
La sinistra è impazzita. Vive in una bolla autoreferenziale. Si inventa una dittatura che non c’è. Soprattutto fuori da ogni logica sembrano essere le parole della leader del Pd, che ha preso il volo verso non si sa dove, perdendo ogni contatto con la terra e con la realtà.
Dal palco del Pse ad Amsterdam la leader dem attacca la maggioranza. “In Italia c’è’ una estrema destra al governo, guidato da Giorgia Meloni, che sta tagliando la spesa sanitaria, l’istruzione pubblica e sta bloccando le nostre proposte di salario minimo, in un Paese dove i salari sono i peggiori nella Ue. Stanno producendo solo propaganda, odio e polarizzazione. La settimana scorsa Meloni a Firenze ha detto che le opposizioni sono peggiori dei terroristi. Voglio solidarizzare con Sigfrido Ranucci a cui hanno messo una bomba sotto casa. La democrazia è a rischio e la libertà di stampa è a rischio quando l’estrema destra è al governo”.
Immediata la risposta della premier. In un post su X, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni replica duramente: “Siamo al puro delirio. Vergogna, Elly Schlein, che vai in giro per il mondo a diffondere falsità e gettare ombre inaccettabili sulla Nazione che, da parlamentare della Repubblica italiana e leader di partito, dovresti rappresentare e aiutare”.
Che la deriva vittimistica e fuori da ogni realtà del Pd faccia impazzire la sinistra è chiaro in quanto sta accadendo in casa M5S.
Chiara Appendino, ha infatti annunciato le sue dimissioni dalla carica di vicepresidente del Movimento 5 stelle. La decisione, secondo quanto si apprende, è stata comunicata durante il Consiglio nazionale del M5s, che si è svolto ieri in streaming.
L’ex sindaco di Torino dopo i risultati elettorali in Toscana aveva chiesto un cambio di postura al Movimento rispetto al suo rapporto con il Pd.
“E’ tempo di rimetterci tutti in discussione” ha detto la Appendino per spiegare le ragioni del suo gesto.
Già martedì scorso la Appendino aveva esortato i suoi a “non schiacciarci sul Pd”, precisando che lei l’alleanza con il dem Eugenio Giani in Toscana non l’avrebbe fatta.
“Non possiamo auto-assolverci” sostiene Appendino, secondo cui “come Cinque Stelle abbiamo bisogno di nuovi temi, temi nostri, per recuperare gli astenuti”.
Il fatto è che non si recupera alcuna credibilità se si inventano derive totalitarie e fasciste come fa l’armocromatica Elly Shlein, la quale non avendo alcuna idea di cosa sia governare un Paese, pensa che cantare in continuazione il ritornello del fascismo e dell’incapacità della Meloni possa convincere gli italiani i quali, come si può ben vedere, anche in Toscana sono stati a casa o si sono rivolti a Matteo Renzi, lasciando il Pd, in una delle sue roccaforti, fermo al palo.
Ha ragione la Appendino. Alla base della sua scelta c’è un disagio politico e identitario maturato nel tempo. L’ex sindaco di Torino, tra le figure più autorevoli e popolari del Movimento, aveva già manifestato in più occasioni la necessità di un ritorno alle origini, a quella spinta civica e antisistema che aveva caratterizzato i primi anni del M5S.
Nelle ultime assemblee parlamentari, aveva invitato i colleghi a non “appiattirsi sul PD” e a recuperare la capacità di parlare ai cittadini disillusi, agli astenuti, a chi si è allontanato dalla politica per mancanza di fiducia.
Diciamolo chiaro. Appiattirsi sul Pd oggi è appiattirsi su Elly Shlein, ossia sul cavallo perdente del progressismo nostrano. Meglio prendere il largo.
Il Campo largo, ormai Campo santo, è strategia tanatologica.
Rimangono gli inossidabili leader di Alleanza Verdi e Sinistra, quelli che hanno portato in Parlamento europeo Ilaria Salis e Summahoro.
Verrà un giorno che all’interno del Pd qualcuno si porrà la domanda: dove andiamo? Siamo la sinistra impazzita che si allontana dalla realtà e non sa dove andrà?
Non sono fan di Matteo Renzi (e di nessun altro, a dire il vero), ma se la Shlein va avanti così, chi non vuole seguire i voli della sinistra impazzita riempirà Casa riformista.
La casa qatariota è in linea con gli Usa. La Shlein è in linea con il mondo fallito dei neocon, woke, lgbtq+, green e vive di antifascismo inventato.
Elly Schlein che difende il segretario generale della Cgil dimostra tutta la sua debolezza politica e la sua dipendenza dalla leadership altrui. “Meloni – tuona la prima inquilina del Nazareno – dovrebbe smetterla di fare la vittima ogni giorno e concentrarsi sulle vere vittime. Maurizio Landini ha già chiarito il senso della sua frase”.
Pietosi i chiarimenti di Landini. Ospite di Live In, il segretario della Cgil è tornato a precisare il senso delle sue parole rivolte alla presidente del Consiglio, definita “cortigiana” nel contesto della firma del documento per la pace a Gaza, in Egitto, accanto al presidente Usa Donald Trump: “Lo ridirei precisando il contesto, era una discussione di dieci minuti, non si può estrapolare solo una parola”. In altra precisazione Landini ha detto: “Beh certo, stare alla corte di Trump, essere la portaborse di Trump”.
Peggio la toppa del buco.
Il presidente del Consiglio italiano è il portaborse del Presidente degli Stati Uniti. L’offesa si allarga alle istituzioni. Forse il Presidente Mattarella dovrebbe fare lo sforzo di ricordare a Landini che non siamo all’osteria e che lui rappresenta un sindacato che dallo Stato prende in gran parte le risorse per vivere, avendo perso i contatti con la realtà produttiva del Paese.
Stia tranquilla la signora Schlein, in Italia la democrazia non è a rischio. A rischio c’è la sinistra (sedicente), morto è il suo Campo largo e se ci sono derive pericolose questa stanno nelle piazze dei facinorosi antistato, coltivati da una logica progressista che ha perso la testa.
Vuoi vedere che il qatariota Matteo Renzi ha colto al volo la sinistra impazzita con l’acchiappafarfalle e riconduce a terra chi non vuol seguire il volo verso il nulla, dando casa a chi con le fuffe propagandistiche ha deciso di non stare più?
E se la dimissione della Appendino fosse solo l’inizio dello sfratto di Giuseppe Conte, che ne sarebbe della sinistra baluardo della democrazia? Rimanfono sempre I verdi e Sinistra con Ilaria Salis, vero baluardo della democrazia e della libertà.
L’acchiappafarfalle è in azione.





