

Seppellito Francesco e con lui il suo pontificato, ora i cardinali di Santa Romana Chiesa devono eleggere il successore di Pietro, non il successore di Jorge Mario Bergoglio.
Da qui al 5 o al 6 maggio, date probabili di convocazione del Conclave, si tengono le congregazioni tra i porporati.
“Abbiamo cominciato a discutere del futuro anche se ci sono idee diverse”, ha detto uno dei 252 porporati che stanno confrontandosi per stabilire le linee di fondo sulla base delle quali gli aventi diritto al voto (153) sceglieranno l’uomo che le concretizzerà nei prossimi anni.
Le congregazioni, ossia gli incontri tra i cardinali, sono regolamentate dalla costituzione apostolica
“Universi Dominici Gregis”.
La Universi Dominici Gregis prescrive che in “periodo di Sede Vacante, si avranno due specie di Congregazioni dei Cardinali: una generale, cioè dell’intero Collegio, fino all’inizio della elezione e l’altra particolare”.
La Congregazione particolare è costituita dal Cardinale Camerlengo di Santa Romana Chiesa e da tre Cardinali, uno per ciascun Ordine, estratti a sorte tra i Cardinali elettori già pervenuti a Roma. L’ufficio di questi tre Cardinali, detti Assistenti, cessa al compiersi del terzo giorno, ed al loro posto, sempre mediante sorteggio, ne succedono altri con il medesimo termine di scadenza anche dopo iniziata l’elezione.
Alle Congregazioni generali devono partecipare tutti i Cardinali non legittimamente impediti, non appena sono informati della vacanza della Sede Apostolica. Tuttavia ai Cardinali che non godono del diritto di eleggere il Pontefice è concessa la facoltà di astenersi, se lo preferiscono, dalla partecipazione a tali Congregazioni generali.
Questo significa che alle congregazioni generali possono partecipare non solo i cardinali elettori (cioè con meno di 80 anni), ma anche quelli che a motivo del compimento di questa soglia di età hanno perso il diritto di entrare in Conclave. Attualmente gli elettori sono 135, mentre in totale il Collegio cardinalizio è composto da 252 porporati (117 i non elettori).
Le Congregazioni generali dei Cardinali si tengono nel Palazzo Apostolico Vaticano o, se le circostanze lo richiedano, in altro luogo più opportuno a giudizio degli stessi Cardinali. Ad esse presiede il Decano del Collegio o, nel caso sia egli assente o legittimamente impedito, il Sottodecano. Se uno dei due od ambedue non godessero più del diritto di eleggere il Pontefice, all’assemblea dei Cardinali elettori presiederà il Cardinale elettore più anziano, secondo l’ordine consueto di precedenza.
Il voto nelle Congregazioni dei Cardinali, quando si tratta di cose di maggiore importanza, non deve essere dato a voce, ma in forma segreta.
Le Congregazioni generali che precedono l’inizio dell’elezione, dette perciò preparatorie, devono tenersi quotidianamente.
Due ecclesiastici di specchiata dottrina, saggezza ed autorevolezza morale hanno il compito di dettare ai medesimi Cardinali due ponderate meditazioni circa i problemi della Chiesa in tale momento e la scelta illuminata del nuovo Pontefice.
Queste, a grandi linee, le norme che regolano le discussioni tra i cardinali anche se, come è ovvio e come è sempre avvenuto, le discussioni avvengono anche tra gruppi di cardinali, al fine di creare degli schieramenti.
Riguardo alla geografia del Conclave, dei 135 aventi diritto al voto solo 27 sono quelli eletti dai precedenti pontefici, dei quali solo 5 creati da Giovanni Paolo II e 22 da Benedetto XVI.
Specialmente negli ultimi concistori, Francesco ha privilegiato prelati di giovane età.
Il Collegio cardinalizio è meno eurocentrico, meno a trazione italiana e occidentale e più rivolto alle periferie.
Sono molte le diocesi occidentali che non hanno un cardinale: Milano, Parigi, Los Angeles, la stessa Buenos Aires.
Guardando ancora alla provenienza, 59 saranno i cardinali provenienti dall’Europa (19 dall’Italia), 37 dalle Americhe (16 dall’America del Nord, quattro da quella centrale, 17 dall’America del Sud), 20 i cardinali dall’Asia, 16 dall’Africa, tre dall’Oceania.
Un’altra suddivisione riguarda gli ordini presenti nel Collegi, in tutto 34: cinque salesiani, 4 gesuiti, un frate cappuccino, quattro francescani, tre francescani conventuali, due domenicani, due vincenziani, due redentoristi, due verbiti, e poi gli altri, fino al Missionario della Consolata Giorgio Marengo, piemontese d’origine, 50 anni, dal 2020 prefetto apostolico di Ulan Bator.
Scherzando, Bergoglio aveva già “scelto” il nome del suo successore: Giovanni XXIV.
In effetti, pronunciando quel nome, Bergoglio dava un’indicazione non di poco conto.
Giovanni XXIII era stato nominato sapendo che era non solo vecchio, ma anche ammalato e che, quindi, si prestava benissimo ad essere un papa di transizione, in attesa di poter meglio definire la linea della Chiesa, anche allora scossa dal confronto tra modernisti e conservatori.
Non andò secondo i desideri, in quanto, a sorpresa, Angelo Roncalli indisse il Concilio Vaticano II, aprendo una fase che è ancora in atto e che potrebbe anche preludere ad un nuovo Concilio che chiuda la fase delle varie assemblee locali, per un confronto generale.
Papa Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli, 1958-1963) ha pubblicato otto encicliche durante il suo pontificato.
Ad Petri Cathedram (29 giugno 1959). Tema: Verità, unità e pace. Prima enciclica di Giovanni XXIII, promuove l’unità dei cristiani, la verità come fondamento della fede e la pace tra gli uomini, invitando al dialogo e alla carità.
Sacerdotii Nostri Primordia (1 agosto 1959). Tema: Sacerdozio e santità. Scritta in occasione del centenario della morte di San Giovanni Maria Vianney (Curato d’Ars), esorta i sacerdoti alla santità, alla preghiera e al servizio pastorale.
Grata Recordatio (26 settembre 1959). Tema: Preghiera del Rosario. Incoraggia la recita del Rosario per la pace nel mondo e per il bene della Chiesa, sottolineando il suo valore spirituale.
Princeps Pastorum (28 novembre 1959). Tema: Missioni. Riflette sull’importanza dell’attività missionaria, esortando alla formazione di clero locale nelle terre di missione e al sostegno delle vocazioni.
Mater et Magistra (15 maggio 1961). Tema: Dottrina sociale della Chiesa. Aggiorna l’insegnamento sociale cattolico, affrontando temi come il lavoro, la giustizia sociale, lo sviluppo economico e la cooperazione internazionale.
Aeterna Dei Sapientia (11 novembre 1961). Tema: Unità della Chiesa e Cristo. Celebra il 15° centenario della morte di Papa Leone I, sottolineando l’unità della Chiesa sotto il primato petrino e il ruolo di Cristo come centro della storia.
Paenitentiam Agere (1 luglio 1962). Tema: Penitenza e Concilio Vaticano II. Invita i fedeli alla penitenza e alla conversione in preparazione al Concilio Vaticano II, per il rinnovamento spirituale della Chiesa.
Pacem in Terris (11 aprile 1963). Tema: Pace e diritti umani. Ultima e più celebre enciclica, rivolta “a tutti gli uomini di buona volontà”. Promuove la pace fondata su verità, giustizia, carità e libertà, sostenendo i diritti umani, la dignità della persona e la cooperazione tra nazioni.
Pacem in Terris è particolarmente significativa per la sua universalità e per il suo impatto sulla dottrina sociale cattolica, influenzando documenti conciliari e il magistero successivo.
Forse vale la pena di dare una ripassata alle encicliche di Angelo Roncalli.
Giovanni XXIII era bergamasco e un cardinale bergamasco che ha un’indubbia preparazione teologica e una grande esperienza diplomatica è Pierbattista Pizzaballa.
Difficile fare qualsiasi previsione, ma se Papa Francesco in più occasioni ha espresso il nome del nuovo pontefice indicando quello di Giovanni XXIV, non lo avrà sicuramente fatto a caso.





