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MOSSAD E DINTORNI

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di Raffaele Romano

L’operazione, denominata “Ira di Dio”, fu un’operazione segreta organizzata dal Mossad per eliminare i terroristi ritenuti, in modo diretto o indiretto, responsabili del barbaro massacro alle Olimpiadi di Monaco del 1972. L’operazione fu voluta ed autorizzata dal premier Golda Meir nello stesso anno e fu completata solo dopo più di 20 anni. Quest’operazione, sebbene mossa da umani sentimenti, fu anche capace di compiere qualche grossolano errore come “l’affare Lillehammer” dove una controversa operazione dei servizi segreti israeliani del 21 luglio 1973 nella città norvegese di Lillehammer, per uno scambio di persona venne assassinato il cittadino marocchino Ahmed Bouchiki, un semplice cameriere scambiato per il terrorista Ali Hassan Salameh, meglio noto come il Principe Rosso, capo di Forza 17 la struttura nata come guardia del corpo di Yasser Arafat. Secondo gli israeliani Ali Hassan Salameh era stato l’operativo di Settembre Nero che avrebbe architettato il massacro a Monaco. A dimostrazione dell’interesse sull’Italia da parte di Israele e del suo forte braccio operativo lo si evince storicamente: il 31 di ottobre del 1946 in via Venti Settembre nelle vicinanze di Porta Pia a Roma c’era l’ambasciata del Regno Unito, contraria all’epoca alla nascita dello Stato di Israele, dove fu fatta esplodere una bomba. Tre agenti del Mossad avevano collocato due valige con una cinquantina di chili di tritolo all’ingresso e in piena notte, alle 2,35 circa, ci fu una violentissima esplosione che distrusse la gran parte dell’ambasciata.

Il successivo 4 novembre l’Irgun Zvai Leumi, un gruppo paramilitare sionista, rivendicò l’attentato definito terroristico dai britannici e, per la sua gravità, ebbe una vasta risonanza mondiale rimanendo l’attentato più grave condotto dall’Irgun in tutta Europa. Ma con questo grave colpo inflitto agli inglesi sul suolo italiano le cose non terminarono, bensì continuarono con alcuni sabotaggi alle industrie di armamenti militari italiane. Durante e subito dopo il secondo conflitto mondiale altre forze ed interessi, a volte alleati ed altre in conflitto con il Bel Paese, si interessarono dell’Italia che era debole e quasi inesistente nello scacchiere interno ed internazionale diventando terra di penetrazione. In un fondamentale saggio, “Mossad base Italia” di Eric Salerno edizione il Saggiatore 2010, l’autore parte proprio dagli inizi degli anni ’30 dove, alla base di ogni volontà per la nascita dell’agognato Stato d’Israele, gli ebrei dovettero superare ogni forma di coerenza e moralità per arrivare ad ottenere la convenienza per il proprio Paese al di là di ogni formalità politicamente corretta.

Verso la fine degli anni ‘30 il Palmach ed il Mossad aliyah bet agiva già da tempo in Italia ed organizzava, col consenso ufficioso del governo italiano, i viaggi via mare per portare immigrati clandestini in Palestina per fortificare la presenza ebraica. Nell’aprile del 1948 nel suo studio di Trento Alcide De Gasperi ha un incontro riservato e molto difficile. In pratica si trova di fronte una donna decisa e molto determinata che chiede carta bianca per le operazioni degli agenti di quell’«Istituto» che l ̕anno successivo prenderà il nome di Mossad, il servizio segreto israeliano. De Gasperi è molto titubante ma, sostanzialmente, acconsente e così l’Italia prima della nascita ufficiale di Israele si ritrova al centro di una guerra geopolitica che la segnerà fino alla fine del ventesimo secolo. Quella donna era Ada Sereni che contribuì, in maniera rilevante, a far emigrare migliaia di ebrei liberati dai campi di sterminio tedeschi e soprattutto alla ricerca di appoggi logistici per l’acquisto di armi e addestramento allo scopo di prepararsi all’inevitabile guerra fondativa dello Stato di Israele.

L’Italia era un Paese a sovranità debole, se non proprio limitata, per cui De Gasperi capisce che deve schierarsi e accetta la richiesta della donna. Salerno, nel suo saggio, afferma che l’Italia da quel momento in poi diventa una terra aperta per tutti gli agenti israeliani per cui la clandestina immigrazione per gli ebrei sopravvissuti all’olocausto è una tappa fondamentale e sicura. Per non parlare del traffico d’armi, degli attentati contro la Gran Bretagna, del sabotaggio alle navi e alle fabbriche che lavoravano per qualsiasi Paese arabo, senza nascondere gli assassini mirati di Palestinesi fino ad arrivare alle ormai note extraordinary rendition ante litteram e da alcuni probabili tentativi di destabilizzazione politica con operazioni coperte nel quadro della guerra fredda. Il libro di Salerno, nasce grazie al suo contatto con Mike Harari, uno degli uomini chiave del Mossad in Italia che lo guida raccontandogli la

sua verità che, come tutte le verità degli 007, va letta con attenzione per evitare di farsi, involontariamente, megafono di deviazioni e/o disinformazioni. Ma questo Salerno lo sa bene essendo stato corrispondente a Gerusalemme per oltre trenta anni come sa, altrettanto bene, che un altro grande obiettivo è sempre stato quello di contrastare ogni manovra di avvicinamento di Roma ai paesi arabi e che il Mossad, molto più che verosimilmente, avrà tentato di entrare nella politica interna ed estera dell’Italia per limitare il più possibile questo pericoloso avvicinamento. Su analoghe vicende si trovano altri riferimenti tra questi spicca un articolo di Roberto Livi in cui

vengono rappresentati alcuni avvenimenti come quello riguardante l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga il quale senza nessuna reticenza “afferma anche che furono agenti del Mossad nel novembre 1973 a far saltare, mentre era in volo, Argo 16, l’aereo utilizzato per i «trasporti clandestini» di Gladio, l’organizzazione anti-sovietica voluta dagli USA. Fu una ritorsione per la liberazione, decisa proprio da Moro, dei due terroristi palestinesi che avevano tentato di colpire un aereo della compagnia israeliana El Al sulla pista dell’aeroporto di Fiumicino. Vendetta. La parola non compare mai nei dossier ufficiali d’Israele. Ma era la parola d’ordine lanciata dall’allora premier israeliano Golda Meir, «la donna con le palle». Vendetta per gli atleti della squadra israeliana sequestrati da settembre Nero a Monaco ‘72 e uccisi nel corso dell’attacco delle forze speciali tedesche. La prima vittima della vendetta cadrà a Roma, per mano di una squadra del Mossad guidata proprio da Harari. Wael Zwaiter, intellettuale palestinese e rappresentante di Al Fatah, viene crivellato di colpi nell’androne di casa sua. Poco importa che non avesse nulla a che fare col terrorismo, anzi fosse un feroce critico di Settembre Nero. Quello che bisognava inviare era un segnale forte e chiaro che il braccio armato di Israele colpiva inesorabilmente … Il Mossad lo uccise a Roma il 16 ottobre del 1972, come uccise Majed Abu Sharar nel 1981, Kamal Hussein (Kamal Youssef nda*) e Nazih Matar nel 1982 … in Norvegia il commando del Mossad uccide un cameriere marocchino che nulla aveva a che fare con i Palestinesi; la polizia locale non volta le spalle, e uno dei killer del Mossad catturato vuota il sacco. E rivela particolari dell’operazione con cui Israele aveva importato tonnellate di uranio per fabbricare le sue atomiche. Per Harari fu un mezzo smacco.

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