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CARLO III E LEONE XIV PREGANO INSIEME E FANNO PROGETTI. QUANDO MURERANNO PORTA PIA?

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di Marforius

Ieri, il sovrano britannico Carlo III si è recato in Vaticano per una visita ufficiale, nel corso della quale il pontefice Leone XIV e re Carlo, che è anche capo della Chiesa anglicana, hanno fra l’altro pregato insieme nella Cappella Sistina.

Un vero e proprio accadimento storico, visto che una cosa del genere non accade da cinque secoli, ovvero da quando ha avuto origine lo scisma anglicano.

Abbiamo visto così, nella cappella Sistina, re Carlo, con al suo fianco la regina Camilla, anche partecipare a una preghiera, condotta da Leone XIV e dall’arcivescovo di York, Stephen Cottrell, con tanto di canti intonati da un coro vaticano e uno anglicano, che ha fra l’altro intonato poi, nella Basilica di San Paolo, il Salmo 133, ‘ecce quan bonun’, caro anche ad ambiti non propriamente ecclesiali.

Nel pomeriggio  Re Carlo è stato riconosciuto “Royal Confrater” dell’Abbazia e della Basilica di San Paolo fuori le Mura. Riconoscimento ricambiato con la nomina di Papa Leone XIV quale “Papal Confrater” della Cappella di San Giorgio, ubicata nel Castello di Windsor.  Sempre in tema di riconoscimenti Carlo e Leone si sono scambiati anche importanti onorificenze: il Re ha conferito al Papa l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine di Bath (Ordine tradizionalmente conferito ai Capi di Stato; l’Ordine della Giarrettiera, anch’esso riservato ai sovrani, sarebbe stato, visto il potenziale destinatario, inopportuno, nda), mentre il Papa ha conferito al Re l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce con Collare dell’Ordine Vaticano di Papa Pio IX, come pure alla Regina l’onorificenza di Dama di Gran Croce dello stesso Ordine.

Al di là delle forme che i più poco comprendono, questo reciproco scambio di titoli appare di fatto come un primo passo verso il ritorno a una unicità spirituale, che potrebbe portare al superamento della ultrasecolare separazione tra la Chiesa romana e quella Anglicana.

Naturalmente una riconciliazione, tra i maestri del cesaropapismo e gli altrettanto maestri dell’utilizzo simbolico della gerarchia tradizionale, ha i suoi obiettivi strategici, come pure dovrà avere i suoi tempi e le opportune modulazioni.

Trattandosi di soggetti religiosi, andranno ovviamente in primis sanate le differenziazioni teologiche a suo tempo createsi e le differenziazioni rituali, come pure la problematica riguardante il sacerdozio femminile e il celibato.

Sullo sfondo dello scenario, anche se la cosa sfugge ai più, dovrà essere risolta altresì, la secolare problematica riguardante la massoneria, che in Gran Bretagna ha tradizionalmente al suo vertice un membro della casa reale e al suo interno molti ecclesiastici della Chiesa anglicana, compresi personaggi di rango elevato.

Chissà come potrà essere risolto l’arcano, visto che la massoneria in Italia, soprattutto il ramo principale, ovvero il Grande Oriente d’Italia, che ha avuto nelle sue file molti adepti che hanno sostenuto, a cominciare da Garibaldi, la necessità di porre fine al potere temporale della Chiesa e una politica laicista molto pronunciata.

Probabilmente si starà già guardando con simpatia, più o meno spontanea, alla Obbedienza fondata da un barbuto ex gran maestro del Grande Oriente, la quale si guarda bene dal ricordare accadimenti risorgimentali e anticlericali.

Peraltro, la contiguità dell’ambasciata britannica con la celebre Porta Pia, potrebbe favorire la chiusura della porta stessa e sanare simbolicamente la memoria riguardante l’intemerato attacco, che portò alla “debellatio” dello Stato della Chiesa.

Ma al di là di considerazioni di sapore anche goliardico, potremmo essere di fronte a un expedit al contrario, ove finalmente la Chiesa torna ad essere, attraverso la componente di ritorno di derivazione anglicana, un ancor più importante attore, coesistente con un soggetto imperiale, che direttamente, in Canada Australia e altrove, è ancora il capo di importanti Stati, e che, altresì,  esercita, tuttora una influenza indotta derivata da un soggetto comunitario quale il Commonwealth, il quale ha comunque un rilievo ancora significativo.

Certamente ne vedremo delle belle, potremmo così trovarci di fronte a uno scenario che potremmo chiamare Yalta.2, nel quale si conferma alla Gran Bretagna la “sfera d’influenza” a suo tempo assegnata nei confronti del nostro Paese, in questo caso in condivisione con il Vaticano, che a sua volta porterà in dote il suo patrimonio “terzomondista”.

Chi vivrà vedrà, anche se il diavolo fa le pentole e non i coperchi, visto che, senza considerare il mondo vedico, sia il mondo islamico che quello confuciano stanno operando a proprio piacimento e senza che i più se ne avvedano, anzi con il pavido silenzio dei “terzomondisti”; poi chissà cosa dirà la massoneria di “Rito statunitense”.

Autore

  • Marforius

    MarforiusMarforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.

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