
Ci sono già stati alcuni progressi nella risoluzione del conflitto ucraino. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitrj Peskov, durante una conferenza stampa.
“Noi crediamo che un certo progresso, in realtà, si possa già notare. Si tratta di progressi relativi alla moratoria, la moratoria temporanea a cui la Russia ha aderito, la moratoria sul non attacco alle infrastrutture energetiche. Quindi ci sono già stati alcuni sviluppi, ma ovviamente ci sono ancora molte discussioni difficili da affrontare”, ha detto Peskov.
Il portavoce ha aggiunto che la Russia “cerca di risolvere il conflitto in Ucraina tenendo conto dei suoi interessi ed è aperta al dialogo”.
Peskov ha affermato che il Cremlino non è a conoscenza della possibile sospensione della vendita della controllata di Raiffeisen Bank International in Russia. “Per quanto ne so, c’è già stata una smentita al riguardo dalla società madre. Non sappiamo nulla. La banca è qui, continua a funzionare. Ci sono state diverse dichiarazioni da parte della banca”, ha detto Peskov ai giornalisti, commentando la notizia, pubblicata dal quotidiano britannico “Financial Times”, secondo cui Banca Raiffeisen austriaca avrebbe sospeso la vendita della sua filiale in Russia in seguito al riscaldamento delle relazioni tra Russia e Stati Uniti.
Buone nuove anche per quanto riguarda l’Iran.
Il ministero degli Esteri dell’Iran ha proposto agli Stati Uniti, durante i colloqui indiretti tenutisi in Oman sabato scorso, un piano in tre fasi che mira a ridurre le tensioni sulla questione del nucleare in cambio della revoca delle sanzioni e dell’accesso ai beni congelati della Repubblica islamica.
Lo hanno riferito delle fonti diplomatiche al media iraniano d’opposizione basato a Londra “Iran International”, secondo cui il piano è stato presentato per iscritto dal capo della diplomazia iraniana Abbas Araqchi all’inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente, Steve Witkoff.
Teheran ha proposto che nella prima fase del piano, se alla Repubblica islamica verrà concesso l’accesso alle risorse finanziarie bloccate e il permesso di vendere petrolio, ridurrà temporaneamente il livello di arricchimento di uranio al 67,3 per cento. In una seconda fase, se gli Stati Uniti convinceranno Gran Bretagna, Germania e Francia ad astenersi dall’attivare il meccanismo di rollback delle sanzioni delle Nazioni Unite (meccanismo di attivazione) e alcune delle sanzioni statunitensi contro l’Iran verranno revocate, Teheran interromperà completamente l’arricchimento ad alto livello e consentirà di ristabilire le ispezioni dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea). Nella terza e ultima fase, se l’accordo nucleare globale verrà approvato dal Congresso degli Stati Uniti e se tutte le sanzioni primarie e secondarie verranno revocate, la Repubblica islamica accetterà di trasferire il suo uranio altamente arricchito a un Paese terzo. Secondo le fonti di “Iran International”, Witkoff ha accolto con favore queste proposte avanzate dalla parte iraniana.





