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L’EUROPA DEI CACCIA-BALLE

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Per combattere Vladimir Putin che invaderà a breve Lisbona per avere uno sbocco diretto sull’Oceano Atlantico e per dimostrare tutto il disappunto portoghese ed europeo per il fatto che Trump non usa le maniere forti con Mosca, bloccandone l’avanzata sui territori europei, il Portogallo, in compagnia con il Canada, irritato perché Trump lo vorrebbe annettere agli Usa, ha deciso di ripensare il possibile acquisto del caccia F-35 americano.

Secondo quanto riferito da Micael Johansson, CEO di Saab, e riportato da EuroNews, entrambi i Paesi stanno valutando come alternativa il JAS 39 Gripen E/F di produzione svedese. Le perplessità nascono da più fronti: dalla dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti fino a questioni di costo, interoperabilità e autonomia strategica.

Euronews ci avverte che Walter Kowalski, ex responsabile Nato, paragona l’F-35 a una Ferrari e il Gripen a una Honda Civic: il primo è un sofisticato sistema stealth, il secondo è pratico, manutenibile e più flessibile in termini di armamento. Il Gripen è compatibile con una vasta gamma di armi e può essere adattato con componenti già in uso da altri Paesi.

Sempre secondo Euronews, uno dei principali punti di forza del Gripen è il costo operativo: tra i 4.700 e i 7.000 dollari all’ora, contro i 33.000–40.000 dollari dell’F-35. Inoltre, i tempi di manutenzione tra una missione e l’altra sono decisamente inferiori: appena 20 minuti per il Gripen, a fronte di circa 3 ore per il jet americano. Sul fronte delle prestazioni, il Gripen vanta una velocità massima di 2.400 km/h, superiore ai 1.900 km/h dell’F-35, e un’autonomia di volo maggiore.

Tuttavia, aggiunge Euronews, il Gripen non raggiunge i livelli di invisibilità radar e capacità elettroniche dell’F-35, definito da Andrew Erskine dell’Institute for Peace & Diplomacy come un “sistema di sistemi” basato su sensori, software avanzati e tecnologia stealth. Il carico utile del Gripen è inoltre inferiore, rendendolo meno indicato per missioni con armamento pesante.

E fin qui il confronto sembra interessante, visto che il Portogallo e il Canada, per quel che devono fare, potrebbero anche comperare un biplano, ma la questione diventa ridicola, come tutto quello che, ormai, riguarda l’Unione Europea e i sostenitori dell’indipendenza dagli Stati Uniti, quando si arriva a fare i conti con la realtà tecnologica.

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Il Gripen, sebbene europeo, ci avverte Euronews, contiene circa il 30 per cento di componentistica statunitense, inclusi motori e sistemi di supporto vitale. Le normative ITAR danno agli Stati Uniti l’ultima parola sull’esportazione di componenti sensibili, vincolando i Paesi acquirenti a rapporti politici con Washington. E questo solleva dubbi sulla reale autonomia strategica rispetto alla filiera americana.

Non bastasse, la Swedish Defence Materiel Administration (FMV) ha assegnato a l’inglese GKN Aerospace un contratto per lo sviluppo e il miglioramento del motore RM12, che equipaggia il caccia svedese JAS 39 Gripen. L’aggiornamento del motore sarà implementato in collaborazione con FMV e SAAB.  

GKN Aerospace ha costruito un rapporto strategico di 90 anni con l’aeronautica militare svedese e detiene l’ambito di responsabilità a livello OEM per il motore RM12. Il contratto da 2 milioni di sterline (23,6 milioni di corone svedesi) è l’ultima parte di un progetto di sviluppo che GKN Aerospace guida dal 2019.

Oltre al miglioramento dei componenti chiave del motore, il lavoro di sviluppo prevede anche l’aggiornamento del software del motore nel sistema dell’aereo.

La sfida per Europa e Canada sarà decidere quanto dipendere dagli Stati Uniti e quanto investire in autonomia tecnologica per i prossimi decenni.

Chiedetelo all’estone Kallas.

L’Estonia è una nazione dell’Europa Settentrionale, lambita dalle acque del Mar Baltico e del Golfo di Finlandia, comprende più di 1500 isole e il suo variegato territorio va da spiagge rocciose ad antiche foreste, a una grande quantità di laghi. Un tempo parte dell’Unione Sovietica. Con 1 milione e 300 mila abitanti.

Gli estoni sono notoriamente esperti in componentistica aeronautica.

L’Europa dei caccia-balle non si smentisce.

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  • Redazione

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