Home Opinioni VOLGARITA’ SINISTRE

VOLGARITA’ SINISTRE

0

di Carlo Di Stanislao

“L’uomo superiore si mostra nemico senza familiarità, l’uomo volgare si mostra familiare senza amicizia”
Epitetto

 
Tormentoni come “per colpa del politicamente corretto non si può dire nulla” o “dittatura del politicamente corretto” sono ormai una costante del dibattito pubblico, a livello internazionale, per denunciare una sorta di polizia morale della sinistra. In questa narrazione, chi sta dalla parte del “politicamente corretto” è spesso etichettato in modo negativo – “nazifemminista”, “buonista”, “radical chic” (meglio se “ipocrita”), “moralista”, “talebano”. A queste etichette vanno aggiunte due ampiamente usate in Gran Bretagna e Stati Uniti, e che timidamente si stanno affacciando anche in Italia: “social justice warrior” e “woke”. Etichette, quest’ultime, che nella loro accezione dispregiativa sono peculiari.
 
La prima scimmiotta il concetto di giustizia sociale, per cui i SJW sarebbero degli zeloti in perenne lotta e polemica. La seconda etichetta è a tutti gli effetti un’appropriazione culturale: termine in voga nel gergo afroamericano, “stay woke” vuol dire “stare vigile” rispetto a temi sociali e all’antirazzismo, così come “woke” è colui che è attento su questi temi.
 
Questo scrivono gli intellettuali di sinistra, quelli stessi che tacciono sul brutto gioco di parole all’indirizzo della Meloni: gocare con la parola Atreju, nella speranza di suscitare ilarità e strappare qualche sorriso, arrivando a scomodare i ragionamenti più profondi per trovare la battuta migliore. 
 
A farlo  Filippo Ceccarelli, firma de La Repubblica, che si aggiudica il primo premio per l’impegno profuso e per l’uscita dell’anno grazie alla storpiatura del nome della manifestazione politica giovanile della destra italiana. Il tutto prende ancora più valore se si considera il luogo dell’esibizione: il salotto di Propaganda Live, il programma condotto da Diego Bianchi in onda su La7 il venerdì sera.
 
La critica principale avanzata dal partito della Meloni  riguarda l’applicazione di un doppio standard nella valutazione di commenti sessisti, sostenendo che dichiarazioni simili, se pronunciate da esponenti di sinistra, tendono a essere minimizzate o ignorate. “Esiste un doppio standard – ha detto la premier a Nicola Porro – Chiunque non sia di Repubblica o di quell’ambiente radical chic dei salotti verrebbe linciato. Io francamente, diciamo, un epiteto del genere non penso che dovrebbe utilizzarlo nessuno. Dopodiché, Atrju è pure un maschio. Per cui, a chi è rivolto l’epiteto? È rivolto alla sottoscritta, è rivolto alle donne di Fratelli d’Italia, è rivolto a tutte le donne in generale?. Cioè, che battuta è? Che battuta è?”.
 
Meloni fa poi notare che “le femministe zitte”, come al solito, sono rimaste in silenzio: “Addirittura lì qualche femminista ride. Ride felice, che bello! E vabbè, ce lo ricorderemo quando ci verranno a fare le lezioni. Ma non voglio dire neanche questo che sono stati tutti zitti, che tutte le giornaliste sono state zitte, che tutte le giornaliste di Repubblica sono state zitte perché Ceccarelli scrive a Repubblica. Voglio dire un’altra cosa. Circa un anno e mezzo fa, all’inizio del mio governo, mi raccontarono che c’erano degli esponenti dell’intellighenzia della sinistra che andavano in giro nelle cene, in questi salotti romani, a dire ‘alla Meloni la facciamo uscire di testa’. Direi che dopo due anni è andata un pò diversamente, perché un presunto intellettuale che si riduce così non è più lucido”.
 
All’attacco è andata  Elisabetta Gardini – vicecapogruppo di Fratelli d’Italia a Montecitorio – secondo cui in questo modo la galassia rossa ha gettato la maschera una volta per tutte, mettendo in mostra come un certo tipo di femminismo sia a intermittenza: “Un uomo che dà della tr… a una donna è una cosa simpatica, ma solo se l’uomo è di sinistra, ovviamente”.
 
Per la meloniana Augusta Montaruli il silenzio delle donne di sinistra è un elemento che da un lato amareggia ma che dall’altro non stupisce: “Un attacco di pessimo gusto, volto a ridicolizzare la manifestazione Atreju e Giorgia Meloni, con un’ironia volgare, discriminatoria e inadeguata. Questo episodio, l’ultimo di una lunga serie, umilia anche tutte le donne che si battono per il rispetto e l’uguaglianza”.
 
Come dar loro torto? 
 
 
 

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui