Home Opinioni RISOLVERE LE PROBLEMATICHE POLITICHE CON PROPOSTE SERIE, NON CON LA PROPAGANDA

RISOLVERE LE PROBLEMATICHE POLITICHE CON PROPOSTE SERIE, NON CON LA PROPAGANDA

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Gli “acculturati” parlerebbero di modalità di interdipendenza tra microeconomia e macroeconomia. I più esperti illustrerebbero gli algoritmi che legano i due rami, il valore della casualità, l’affidabilità probabilistica. Il legame tra sociologia, psicologia di massa, ed economia lo si potrebbe illustrare in un corso accademico, corredato dal pensiero di molti Nobel. Il significato dell’indice di Gini nel mostrare la perversità della distribuzione del reddito ed il suo sviluppo collegato alla storia economica, ma anche come quest’ultima abbia inciso nella storia dei popoli e del mondo, tutto questo avrebbe bisogno di lunghe dissertazioni. Allora, forse, si capirebbe cos’è l’“economia”.
Non pretendo tanto. Chiederei solo che tutti siano coscienti che non c’è nulla che possa essere discusso, proposto, solo ipotizzato come comportamento politico e sociale senza valutare anche il suo contenuto economico e le strette interrelazioni con l’intero mondo dell’economia. Perché questo legane o lo valuti tu o lo valuteranno “gli altri”, forse con effetto dirompente. Se poi il tuo futuro dipende strettamente da questi “altri”, magari perché ti prestano i soldi per vivere, ancora di più.
Di conseguenza vorrei semplicemente che chiunque sollevi discussioni sui tanti verissimi e talvolta drammatici problemi del corpo sociale, sulle carenze vere e gravissime del welfare italiano, sulle difficoltà nelle quali si dibatte tanta povera gente, sulle carenze del tessuto produttivo e del mondo del lavoro, si ponga il problema anche di pensare “quanto e come” una qualche soluzione impatti con le situazioni di bilancio, della finanza, di fiducia degli investitori. E dunque non rinunci alla denuncia: ma accetti di discutere il complessivo. E di esprimere giudizi solo dopo queste analisi. Perché se è vero che non dobbiamo soggiacere per forza al volere della logica della finanza, è altrettanto vero che non è possibile ipotizzare che “esistano pasti gratis”: se ti offrono una cena, qualcuna la pagherà. O te la farà poi pagare.
Non esiste – lo dico forte e sfido a smentirmi – non esiste una soluzione semplice e rapida a quanto di sbagliato e penoso è sul tappeto. Esiste la possibilità di un piano di interventi economici distribuiti nel tempo, che definisca le priorità del cosa affrontare, che sia credibile per gli investitori perché correlato a sostenibilità del bilancio e credibilità del debito. L’equilibrio tra macroeconomia e microeconomia non è qualcosa di destra o di sinistra. E’ l’obbligo etico, e anche però concreto, di non dire bugie e di separare con chiarezza i versanti. L’equilibrio è problema economico ed è indiscutibile l’obbligo di realizzarlo; come spostarlo verso settori sociali con interventi programmati è invece politica. Che deve anche esaminare chi pagherà: cioè tutti, ma con quantità diverse di contribuzione. Anche qui l’obbligo di verità economica non può soggiacere a demagogie.
Diffido da chi, e parlo di dirigenza politica, fa l’elenco delle cose che non vanno, per criticare una mancata azione di Governo. Quasi che fosse possibile risolvere problemi (oltretutto annosi e sedimentati: ma quella dei tempi di nascita e di accumulo delle criticità è un altro “furto” ideologico che andrebbe smontato) guardando solo a ciascuno di essi, separandoli dal contesto, senza considerare tutto il resto. E’ fin troppo evidente che non ci crede neanche chi lo dice. Guai se non fosse così. Significherebbe che è incompetente: l’ignoranza è pericolosa ed in politica economica è criminale. Parlarne così serve per fare propaganda: e questo in politica ci sta. Ma obietto che così si instilla nella mente del corpo elettorale non solo un sentimento di riprovazione per l’avversario politico, ma anche speranze di una inesistente soluzione veloce. Che poi non viene perché non è possibile che venga ed oltretutto in tempi stretti. Si accende invece, e perciò, la convinzione popolare che tutti i politici, indipendentemente dagli schieramenti, non risolvono mai nessun problema. Insomma che l’intera politica fa schifo.
Non è la prima volta che mi soffermo su questo argomento. E’ solo perché vedo che anche compagni che stimo moltissimo finiscono per mescolare tra loro cose che andrebbero tenute ben distinte. Ed il mio ripetuto richiamo alla necessità, per la sinistra, se si vuole andare al Governo e governare, di predisporre il suo piano economico, politico e di politica economica (sono tre cose diverse) è la sintesi di queste mie osservazioni.
Senza di esso, il puzzo di propaganda demagogica lo sento forte. E non lo accetto.

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  • Redazione

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