
Il gesto di Macron in linea di principio potrebbe essere buona cosa, ma riguardo alla drammatica situazione di Gaza temo possa complicare le cose e mettere l’Europa ancor di più’ fuori gioco.
Oggi la priorità, a mio modesto avviso, va data all’urgenza umanitaria. Israele e USA rigettano del resto senza fronzoli il proposito di Macron, mentre nulla cambia sulla sorte tragica di migliaia di palestinesi.
Nethaniau sembra convinto che non sara‘ possibile dividere i palestinesi dal terrorismo di Hamas che vuole la distruzione di Israele e quindi prosegue la ormai disumana opera di distruzione.
A maggior ragione occorre il ripristino degli interventi umanitari e l’Europa poteva con Macron minacciare concretamente di inviare una forza di interposizione, forse unico modo per interrompere momentaneamente il dramma palestinese.
Continuo a leggere paragoni fra la furia di Israele e il passato. Un passato forse c’è, molto lontano. Quando la Repubblica romana dovette difendersi da popoli che volevano, la sua distruzione mostro’ il suo volto più spietato: distruggere i nemici e deportare.
Quando Cimbri e Teutoni terrorizzarono i Romani con la intenzione di attaccare Roma, Gaio Mario li anniento’ cancellando due popoli e facendo uccidere più di 200 mila esseri umani.
Altro che, purtroppo, Gaza. Ed i Romani lo elessero a terzo fondatore di Roma. Dunque nulla di nuovo sotto il sole. Anzi, quando Roma si accorse che era in grado di sottomettere, si trasformò’ da un popolo che difendeva la sua sopravvivenza ad un popolo che voleva imporre la sua egemonia. Con una differenza: riconoscendo anche diritti ai popoli “conquistati”.
Ecco, oggi valori e diritti sono disconosciuti. E rendono più atroci la violenza della guerra e le sue conseguenze sui civili. Ma per arrivare allo stadio di nuove regole, non facili da immaginare, prima bisognerebbe salvare la vita. È quello che Macron, saltando un passaggio, forse intende aggirare. Con il rischio di spaccare ancor di più’ l’Europa e di non interrompere la agonia di Gaza.





