“Imperium in Imperio” era la frase con cui i latini, gli antichi Romani, definivano il “potere interno” della Roma Imperiale. In epoca moderna il turco Bulet Ecevit definì con i termini “derin devlet” il cosiddetto “Stato Profondo”.
Scrivere in Italia di “deep state”, considerando che da noi esistono “i segreti di Pulcinella” è una offesa alla intelligenza, od anche una offesa all’intelligence, per chi qualche neurone nel cervello possiede in valori residui.
Questo per esemplificare che lo scrivente irride ogni teoria del complotto, nella profonda conoscenza del genere umano.
Tralasciando per un attimo di scrivere della ultra trentennale “guerra” tra la magistratura progressista, rea del colpo di Stato del ’92, con il Parlamento e con tutte le forze politiche che non abbiano la targa PD, si desidera proporre qualche riflessione sul “Potere” quello vero e come si genera.
Il “Potere” ha in Machiavelli il più elevato “Principe” del pensiero”, ed il Potere è sempre il Potere Economico. Il “Potere per il Potere” è una attribuzione per i travet della pubblica amministrazione, per i “boiardi” di Stato, ominicchi legati a poltrone ed incarichi, personaggi che si vendono per 4 miserabili denari, servi sciocchi di potentati economici, che ormai oltrepassano i limiti della rappresentanza democratica.
La Storia italica è sempre una storia che porta a ripetere una domanda da porre un pò a tutti. Ma Voi, lor signori da titoli che riempiono pareti di ovattati pareti in palazzi dai nomi nobili, “al servizio di chi siete?”.
Perchè, “eliminato” Enrico Mattei, è tutto da dimostrare per coloro che hanno “servito le Istituzioni ed il Popolo Italiano” qualificare il proprio operato.
Si ha ancora memoria di affermazioni come “Il Grande Vecchio” durante il periodo del terrorismo, le influenze di potenze straniere a nocumento di un Paese che non brilla per fedeltà a partire da quella del talamo domestico. Si potrebbe scrivere della svendita delle aziende pubbliche, delle “quinte colonne” citate da sempre da Giulio Tremonti, delle mafie sodali di amministrazioni pubbliche.
Ma oggi esiste un pericolo più grande. Quello che chi scrive definisce il “Dark State”. Non scriviamo, quindi, di influenze di apparati statali che negli USA potrebbero essere la CIA o la FBI, bensì la presenza delle grandi corporation internazionali, come quelle che recentemente hanno fatto visita al nostro Presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, come i vertici di BlackRock o Microsoft.
Queste “entità” dispongono di mezzi assoluti, come i satelliti militari di Musk al servizio del Pentagono, hanno i loro “servizi segreti” (da noi il linguaggio politico corretto li ha derubricati ad agenzie come se fossero unità per vendita di immobili), come la recente vicenda del panfilo affondato in Sicilia in pieno agosto di quest’anno ove tutti, e si ripete tutti, stavano sotto l’ombrellone.
Queste corporation decidono le strategie economiche, i piani finanziari come i tracciati della “Via del Cotone”, le alleanze militari, le guerre commerciali e sui campi di battaglia. Le corporation si “comprano” le migliori menti e non hanno necessità dei “raccomandati di turno” per riempire le caselle ministeriali.
Ma concludiamo con il Belpaese.
Il contendere del nostro ridicolo deep state è tracciato come di seguito, di cui per stile letterario non si scriverà alcun commento.
Facendo fede su fonti attendibili, come la Enciclopedia Treccani, possiamo leggere un capitolo, I “Nuovi” Capi Gabinetto: La Terza Repubblica alla Prova del Deep State pubblicato in Enciclopedia il 19 febbraio 2024 a cura di Dario Pio Mucilli.
E’ un documento completo,specifico,che tratta come nel corso delle ultime legislature, si sono compiute le nomine apicali del Potere in Italia.
Si può dare inizio riportando alcuni elementi:

Tabella 2. Provenienza dei capi di gabinetto nei governi della XVIII e XIX legislatura.

Provenienze professionali
Tabella 1. Distribuzione degli incarichi di capo di gabinetto per provenienza professionale nella XVIII e XIX legislatura.





