Home Politica estera ABRAMO VOLA SULL’AIR FORCE ONE, ICONA DI UN CAMBIO GEOPOLITICO

ABRAMO VOLA SULL’AIR FORCE ONE, ICONA DI UN CAMBIO GEOPOLITICO

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riad due

L’Air Force One è diventato il simbolo di una rivoluzione geopolitica che mette il Medio Oriente al centro, con l’effetto indotto di rendere strategico il Mediterraneo e di marginalizzare l’Europa centro settentrionale.

L’Air Force One è arrivato a Riad scortato dagli F-15 sauditi, mentre il Qatar ha annunciato che donerà un 747-8 perché Donald Trump si doti di un nuovo Air Force One. Vedremo più avanti il significato simbolico e non solo dell’annunciato dono.

Al Business Forum tenutosi ieri a Riad il presidente Usa Donald Trump ha espresso il suo “fervido desiderio” che l’Arabia Saudita “si unisca presto agli Accordi di Abramo”, l’intesa del 2020 che ha stabilito le relazioni diplomatiche tra Israele, gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein.

Gli Stati Uniti – ha poi spiegato facendo riferimento a un’altra priorità della sua politica estera, intendono offrire all’Iran “una strada migliore verso il futuro. Sono qui oggi non solo per condannare le scelte passate dei leader iraniani, ma per offrire loro un percorso nuovo e migliore verso un futuro molto più promettente. Voglio un accordo con l’Iran, ma diversamente non avremo altra scelta che infliggere la massima pressione, portando a zero l’export del petrolio iraniano”.

Air force one dueAir force one uno

Boeing 747 8

I giochi si fanno a Riad e non a Bruxelles e mentre gli Usa stipulano accordi sui dazi con la Cina, il telefono della von der Leyen rimane muto.

Solo una sinistra italiana dedita al gracidio riesce a dire che Giorgia Meloni è isolata. Isolata da chi? Dalla lieta compagnia dei tre moschettieri andati a Kiev per convincere Zelensky che non ci si può fidare di Putin e per far saltare l’incontro che si terrà a Istambul?

Per far capire che i tre moschettieri dovrebbero giocare di cappa e spada in qualche circo equestre qualcuno ha pensato bene di combinar loro lo scherzetto della coca sul treno per Kiev. Il video, con corredo di fotografie e di commenti, è virale sui social e ha molto il sapore di un avvertimento in codice confezionato da qualche manina. Fake news, bufala? Non ha importanza. Il messaggio è arrivato a destinazione e la Russia non ha mancato di sottolinearlo.

Lasciamo l’Europa andata a rane e veniamo a Riad, dove si giocano molte partite, a cominciare da quella della Via del Cotone, ossia all’India-Middle East-Europe Economic Corridor (IMEC), un progetto infrastrutturale annunciato il 9 settembre 2023 al G20 di New Delhi. È una risposta strategica alla Via della Seta cinese (Belt and Road Initiative).

L’obiettivo è creare un corridoio economico alternativo che colleghi l’India all’Europa attraverso il Medio Oriente, riducendo del 40% i tempi di trasporto delle merci rispetto alla rotta del Canale di Suez.

L’India-Middle East-Europe Economic Corridor (IMEC) include una rete ferroviaria tra Europa e Golfo (via Giordania e Israele) e una connessione portuale tra India e Stati arabi. Prevede inoltre condotte per idrogeno verde, cavi sottomarini per dati ed energia e porti come Trieste, Gioia Tauro, Genova e Golfo Aranci in Italia.

L’attuazione della Via del Cotone, che vede un grande interesse dell’Italia, la quale si presenta come un nodo strategico, passa attraverso il riconoscimento reciproco di Israele e dell’Arabia Saudita, ossia il completamento degli Accordi di Abramo e la stabilizzazione del Medio Oriente.

La guerra a Gaza, come gli attacchi Houthi nel Mar Rosso, hanno complicato l’attuazione di una stabilizzazione che ora Donald Trump tenta di attuare a suon di accordi plurimiliardari. Gaza, a quanto si capisce, sarà messa sotto la tutela di Riad.

Il Dipartimento di Stato Usa ha annunciato che gli Stati Uniti hanno venduto armi agli Emirati Arabi Uniti per un valore di oltre 1,4 miliardi di dollari. La vendita delle armi destinate agli Emirati Arabi Uniti, che è stata approvata e notificata al Congresso, comprende 1,3 miliardi di dollari per elicotteri Chinook e 130 milioni di dollari per parti e supporto per i caccia F-16. La Cnn ricorda inoltre che gli Emirati Arabi Uniti si sono impegnati a spendere 1,4 trilioni di dollari in investimenti statunitensi in 10 anni.

“Gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita hanno firmato la commessa militare più grande della storia, quasi 142 miliardi per fornire a Riad equipaggiamento militare dell’ultima generazione”, si legge in una dichiarazione diffusa dopo la cerimonia durante la quale Donald Trump e il principe Mohammed bin Salman hanno firmato una serie di accordi. Durante la visita anche l’annuncio di una serie di accordi finanziari tra Washington e Abu Dhabi in diversi ambiti tra cui intelligenza artificiale, semiconduttori ed energia.

La società saudita DataVolt “procede con i piani per investire 20 miliardi di dollari in centri per l’intelligenza artificiale e infrastrutture energetiche negli Stati Uniti”, rende quindi noto la Casa Bianca nella nota in cui vengono dettagliati i 600 miliardi di investimenti promessi dall’Arabia Saudita destinati a “costruire legami economici che dureranno per le prossime generazioni”. “Gli accordi celebrati oggi sono storici e rivoluzionari per entrambi i Paesi e rappresentano una nuova era d’oro nella partnership tra Stati Uniti e Arabia Saudita”, continua la dichiarazione in cui si afferma “dal primo giorno la politica del presidente Trump dell’America First per commercio e investimenti ha messo l’economia americana, i lavoratori americani e la nostra sicurezza nazionale al primo posto”.

Donald Trump è in Arabia Saudita per il primo, importante viaggio internazionale del suo secondo mandato. Riad è la prima tappa del tour nella regione del presidente americano, che è atteso anche in Qatar e negli Emirati arabi uniti.

Trump è stato accolto all’aeroporto dall’erede al trono saudita, il principe Mohammed bin Salman. Dopo lo scambio dei saluti, il presidente americano e Msb sono entrati in una sala dell’aeroporto, dove si sono seduti su lussuose sedie viola con finiture dorate sotto i ritratti dei membri della famiglia reale saudita. Da parte americana con Trump c’erano il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, al Commercio Howard Lutnick e all’Energia Cjris Wright.

Lo sfarzo della visita ufficiale di Stato è notevole. Le strade di Riad, lungo il percorso dall’aeroporto al centro città, sono decorate con bandiere americane e saudite. E gli aerei militari sauditi F-15 hanno scortato l’Air Force One in avvicinamento, secondo un post sui social media del vice capo di gabinetto di Trump, Dan Scavino, e secondo i resoconti dei giornalisti che viaggiano con il presidente.

Successivamente Trump ha partecipato ad una cerimonia di arrivo più formale con il principe ereditario, alla presentazione delle delegazioni, a un pranzo con gli amministratori delegati, a incontri bilaterali e alla firma dell’accordo della Corte Reale.

Veniamo all’annunciato regalo qatariota.

Il Qatar è stato per oltre trent’anni in simbiosi con la Cia nel formato neocon.

Il Qatar ospita la più importante base Usa nell’area del Golfo Persico. La base aerea di Al Udeid, situata a sud-ovest di Doha, oltre 10.000 soldati americani e funge da centro cruciale per il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), il Comando Centrale delle Forze Aeree degli Stati Uniti (AFCENT) e la 379ª Ala di Spedizione Aerea. La base supporta operazioni in regioni come Iraq, Siria e Afghanistan e ospita il Centro Operativo Aereo Combinato (CAOC), che supervisiona la potenza aerea in diversi paesi.

Il Qatar ha investito oltre 1 miliardo di dollari negli anni ’90 per costruire Al Udeid, con le operazioni statunitensi iniziate nel 2001 per le missioni in Afghanistan. La base dispone di una delle piste più lunghe del Golfo Persico (12.500 piedi), in grado di ospitare fino a 120 aerei, inclusi bombardieri, caccia e aerei cisterna per il rifornimento. Supporta le forze della coalizione, tra cui la Forza Aerea dell’Emiro del Qatar e la Royal Air Force britannica. Nel gennaio 2024, gli Stati Uniti hanno silenziosamente esteso la loro presenza ad Al Udeid per altri 10 anni, riflettendo l’importanza strategica del Qatar come alleato non-NATO.

La partnership tra Stati Uniti e Qatar include significativi accordi di difesa e oltre 26 miliardi di dollari in vendite militari straniere, rendendo il Qatar un alleato chiave nonostante le tensioni regionali, come la crisi diplomatica del Golfo del 2017.

In questo quadro cosa significa l’annunciato regalo del Qatar a Trump che fa impazzire i Dem Usa? Significa che è il simbolo di un cambio deciso di schieramento. Il Qatar fa sapere di essere perfettamente allineato con Donald Trump, il quale fa rispondere con un messaggio in codice. L’aereo sarà il benvenuto, ma sarà smontato e rimontato, la qual cosa non riguarda solo la sicurezza, ma anche un’indicazione di smontaggio e rimontaggio dei rapporti con un Pentagono e una Cia che ora non rispondono più alle logiche trentennali dei neocon.

In Medio Oriente sta cambiando il mondo. L’Europa è ai margini.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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