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USA, LA DECISIONE DI BIDEN DI AUTORIZZARE L’UTILIZZO DEI MISSILI A LUNGO RAGGIO IN UCRAINA

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di Sergio Restelli

La decisione dell’amministrazione Biden di autorizzare l’utilizzo dei missili a lungo raggio ATACMS da parte dell’Ucraina rappresenta una svolta significativa nel conflitto in corso con la Russia, ché ormai si avvicina alla soglia dei 1000 giorni di combattimenti.

Questo sviluppo ha provocato reazioni immediate e forti da parte di Mosca, che accusa gli Stati Uniti di voler alimentare ulteriormente il conflitto invece di cercare una soluzione diplomatica.

Per quasi due anni, Washington aveva negato il permesso a Kiev di utilizzare i missili ATACMS per attacchi diretti su territorio russo, temendo una possibile escalation che potesse coinvolgere la NATO in un conflitto più ampio con Mosca.

Tuttavia, la recente inversione di rotta da parte di Biden arriva in un momento cruciale, poco prima del cambio di amministrazione negli Stati Uniti.

Con le elezioni presidenziali americane alle porte e Donald Trump, noto per le sue promesse di raggiungere una rapida pace in Ucraina, pronto a insediarsi alla Casa Bianca, Biden ha deciso di adottare una posizione più decisa a sostegno di Kiev.

L’Impatto dei Missili ATACMS sul Campo di Battaglia

Gli ATACMS (Army Tactical Missile System) sono missili balistici tattici in grado di colpire bersagli a oltre 300 km di distanza.

La loro introduzione offre all’Ucraina una nuova capacità strategica, permettendo di colpire obiettivi militari russi ben oltre la linea del fronte.

Nello specifico, l’autorizzazione iniziale prevede che vengano utilizzati solo nella regione di Kursk, dove Mosca ha recentemente schierato migliaia di soldati nordcoreani inviati da Kim Jong-un in supporto alle operazioni russe.

Questo dispiegamento di forze è stato considerato un errore “costoso” da parte di Pyongyang, poiché ora rischia pesanti perdite sotto i nuovi attacchi ucraini.

Le Reazioni di Mosca

Il Cremlino ha reagito con durezza alla decisione americana.

Dmitry Peskov, portavoce del presidente Vladimir Putin, ha accusato gli Stati Uniti di gettare “benzina sul fuoco”, aggravando una situazione già estremamente tesa.

Peskov ha ribadito che la Russia considera l’uso di armi occidentali contro il proprio territorio come un atto di guerra da parte della NATO.

Secondo Mosca, questo coinvolgimento diretto degli Stati Uniti e dei loro alleati europei -come dimostrato anche dal recente via libera di Francia e Gran Bretagna all’uso dei missili Scalp/Storm Shadow da parte di Kiev porta la guerra a un livello di rischio molto più elevato.

Leonid Slutsky, presidente della Commissione Esteri della Duma, ha dichiarato che tali attacchi potrebbero portare a una “grave escalation con conseguenze estreme”.

Slutsky ha sottolineato come Biden stia lasciando un’eredità problematica a Trump, che non solo dovrà gestire la crisi ucraina ma anche evitare uno scontro diretto con la Russia.

L’Escalation e le Opzioni di Putin

L’agenzia di stampa russa Tass ha ricordato le parole di Vladimir Putin, il quale aveva avvertito che Mosca ha “varie opzioni” per rispondere ad attacchi con missili a lungo raggio.

In un discorso precedente,Putin aveva affermato che solo specialisti NATO sarebbero in grado di gestire questi sistemi d’arma, implicando così un coinvolgimento diretto dell’Alleanza Atlantica nel conflitto.

Ciò, secondo il leader russo, equivarrebbe a una dichiarazione di guerra.

Maria Zakharova portavoce del ministero degli Esteri russo, ha lasciato intendere che Mosca è pronta a rispondere con “misure appropriate”, alimentando ulteriormente le preoccupazioni di un possibile allargamento del conflitto.

La Russia potrebbe optare per azioni asimmetriche, come attacchi cyber, intensificazione delle operazioni nel Mar Nero o persino escalation nucleare tattica, se riterrà che i propri interessi vitali siano minacciati.

La Posizione di Kiev e le Prospettive del Conflitto

Dal canto suo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accolto con favore la decisione di Biden, affermando che “i missili parleranno da soli”.

Kiev considera l’uso degli ATACMS come una leva per alleggerire la pressione russa, soprattutto nella regione di Kursk e nel Donetsk, dove le forze ucraine sono sottoposte a continue offensive.

Sebbene gli esperti militari ritengano che i missili a lungo raggio non saranno necessariamente un “game changer” decisivo, essi forniranno all’Ucraina maggiore flessibilità tattica, permettendo di colpire linee di rifornimento, basi aeree e altre infrastrutture critiche russe.

Il Ruolo della Comunità Internazionale

La mossa di Biden potrebbe anche essere vista come un tentativo di riaffermare l’impegno degli Stati Uniti nel sostenere l’Ucraina in un momento in cui l’Europa è divisa su come procedere.

La recente autorizzazione da parte di Francia e Gran Bretagna all’uso di missili a lungo raggio da parte di Kiev dimostra una crescente disponibilità da parte degli alleati occidentali ad assumere rischi maggiori per contrastare l’aggressione russa. Tuttavia, questa decisione potrebbe mettere a dura prova le già fragili relazioni diplomatiche tra Occidente e Russia.

In definitiva, la scelta di Biden di inviare ATACMS all’Ucraina rappresenta un’escalation significativa che rischia di portare il conflitto a nuovi livelli di intensità.

Mosca, da parte sua, si prepara a rispondere con contromisure che potrebbero includere un rafforzamento della propria presenza militare o altre forme di ritorsione.

Con il passaggio di poteri negli Stati Uniti imminente e una nuova amministrazione potenzialmente più favorevole a una rapida risoluzione diplomatica, il prossimo futuro si preannuncia cruciale per l’evoluzione della guerra in Ucraina.

Autore

  • Redazione

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