
«Ha ragione Polito, come aveva ragione ieri Alessandro De Angelis, giornalisti di sinistra e sempre critici con la Meloni: si è rotto un argine, si è varcato il Rubicone.
Cioè, se a capo del Governo italiano c’è una “prostituta” di un aspirante autocrate di nome Trump, che attenta alla democrazia e alla libertà, e la bomba ad un giornalista lo dimostrerebbe … beh, datemi un fucile e vado a combattere. Ci vengo anche io. Diamine”.
E’ un pezzo del commento svolto da Sergio Pizzolante, su queste pagine. Condivido ogni parola. Fa il paio con quanto da me sostenuto: che cioè l’imprimatur politico allo scontro nelle piazze è stato dato. Dunque ora o Schlein resta isolata o chiunque la giustifichi, o peggio ancora la segue, dovrà rispondere di un’azione di sedizione. Un tentativo contro la democrazia. Usare mezzi termini non è più tempo.
Questi che non riescono a metter assieme due idee concrete sul cosa fare in politica e come farlo, disperati perché mestano nel torbido, alzano fango e non si accorgono che lo alzano sull’Italia che ha votato (sbagliando o meno lo stabilirà la storia e non la piazza) questa maggioranza; ed ogni volta scendono sempre più giù nel vuoto di dignità, e comunque perdono consensi e li aumentano a chi vorrebbero combattere, questi sciagurati si sono evidentemente convinti che non hanno altra possibilità, E pensano si possa passare all’azione di forza. E poiché con Mani Pulite è andata bene, ci si riprova anche se non più con la Magistratura
L’ipocrisia del “libertà di manifestare”, o del “diritto di protesta”, non la bevo. L’opposizione, in democrazia, si fa in Parlamento; ed un Governo lo si sconfigge lì. Quello che qualche cretino definisce “democrazia formale”: quella sostanziale sarebbe la rivoluzione, magari quella bolscevica. Quando il programma di manifestazioni e di proteste è un programma di azione politica – e questo in corso lo è – significa un’altra cosa. Significa turlupinare la democrazia, utilizzarla contro se stessa, deformare il concetto di libertà e utilizzare la tolleranza come arma.
Io non lo sopporto. E non sopporto la superficialità di chi pensa, in questo modo, di vincere. Quando si sceglie la rissa (oppure si è tanto sciocchi da pensare che l’altro si faccia “martire per la causa” e non risponda mai?) vale la regola della rissa. Colpisci per primo. E se sei forte colpisci più forte
Anche il solo solleticare tentazioni di questo genere è una responsabilità che io non intendo accettare.





