
Ancora una volta siamo riusciti a farci ridere addosso. Mentre la Meloni, attorniata da telecamere e assistenti, spiegava a Bruxelles le magnifiche sorti e progressive dell’accordo italo-albanese per i migranti, un tribunale ordinario romano ne smontava pezzo pezzo le basi giuridiche. Ancora una volta l’impreparazione, la sicumera di una classe di governo che, siccome ha vinto le elezioni, pensa di essere autorizzata a fare la qualunque in nome del popolo sovrano: ho i voti quindi posso.
Lo sapevano tutti che i centri di rimpatrio in Albania erano illegali, in totale contrasto con quanto determinato dalla Corte di Giustizia europea che a più riprese aveva detto e ridetto che non si potevano fare così come li avevano immaginato Giorgia Meloni e il suo amico e omologo albanese Edvin Kristaq Rama. Abbiamo visto tutti quest’estate in televisione le cene e gli aperitivi tra i due che decantavano le meraviglie dell’accordo che avrebbe posto fine agli sbarchi dei migranti a Lampedusa.
E’ finita, per il momento, con 16 poveracci in giro per l’Adriatico, sbarcati e reimbarcati come pacchi postali senza affrancatura. Un terribile boomerang che ha colpito in testa la Premier e tutto il suo governo. Ed ecco allora il solito refrain: complotto dei giudici imbeccati dalla Schlein e da Bonelli e Fratoianni. Ma per favore! Quelli camperanno di rendita, se il governo continuerà ad inanellare figure come quella albanese. La cosiddetta opposizione, infatti, si guarda bene da mettere in piedi una proposta sul tema migranti, semplicemente perchè non ce l’ha.
A loro va bene andare in Tv e piangere sui poveri migranti che affondano nel Mediterraneo. Ma cosa fare, concretamente, per impedirlo è tutt’altra cosa. La cruda realtà è che nelle intenzioni della Premier la costruzione dei centri in Albania rappresentava un puro deterrente. Il messaggio era rivolto agli immigrati: guardate che non venite in Italia e dunque in Europa, ma in Albania che è quasi peggio da dove siete partiti. Su questa convinzione, politica e propagandistica, la Presidente non ha badato a spese. A conti fatti supererà il miliardo di euro il costo del “compound” albanese. Il costo giornaliero per migrante nel centro, se non verrà abbattuto prima, sarà di 410 euro al giorno per una capienza di 10.000 persone l’anno che comunque dovranno tornare in Italia anche per essere estradate, quando oggi in Italia si aggira sui 40 euro a persona.





