
di Savino di Scanno
A voler leggere i 2 articoli apparsi il 30 ottobre sul quotidiano on line di Enrico Mentana Open on line a firma di Alessandro D’Amato, circa la vicenda della società di spionaggio Equilize a Milano e sulla “Squadra Fiore” a Roma sembra di leggere 2 capitoli di un romanzo tra l’orrore ed il ridicolo.
Si torna a scrivere delle vicende del “clan di spioni” che si sono venduti pure la carta per le fotocopie al miglior offerente. Si torna a scrivere di appartenenti a quasi tutte le forze dell’ordine ed apparati governativi impegnati da anni a collezionare dossier attingendo a mani basse a tutte le banche dati esistenti in tutte le amministrazioni statali con la verifica da effettuare se sono riusciti ad entrare pure nella banca dati dell’ENCI per i pedigree dei cani.
Sembra un film di comiche.
Da un lato, a livello sociale e professionale, si è circondati da moduli da redigere e sottoscrivere come “dichiarazione sulla privacy”, “NDA” per le aziende, “adeguata verifica” per le banche, oltre alla modulistica e registri obbligatori per le attività professionali circa l’antiriciclaggio.
Dall’altro sembra che una moltitudine di personaggi pubblici ,in divisa e non, hanno aperto un megastore per la vendita di tutto quello che è possibile rinvenire in circolazione sulla vita delle persone, cose da far impallidire i funzionari della Stasi.
Circa Equilize il parco clienti era affollatissimo. A leggere l’articolo di D’Amato compaiono nomi di quasi tutte le aziende italiane e principali aziende internazionali, compreso il Vaticano. Il giornalista scrive anche di un interessamento a conferire incarico da parte del Mossad.
Ora che il Mossad possa voler pagare 1 milione di euro ad Equilize resta un interrogativo al pari degli indovinelli tra scolari all’asilo, ma una cosa si può scrivere.
Il Mossad, e chi scrive è noto ha sempre sostenuto Israele pubblicamente, è considerato in gergo un servizio “collegato” e fino a prova contraria in Italia è, o dovrebbe essere considerato, un ospite. Al Mossad dovrebbe essere ricordato ciò che successe nel lontano 2010 quando eliminarono a Dubai un leader di Hamas, Mahmoud Al Mabhouh utilizzando senza autorizzazione passaporti occidentali, tra cui alcuni britannici ed australiani. In tale circostanza a Londra, all’MI5 e MI6, la “cosa” non fu gradita e fu espulso nell’arco di poche ore un diplomatico israeliano, in realtà il capo centro Mossad, solo per ribadire che pur in un mondo senza regole certe libertà non si possono concedere perchè a casa propria e con le proprie cose ognuno è padrone.
In merito alla notizia della “Squadra Fiore” ove sempre D’Amico cita un militare in forza all’ANC, sarebbe il caso di affidare la “pratica” alla Procura Militare ed al Tribunale Militare.
I giudici militari, forse perchè dispongono di più tempo, non hanno la raffinatezza giuridica ed il garbo della magistratura ordinaria, non scrivono mail contro il Presidente del Consiglio, non si occupano di politica, non vanno a convegni e conferenze, non hanno la tessera del PD, in breve si limitano a fare il loro dovere di giudici, nel 2023 nello spazio temporale di leggere le carte e prendere un caffè allo spaccio truppa, diedero 30 anni di reclusione a Walter Bolt che aveva venduto segreti militari ai russi,ove la Procura Militare aveva chiesto l’ergastolo.
Ed i giudici militari non dispongono della polizia giudiziaria bensì della polizia militare, che sempre Carabinieri sono, ma almeno questi ancora si ricordano come trattare spie ed affini.
E’ un Paese bellissimo l’Italia. Ognuno pensa di fare quello che vuole, e lo fà dal 27 ottobre 1962 quando morì Enrico Mattei.
Ma in fondo ha ragione il direttore del quotidiano “Il Tempo” quando afferma che in Italia ci sono più spie che idraulici, ed aprire una cooperativa di idraulici potrebbe essere una idea interessante.





