brillano per acume e originalità?
Non è detto, proprio per la presenza di questa nuova coalizione a traino evangelico e battista, ma con soliddissime basi nel Cattolicesimo tradizionalista americano e nell’Ebraismo ortodosso.
Tra le tante notizie che non circolano in questo sfortunato paese di SDGL (Servi della Gleba Liberati) perché i succhiapenne prezzolati non le riportano, ce n’è una che è pertinente al tema in questione e che va a completare il quadro già dipinto dagli amici sopra citati.
Negli USA, irrorata dal sangue di Charlie Kirk, è sbocciata una “coalizione di volenterosi” che cercano di sovvertire la discesa nell’Abisso dell’Occidente.
A capo di questo vero e proprio Rinascimento spirituale c’è più JD Vance (cattolico) che Trump.
Una piccola parte dell’Evangelismo MAGA si è invece spostata su posizione vicine al tradizionale ’antisemitismo della Chiesa Ortodossa e credo che le amicizie russe di Tucker Carlson abbiano in parte influito su questo punto.
Questa coalizione spirituale che vede cattolici, protestanti, ebrei ortodossi (e alcuni ebrei reformed e conservative in fuga dai dem), purtroppo per Carlo e per tutti sta penetrando con successo anche nel mondo anglicano.
Andiamo con ordine perché c’è un lato poco noto in Italia, a parte l’occasionale informazione equilibrata e profonda del tipo: “c’è un nuovo porco fascista da ammazzare”.
Al centro di questo nuovo sviluppo c’è la figura di Tommy Robinson.
A sentire i media nazionali ed europei Robinson, leader dell’estrema destra inglese e fondatore della English Defence League, sarebbe un vero figlio di Belzebù e un nazista in pectore.
Come spesso avviene per quell’inaffidabile e fazioso strumento, la sua pagina su wikipedia è una poesia intitolata “daje al fascista!” ma, purtroppo per i sinistrati le cose non stanno proprio così.
Tommy Robinson, dai trascorsi un po’ hooliganeschi, è stato indubbiamente martirizzato dal potere dei woke inglesi in versione giudiziaria.
Quando timidamente si cercava di precessare le bande di pakistani che in tanti luoghi inglesi hanno stuprato e costretto a fare le cortigiane migliaia e migliaia di ragazzine bianche a partire dai 12-13 anni in su e il potere ha coperto tutto ciò, Tommy ha violato l’ordine di segretezza imposto da un giudicello di sua maestà.
Detto giudicino, forse spaventato dal pericolo di rivolte islamiste, ha imposto la segretezza assoluta su tutte le procedure giudiziarie così favorendo la copertura di questa immnsa latrina occultata dai labouristi e dai fabiani.
Tommy commise l’enorme reato di realizzare un servizio giornalistico davanti al portone del tribunale ove si celebrava uno dei processi.
Procuratore Generale della Corona all’epoca? Un certo Starmer …
Arrestato segretamente (perché un altro giudicello aveva imposto il segreto anche sull’arresto di Tommy) dalla polizia, dopo tre giorni alcuni grandi giornali tra cui il Telegraph, il Daily Mail e perfino il fabiano Guardian, violarono a loro volta l’ordine del giudicello e diedero la notizia dell’arresto di Robinson.
Capito che porcaio?
E Tommy ha fatto la galera dura per questo.
Anche a causa di ciò e dei tanti abusi commessi dal potere contro la destra inglese, il consenso nei confronti del movimento capeggiato da Robinson è cresciuto a dismisura, soprattutto nell’ultimo periodo in seguito alle folli politiche doppiopesistiche vigenti in UK.
Il 13 settembre scorso il suo rally londinese, tenutosi immediatamente dopo l’assassinio di Charlie Kirk ha profondamente scosso il regno Unito come non accadeva da decenni.
Londra è stata invasa da famiglie di ogni tipo e colore, in gran parte provenienti dalla middle class, sia da quella più abbiente che da quella popolare, ma anche dal popolo minuto.
Durante la marcia, Robinson ha parlato alla folla e ha affermato che il tribunale aveva deciso che i diritti dei migranti privi di documenti avevano la precedenza su quelli dei residenti locali. Elon Musk, collegato in videoconferenza ha parlato alla folla, affermando tra l’altro che “la massiccia migrazione incontrollata” sta contribuendo alla “distruzione della Gran Bretagna” e che “la violenza sta arrivando” e che “o si combatte o si muore”.
All’evento hanno parlato anche altri politici europei di destra, tra cui il leader francese di Reconquête Éric Zemmour, il leader del Partito Popolare Danese Morten Messerschmidt, il leader dell’Alleanza per l’Unione dei Rumeni George Simion, il deputato europeo polacco di Legge e Giustizia Dominik Tarczynski, il deputato belga del Vlaams Belang Filip Dewinter e il deputato europeo di Alternativa per la Germania Petr Bystron.
Secondo la polizia e la BBC al rally londinese erano 150.000. Secondo il resto del mondo erano più di un milione.
In UK l’establishment woke se l’è letteralmente fatta sotto.
Il movimento di Robinson è dichiaratemente animato dalla comune appartenenza interconfessionale all’eredità giudaico-cristiana, come testimoniano le tante “faccette nere” presenti al rally. Le “faccette” non provenivano però dall’Abissinia, ma in massima parte dalla folta comunità dei cristiani nigeriani in UK, vittime in patria di un vero tentato genocidio a causa della loro fede, genocidio (vero) di cui pochi si ricordano.
Anche la meravigliosa CEI, che si interessa enciclopedicamente di qualsiasi argomento: dei migranti, dei palestinesi, dei Meloni, dei Cocomeri, del culatello, dei vaccini (Covid, parotite epidemica,” etc. etc.), del Sangiovese (solo in grandi quantità però) e di ogni altro aspetto dello scibile, sui massacri di cristiani sembra un tantino asfittica.
Così i poveri Anglo-Nigeriani, orfani di tutto e di tutti, sfilano indisturbati e festeggiati con Tommy e i suoi “razzisti” e cercano riparo in questo nuovo movimento religioso che, forse, avrà le palle per dire a Boko Haram che, o la smette, oppure le nuove armi occidentali le andremo a testare sui loro villaggi.
Ma c’è di più.
Tornando alle notizie nascoste dalla stampa mainstream arriviamo al cuore del mio discorso.
Come ha scritto Stephen Pollard sullo Spectator:
“ … Questo mi è venuto in mente quando è emerso che il ministro israeliano per gli Affari della Diaspora, Amichai Chikli, e Amir Ohana, presidente della Knesset, hanno invitato Stephen Yaxley-Lennon, meglio conosciuto come Tommy Robinson, in Israele.
Come i lettori abituali sapranno, sono un forte sostenitore di Israele. Non solo perché sono ebreo … È anche perché, da orgoglioso britannico, vedo Israele come un rappresentante dell’Occidente che difende i nostri valori e si oppone alla barbarie.
Ma a volte Israele si comporta come se fosse il peggior nemico di se stesso e della diaspora. Nel quadro generale, il fatto che Tommy Robinson sia invitato o meno a visitare Israele non farà molta differenza: Israele ha cose più importanti di cui occuparsi. Ma dal punto di vista di un ebreo britannico, l’invito è, per dirla senza mezzi termini, profondamente dannoso per quelli di noi che hanno a cuore il futuro della diaspora. Essere associati a Robinson è come fare un regalo agli antisemiti, che ora avranno a disposizione un’altra arma retorica.
Come ha affermato la scrittrice Melanie Phillips, una delle più importanti, appassionate e coraggiose combattenti contro l’islamismo e l’estremismo islamico: “È difficile esagerare la stupidità e l’ignoranza insondabili di questi ministri israeliani”.
Vi risparmierò la litania delle ragioni per cui Robinson non è adatto a essere un alleato degli ebrei preoccupati di combattere l’estremismo islamico. Va tuttavia notato che proprio il giorno dell’invito, Robinson ha rivelato la sua vera natura nella sua risposta alle critiche mosse dal Board of Deputies e dal Jewish Leadership Council, i due principali organismi comunitari. Robinson ha pubblicato (e poi cancellato) un attacco contro «gli ebrei elitari, quelli che non sono rappresentativi dell’intera comunità, gli ebrei elitari liberali e progressisti… che non rappresentano tutti gli ebrei… Quelli che vogliono un’immigrazione di massa a frontiere aperte, quelli che hanno creato un ambiente ostile per la maggior parte degli ebrei… Queste cosiddette voci della comunità ebraica, che stanno tradendo la comunità ebraica con il loro avvicinamento all’Islam e all’immigrazione a frontiere aperte, sono la ragione per cui si stanno verificando tutti questi problemi”.
L’invito ha suscitato, com’era prevedibile, un’ondata di indignazione da parte degli ebrei britannici, in gran parte sui social media. Come afferma Phillips, “Come se la situazione degli ebrei britannici non fosse già abbastanza disperata, i ministri israeliani hanno ora incredibilmente tagliato le gambe ai difensori di Israele e consegnato un’arma inaspettata ai nemici di Israele e del popolo ebraico in Gran Bretagna”.
Ma ha anche suscitato un’ondata di sostegno. E quelli di noi che sono rimasti sconcertati dall’invito sono stati a loro volta attaccati come varianti del tema woke, liberale ed elitario, per usare la terminologia di Robinson. Questo è il veleno che Robinson sembra diffondere, che porta in tutto ciò che tocca. È anche, per usare un eufemismo, un’accusa strana da muovere a Melanie Phillips, una delle prime a sottolineare il problema dell’estremismo islamista nel Regno Unito nel suo libro del 2006, Londonistan. Per quanto mi riguarda, se la questione non fosse così esistenziale come il futuro della diaspora ebraica, troverei più che divertente essere etichettato come un progressista di sinistra favorevole alle frontiere aperte.
È facile capire perché alcuni si stiano rivolgendo a Robinson. Per troppo tempo c’è stato infatti un comodo consenso liberale sull’islamismo, un consenso che ha sottovalutato la minaccia. La comunità ebraica è stata martoriata per due anni da marce e manifestazioni di odio regolari e ha chiesto che venissero prese misure. Questa richiesta è stata ignorata e abbiamo visto a cosa ha portato a Manchester durante lo Yom Kippur. Quindi c’è un’ovvia attrazione verso qualcuno che sembra non solo un alleato, ma un alleato che non ha paura di difendere gli ebrei. Ma mentre nella realpolitik il nemico del tuo nemico può essere utile come amico, non è sempre così. A volte il nemico del tuo nemico può essere tossico.”
In sintesi questo è il commento che l’antico periodico di orientamento conservatore, per mezzo di un illustre commentatore ebreo, fa del tour che Robinson ha fatto in Terra Santa, invitato da due politici importanti.
L’ho riportato perché è sintomatico di quante contraddizioni stiano attraversando l’occidente oggidì sia in campo politico sia, ermeticamente, in quello spirituale.
In altre parole c’è caos sopra e sotto.
Malgrado lo scetticismo di alcuni, o anche di molti ebrei inglesi, tradizionalmente liberal anche quando sono di destra, l’occidente è arrivato alla Nuova Lepanto e lo dice uno dei pochissimi che non usa questo nome invano, visto il sangue di mia nonna.
Darà fastidio a tanti culatelli occidentali che si ricominci a mettere dei punti fermi.
I loro cuoricini esulcerati, che tanto soffrono per chiunque appartenga alle categorie da loro elevate agli altari nella loro religione demoniaca detta sinistrismo (Hamas, LGTBQ+, membri delle gang sudamericane, migranti che delinquono, donne ma solo di sinistra, etc.) non sopportano che in Occidente sorga un movimento che metaforicamente si proponga di estrarre la spada e di ricominciare a tracciare linee invalicabili con la medesima.
Oppure di difendere i cosiddetti valori non negoziabili. Ma quelli veri però.
Nel corso del suo viaggio in Israele Tommy Robinson ha realizzato video dai luoghi santi che sono stati apprezzati da un vasto pubblico. Ha provocatoriamente cercato di andare sulla Spianata delle Moschee a Gerusalemme, esponendo il paradosso costituito dal fatto che Ebrei e Cristiani non possano liberamente accedere ad un luogo che è santo per tutte tre le religioni abramitiche.
Ora Tommy è di nuovo sotto processo per non aver fornito il pin del proprio telefono alla polizia e la sua difesa la paga Elon Musk.
Il viaggio di Tommy, che si commuoveva nei luoghi santi, ha dimostrato che la destra inglese ha compreso di dover colmare un vuoto spirituale, oltre che politico e che nel fare ciò guarda con favore sia alla coalizione dei credenti USA che all’Israele ortodosso che di tale coalizione fa parte.
In questo momento, in UK lo sguardo del’osservatore della destra dovrebbe appuntarsi su tre elementi.
All’estremo Tommy Robinson, il leader che può trascinare in piazza la forza muscolare necessaria in caso di scontri tra gruppi etnici e religiosi, ovvero con lo stato.
Poi Nigel Farage, un tempo falsamente accusato di estremismo e ora traghettatore di Reform UK nell’ambito dei partiti rispettabili, anche grazie alla vistosa diaspora proveniente dal partito conservatore.
Paradossalmente gli ha giovato elettoralmente il cazziatone che gli rivolse Elon Musk con l’accusa di essere inadatto al momento storico per mancanza di attributi virili.
Ma tanto ora c’è Tommy che, come il Colleoni, di palle ne ha almeno tre.
Infine troviamo il grandissimo Jacob Rees Mogg, già capo del Privy Council di Elisabetta (2019-2022) e futuro probabile capo del Privy Council di William, che non ha abbandonato i conservatori al solo scopo di promuovere l’alleanza tra il vecchio partito e Reform UK, portandosi così dietro gli elettori più moderati e centristi.
In caso di effettiva collaborazione (magari non sbandierata nel caso di Tommy Robinson) tra queste tre componenti, il Parlamento inglese sarà dominato dalla destra e potrà operare le necessarie riforme neo-tatcheriane di cui il paese ha urgentemente bisogno.
Ma non si commettano errori.
La parte spirituale, il Rinascimento della Fede sta sorgendo anche in UK, soprattutto tra i giovani e chiede risposte diverse dal woke.
Non è chiaro in questo tetris religioso, sia dentro che fuori le mura vaticane, chi sarà capace di ispirare la maggioranza di chi sta domandando di tornare (teshuvah in ebraico) sulla Strada che conduce alla Casa del Padre.
Per fare un esempio personale, in quella settimana fatale che nel mio primo viaggio in Galilea cambiò la mia vita per sempre, S. e io ci recammo alle Beatitudini.
Nella Chiesa era in corso una messa privata prenotata da un gruppo di fedeli asiatici, celebrata nella loro lingua da un frate loro connazionale, e gli altri visitatori erano stati tenuti ai margini da un cordone.
Inaspettatamente e senza ragione alcuna, alcuni di questi oranti aprirono il cordone e tirarono dentro solo S. e il sottoscritto, lasciando fuori tutti gli altri.
Ci prendemmo per mano con i nostri fratelli e sorelle provenienti dall’oriente e insieme ricordammo con felicità ad alta voce ciò che mai si deve obliare.
“MATTEO 5
1 Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. 2 Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
3 «Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
4 Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.
5 Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
6 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
7 Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
8 Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
9 Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
10 Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
11 Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. 12 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.
13 Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.
14 Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, 15 né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. 16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.
17 Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. 18 In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. 19 Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
20 Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.”
I giochi in campo di geopolitica religiosa appaiono bellissimi, ma senza sostegno divino sono carta straccia.
Il Popolo di D-o ha FAME e SETE di GIUSTIZIA.
Se la GIUSTIZIA in terra “non supererà quella degli scribi e dei farisei”, non darà i frutti che gli strateghi, i comandanti, i pianificatori, i furbastri di ogni sorta, si aspettano.
Il Sigillo di D-o è emet, Verità e, forse, se ne dovrebbe discutere di più e meglio invece di edificare facciate di cartapesta, sia in chiesa che nel tempio.
“Salmo 127: 1 Canto dei pellegrinaggi. Di Salomone.
Se l’Eterno non edifica la casa,
invano vi si affaticano gli edificatori;
se l’Eterno non protegge la città,
invano vegliano le guardie.
2 Invano vi alzate di buon mattino e tardi andate a riposare
e mangiate pane tribolato;
egli dà altrettanto ai suoi diletti, mentre essi dormono.
3 Ecco, i figli sono un dono che viene dall’Eterno;
il frutto del grembo materno è un premio.
4 Quali le frecce in mano di un prode,
tali sono i figli della giovinezza.
5 Beati quanti ne hanno la faretra piena!
Non saranno confusi
quando parleranno con i loro nemici alla porta.”





