
di Savino di Scanno
Sul sito www.eppo.europa.eu del giorno 25 ottobre possiamo leggere Italy: EPPO uncovers Chinese underground banking network suspected of €113 million VAT fraud A coordinated sting by the European Public Prosecutor’s Office (EPPO) in Bologna and Milan (Italy) today dismantled a criminal gang, alleged to have evaded the payment of €113 million in VAT, while using a Chinese underground banking network for money laundering.
Stiamo parlanoo di una imponente operazione condotta dalla nostra Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Ancona che su delega dell’European Public Prosecutor’s Office, più conosciuta con l’ormai famoso acronimo “EPPO”, stà smantellando una associazione criminosa cinese, che aveva posto in essere una vera e propria filiera di sportelli bancari occulti con la finalità di realizzare frodi fiscali internazionali ed attività di riciclaggio nazionale ed internazionale. 116 milioni di euro sequestrati e scoperta l’emissione per oltre 2 miliardi di euro di fatture false fatte circolare in mezza Europa.
Invece è di qualche giorno fa l’ennesima notizia di cronaca circa una operazione, sempre su impulso della EPPO, sulla distrazione di fondi PNRR in Sicilia e su una frode IVA sempre per svariati milioni di euro, ma questa volta a Latina, ma di queste notizie ormai iniziamo a farci l’abitudine, compreso il fatto che sulle truffe in particolare per i fondi PNRR in Italia godiamo di un primato europeo.
Ma approfondiamo la conoscenza di EPPO.
Sul sito www.consilium.europa.eu/it/policies/eppo possiamo apprendere che La Procura europea (EPPO) è un organismo indipendente dell’Unione europea incaricato di indagare, perseguire e portare in giudizio i reati che ledono gli interessi finanziari dell’UE, quali: frodi, corruzione, riciclaggio efrodi IVA transfrontaliere.
L’EPPO è diventata operativa il 1º giugno 2021. Le istituzioni e gli organi dell’UE, nonché le autorità competenti dei 22 Stati membri che hanno aderito all’EPPO, devono segnalare a quest’ultima qualsiasi condotta criminosa a danno del bilancio dell’UE. Anche le persone fisiche possono segnalare presunti casi di frode e altri reati.
Ad oggi 22 paesi dell’UE hanno deciso di aderire agli sforzi per tutelare il bilancio dell’UE contro le frodi, utilizzando la procedura di “cooperazione rafforzata”.
Questi paesi sono: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Spagna.
È importantissimo un passaggio del documento istituzionale pubblicato, riguardo al quale si consiglia di porre la massima attenzione. Il passaggio è il seguente: prima che l’EPPO diventasse operativa, solo le autorità nazionali potevano indagare su questi reati, ma con strumenti limitati, dato che la loro competenza termina al confine nazionale.
Analogamente, gli organi dell’UE che hanno preceduto l’EPPO in questo settore, quali l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol) e l’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust), non possono avviare indagini o azioni penali negli Stati membri.
La Procura europea contribuisce a ovviare a tali carenze e quindi a contrastare i reati a danno del bilancio dell’UE.
Prima di procedere alle valutazioni “letterari” un ultimo punto.
L’EPPO ha il compito di combattere le frodi ai danni delle finanze dell’UE. È competente a indagare e perseguire i reati che ledono gli interessi finanziari dell’UE.
L’EPPO svolge indagini transfrontaliere sulle frodi d’importo superiore a 10 000 EURO riguardanti fondi dell’UE o sui casi di frodi IVA a livello transfrontaliero, che comportano un danno superiore ai 10 milioni di EURO. Opera, inoltre, di concerto con le autorità di contrasto nazionali e in stretto contatto con altri organismi quali Eurojust ed Europol.
Chi lo ritiene può approfondire la conoscenza di EPPO, continuando la lettura del sito ovvero consultando il sito del nostro Ministero della Giustizia Procura-Eppo-Giustizia.
Quindi nei fatti la EPPO è una Super Procura Europea, che ha il potere di avviare indagini o azioni penali negli stati membri EU, avvalendosi di Europol e di tutte le polizie giudiziarie europee, nel nostro Paese segnatamente la Guardia di Finanza, essendo l’attribuzione specifica della Super Procura la lotta a reati finanziari, tributari e corruzione.
Tutto ciò rappresenta un passaggio epocale per le attività investigative e giudiziarie di contrasto a queste specifiche fattispecie di reati, che sempre nei fatti pone in “subordine” la pur meritoria attività delle Procure nostrane, che di sigle a partire da quelle per loro domestiche come DDAA fino alla consultazione di tomi enciclopedici di quanto abbiamo a disposizione, tra tutte e variegate amministrazioni compresi uffici creati “ad hoc”, basterebbe a saturare interi continenti.
Una idea, o meglio una proposta.
Visto che EPPO si sta dimostrando particolarmente efficiente, ed per questi obiettivi opera e lavora, e ciò al momento tiene lontano le moltitudini di “raccomandati” dediti alle occupazioni di poltrone, perchè non si conferisce delega, sempre alla EPPO, per le attività al contrasto della immigrazione illegale e clandestina? È o non è una priorità della Europa dare seguito a politiche in tal senso?
Ciò faciliterebbe le dinamiche, tutte italiche, per la prosecuzione della “guerra dei 30 anni” tra magistratura progressista e politica, concedendo tempo e risorse a tale scopo. Peraltro si avrebbe anche il benefico effetto collaterale di eliminare le polemiche, che si svolgono nelle demenziali trasmissioni televisive, ove i tuttologi del nulla, i quali non potranno continuare incontrastati le loro miserabili discussioni.
Il vantaggio di EPPO potrebbe essere concreto.
Si potrebbe finalmente alzare il velo degli interessi economici legati ai traffici di esseri umani imbarcati su tutte le navi disponibili nel Mediterraneo, dai panfili delle ONG ai canotti e mosconi della riviera romagnola.
Si potrebbe finalmente procedere all’arresto di qualche mafioso “vero”, che magari con complicità di qualche pubblica amministrazione, per non scrivere di tutte, si è arricchito in tutti questi decenni, elargendo fiumi di denaro a chiunque lo potesse favorire nel più lurido ed infame commercio esistente, quello delle “vite umane”, con un passaggio volto anche a fare una visitina a qualche ufficio di chierici e prelati.
Sarebbe una piccola soddisfazione e un grane risultato per il nostro Paese tutto, soprattutto per la parte sana, la quale sta subendo tutto ciò.





