
di Giuseppe Augieri
Ho citato Carl Popper nel mio precedente articolo ed il suo “bisogna essere intolleranti nei confronti degli intolleranti”. Ci ritorno perché io sono convinto che si tratta tutt’altro che di teoria.
Il paradosso di Popper è più complesso di quanto sembra. Non si può semplicemente dire che la “società aperta” deve sbarrare le porte di fronte a qualsiasi istanza intollerante. Il contrasto tra maggioranza e opposizione è – e deve essere tutelato – come il principio fondante di una società democratica.
Conscio, avendo vissuto l’esperienza di Weimar, che la maggioranza può portare la stessa democrazia all’autodistruzione, la tutela delle voci dissidenti è, per Popper, fondamentale che la società, – non la maggioranza o l’opposizione, la società – per tutelarsi dall’ “autodistruzione”, debba stabilire un limite oltre il quale il pensiero dell’intollerante non diventi effettivamente un pericolo. Il legame tra tolleranza e libertà di espressione è un riferimento assoluto: le ideologie sono estranee a tutto questo, nel senso che non possono essere la base per definire cosa è intollerante, chi lo è, qual è il limite della tolleranza. Il limite assoluto alla definizione di ”accettabilità della intolleranza” non sta – in ogni caso – nel fatto che si sostengano cose che sembrano inaccettabili al nostro pensare e sentire.
Dove tracciare la demarcazione, dunque, rimane un dubbio. Sul piano individuale ci si può affidare ai concetti espressi da Bakunin (“Io sono veramente libero quando tutti gli esseri umani che mi circondano, uomini e donne, sono ugualmente liberi”) o da Martin Luther King (“la libertà di un individuo finisca laddove inizia quella di un altro”). Dunque, la libertà degli intolleranti finisce laddove inizia quella dei tolleranti. Quello e solo quello è il limite. Ma chi definisce chi e cosa è intollerante?. Il messaggio di Voltaire rimane un monito: la tolleranza non è solo un valore etico, ma una necessità per il “progresso dell’umanità”. Il suo “Trattato sulla tolleranza” ci ricorda che il fanatismo e l’odio possono essere individuati e combattuti solo con la ragione e il dialogo.
Ma basta questo? La soluzione, apparentemente inestricabile sul piano teorico, si ritrova in realtà nella più pratica delle applicazioni democratiche: il sistema dei pesi e dei contrappesi, le istituzioni che si spartiscono in maniera equa e bilanciata i poteri dello Stato. Esse devono agire non con la censura, ma attraverso mezzi democratici: che possono essere difensivi (gli istituti giudiziari che tutelano gli individui e le istituzioni da reati come la querela, il vilipendio, la violenza o l’istigazione all’odio o alla discriminazione) o attivi (l’educazione dei cittadini a una cultura tollerante e inclusiva, la comprensione delle ragioni dell’altro, il valore della diversità). In ogni caso rispettando il proprio ruolo: un rispetto fuori del quale la confusione diventa illiberale.
Ho spesso sostenuto che, subito dopo il ruolo dell’informazione che deve essere rimodulato profondamente, il vulnus alla democrazia italiana sta nell’aver stravolto proprio il sistema dei pesi e contrappesi, partendo dalla tripartizione dei poteri. Lo strapotere dell’esecutivo rispetto al potere legislativo è sotto gli occhi di tutti: il ricorso ai decreti ed alla fiducia è prassi ormai da anni. Il debordare della magistratura verso l’azione non più giudiziaria ma politica è testimoniata fin troppo ampiamente ed è antica. La carenza ed anzi i guasti dell’educazione – soprattutto quella infusa dall’informazione – viene da lontano ed oggi è a livello di guardia.
Dunque, non teorie, ma vita vissuta, concreta. Oggi noi viviamo un surplus di ideologismo, un equilibrio tra poteri scombussolato, una difficoltà alla libertà di espressione. Nessuno di questi errori viene affrontato con la logica democratica, con il dialogo, con il confronto. La “fede” politica ed anzi partitica ha il sopravvento.
Se vogliamo utilizzare il termine giusto, questo è fanatismo. Non si può chiamare difesa delle libertà. Ci porta verso un oscurantismo che a me fa paura.





