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MARIO DRAGHI: IL DITO E LA LUNA

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di Bruno Chiavazzo

La sceneggiata tutta italiana sul Mes sta diventando imbarazzante. giovedì la maggioranza si è dissolta in Commissione Esteri accampando scuse da bambini viziati.

E’ passata una mozione presentata dalle opposizioni che invita il governo ad approvare la ratifica del Mes, mentre la maggioranza si defilava tra assenze e fughe aventiniane. Una pantomima inscenata solo per le lotte interne tra Lega e Fratelli d’Italia con Forza Italia affaccendata a sopravvivere alla morte di Berlusconi.

Giorgia Meloni che tutti i giorni viene incensata sulle reti Rai e Mediaset come “statista”, leader in ascesa, donna decisionista et similia, ha accampato “problemi personali” per evitare un Consiglio dei Ministri, già annunciato, che poteva risolversi in una crisi catastrofica. Tutto questo perché inchiodata al “No Mes”, pronunciato in campagna elettorale e ai possibili attacchi interni dell’ala nostalgica che continua a vedere l’Europa come Mussolini vedeva l’Inghilterra: la perfida Albione.

Ovviamente Salvini è pronto a cavalcare la tigre ed, essendo, notoriamente un kamikaze, potrebbe far rivivere la stagione dei mojito e mandare tutto all’aria. Se a questo aggiungiamo le ambizioni di ministri e sottosegretari, le bancarotte della Santanchè, fortemente voluta da Meloni ministro al turismo, rivelatasi completamente “unfit” al ruolo ma non ci voleva la scienza infusa per capirlo, il viaggio della “ducetta” della Garbatella potrebbe finire alla prossima stazione.

Quando dico che la classe non è acqua c’è una ragione. Mentre i “professionisti” del chilometro quadrato accampati intorno a Palazzo Chigi si contorcevano, l’ex Presidente del Consiglio e della Bce, Mario Draghi, interveniva in qualità di ospite d’onore al World Investment Forum, al cospetto dei grandi investitori globali, per consigliare, anzi esortare, i politici europei a “lavorare per costruire la nuova Europa”. “ Non c’è sufficiente consapevolezza – ha detto Draghi – di questa urgenza. In molti Paesi, come in Italia e in Francia, molta gente pensa che vada bene fare qualcosa qui e là, andando avanti con l’approccio incrementale”.

L’Europa, invece, ha ricordato Draghi, non ha mai avuto nella sua lunga storia così tante questioni sovranazionali da affrontare: la transizione energetica, il bisogno di una difesa unita e forte, i flussi migratori, l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione. Tutte sfide che i paesi membri non possono affrontare da soli.

La piccineria politica italiana da Raccordo Anulare, dimentica spesso e volentieri che l’Unione europea è stata creata sui valori di libertà, protezione dei diritti umani e solidarietà: tutti questi valori sono stati violati da Putin con l’invasione dell’Ucraina, quindi se perdessimo la guerra, la prima cosa che succederebbe è che l’unione politica dell’Europa non ci sarebbe più.

Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito.

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  • Redazione

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