
di Raffaele Romano
Se qualcuno lo vuol sapere quale fine ha fatto questo Paese sarà accontentato con pochi ma significativi esempi anche se ce ne sono qualche migliaio. Primo esempio: 21 anni fa circa un nuovo giovine rampollo delle Procure, tale Luigi De Magistris, aprì l’ennesima inchiesta su un “presunto comitato d’affari in Lucania” nel quale, a suo dire, emergevano figure importanti sia del mondo politico, sia della magistratura, oltre all’imprenditoria e alti ufficiali. Gli indagati dell’epoca furono, fra i tanti, il Presidente della Regione Vito De Filippo, il sottosegretario Filippo Buccico, il Procuratore Capo di Potenza Vincenzo Tufano e il suo Sostituto Gaetano Bonomi e tanti altri, tutti erano accusati di un lunghissimo elenco di reati e pensare che al giovine sostituto procuratore i miei compaesani napoletani hanno avuto il coraggio di eleggerlo sindaco per 10 anni. In breve circa 200.000 pagine che sono finite pochi giorni fa con l’assoluzione di Bonomi che aveva avuto il coraggio di proseguire senza sfruttare la prescrizione. Sergio Rizzo, in un’inchiesta pubblicata sull’Espresso a luglio del 2023, ha elencato il finanziamento dello Stato, cioè dei contribuenti, a 118 giornali solo perché editi da coop e fondazioni senza scopo di lucro. Nell’elenco figurano ovviamente i giornali cattolici L’Avvenire e Famiglia Cristiana, senza dimenticare il “comunista” Manifesto, bilanciando in tal modo la Discussione, già periodico della Dc. C’è l’Opinione delle Libertà, ex giornale del Partito Liberale, il Secolo d’Italia ex missino. Seguono a ruota il Dubbio, il Foglio, Italia oggi, la Gazzetta del Sud… e Libero. I soldi provengono dal “Fondo per il pluralismo dell’informazione” bello e roboante titolo che con 110 milioni di euro l’anno il secondo governo Conte fece approvare.
La RAI ha 12.751 dipendenti al 31 dicembre 2021 e, nello stesso anno, aveva fatto altre 471 assunzioni. Salvatore Merlo sul Foglio li ha così suddivisi 7.281 impiegati accompagnati da circa 1.200 giornalisti, un vero e proprio esercito costituito da tutti generali e quasi nessun soldato pagando, così, 22 Direttori, 22 Condirettori, 40 Vice Direttori, 208 Capiredattori, 327 Capiservizio e 430 Vice Capiservizio pari alla bellezza di 1.049 graduati ed appena “150 soldati semplici”. Sempre Rizzo ci ha informati che mamma Rai dal 2001 al 2021 ha realizzato perdite per 520 milioni di euro. A cercare di far quadrare i conti non basta il canone per quasi 2 miliardi di euro l’anno; non è bastata la continua e martellante pubblicità di 590 milioni nel 2021 e non sono bastati neanche gli 80 milioni della finanziaria gialloverde. Per le uscite Rizzo documenta che un miliardo di euro se ne va per pagare il personale. Ma soprattutto un altro miliardo se ne va per i servizi e gli appalti esterni.
Partita dall’informazione, la lottizzazione ha finito per penetrare anche nel sistema degli appalti per la produzione dei programmi, sempre più affidata all’esterno. La famosa Cnn che copre, in tempo reale, qualsiasi avvenimento accada in tutto il mondo ha annunciato un taglio di circa 100 giornalisti, pari al 3% del suo personale di solo 3.300 unità. La CNN che copre l’intero mondo ha circa 3.300 dipendenti la RAI che copre poco o nulla ne ha 12.000 inoltre, dato non secondario, la CNN produce utili e la Rai debiti sulle spalle dei contribuenti. Nella rubrica “Il Caffè” di Massimo Gramellini si apprende che Riccardo Bossi, il figlio del “Senatur” ha percepito il reddito di cittadinanza per ben 43 mesi e, quindi, è stato rinviato a giudizio per averlo intascato indebitamente. La continua favola di Roma ladrona e del Sud parassita trova nell’erede del fondatore dell’inesistente Padania un’adeguata risposta nella legge del contrappasso.
Se qualcuno, come il sottoscritto che fa ricerche storiche, prova a scrivere ad esempio all’archivio storico di Intesa San Paolo, pochi giorni prima della scoperta degli oltre 6.000 ingressi abusivi di un proprio dipendente su altrettante persone, non riceve nessuna risposta. Invece la C.I.A., dal pc di casa mia, mi consente di entrare nel suo immenso archivio e di accedere a report riservati. Identica cosa è capitata con il “famoso” Archivio Centrale dello Stato Italiano a Roma dove, per consultare documentazione, devi andarci per forza di persona ogni qual volta che devi consultare un documento italiano. Dopo aver quasi mandato a quel paese la dirigente mi sono collegato a quello della CIA e ho trovato la copia del rapporto italiano che cercavo a Roma nei loro archivi senza muovermi da casa. Peggio ancora se scrivi al responsabile “cultura” del Mattino di Napoli per invitarlo alla presentazione di un libro orbene costui nemmeno risponde, bastavano 2 parole: No grazie!
Non c’è italico Tg che, quasi ogni giorno, ci propina le prodezze di Skinner che, da buon altoatesino, vive a Montecarlo e agli emittenti del suo passaporto non versa un euro di tasse mentre ad sul pensionato che è andato a vivere in Tunisia per risparmiare qualche centinaio di euro di tasse l’INPS indaga in profondità. Nel frattempo a Tempio Pausania il processo a Ciro Grillo, figlio dell’ex comico, accusato di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una studentessa italo norvegese langue e nessuna Tv, radio o giornale se ne occupa. Nel frattempo, per la felicità degli eredi del Pci e non solo, si è aperta ufficialmente la causa per la beatificazione di Enrico Berlinguer che, nonostante non avesse mai vinto nessuna battaglia politica, verrà celebrato ed osannato nonostante si sia fatto letteralmente frantumare dall’abilità politica di Moro, di Andreotti e del fido Evangelisti.





