
di Marco Palombi
A beneficio dei nostri lettori formuliamo di seguito alcune considerazioni relative alla manovra economica.
Molto probabilmente la manovra vera e propria non verrà fuori fino alla fine dell’anno, dato che questa, così come annunciata, ha un elevato contenuto ideologico ancor prima che di sostanza. L’intervento su banche e assicurazioni, se non è frutto di un accordo negoziato (ti alzo l’IRES ma non ti tasso l’extraprofitto, cosa che aprirebbe scenari pericolosi per la categoria), è destinata a fallire. Anche l’intervento sul concordato preventivo biennale trova l’ostilità della categoria dei commercialisti e revisori dei conti.
- Il taglio del cuneo fiscale, unito agli incentivi per la maternità, è indirizzato ad un’ampia platea di beneficiari. Il migliorato reddito dei quali, tuttavia, non è sufficiente (o meglio la quantità del miglioramento dello stesso) a rilanciare i consumi in beni durevoli (es. mutuo per la casa) o made in Italy, ma rischia di far alzare i prezzi al consumo tout court.
- Vengono tolti gli incentivi fiscali attraverso il meccanismo ACE alle aziende che investono. L’ACE andava riformato, in un’ottica di migliore preventivazione (ossia sarebbe occorso che le aziende comunicassero gli obiettivi di investimento in modo formale al fisco ogni anno per l’anno successivo, per evitare l’abuso della misura e per evitare la mancata copertura della misura), non eliminato.
- Notiamo inoltre che mentre le maggiori entrate sono derivanti per lo più da operazioni di cassa (anticipazioni di incassi futuri), gli impieghi sono strutturali. Ci chiediamo quindi come potremo mantenere nel tempo tali impegni di spesa, dato che le anticipazioni di cassa funzionano solo una volta, se non vengono utilizzate per produrre un rendimento diretto. Ad esempio: se io miglioro il tempo di incasso delle mie fatture, e tengo immutato il tempo di pagamento di quelle passive, e se ho un ciclo produttivo corto, potrei riuscire ad utilizzare gli incassi di oggi per produrre di più, ingenerando crescita. Oppure se li uso per abbattere un debito che ho per scoperto di cassa con il mio istituto di credito di riferimento, miglioro la mia situazione economica. Se io invece li uso per pagare gli impegni di domani tout court, non mi cambia nulla, e non potrò alimentare una mia crescita. La manovra sembra quindi mancare di un elemento intermedio che consenta la valorizzazione dell’efficientamento di cassa nel tempo.
Non vorrei azzardarmi a collegare le cose, ma una manovra con una tale discrasia non sarebbe probabilmente passata al vaglio di una Ragioneria di Stato non nominata dalla stessa compagine politica che la promuove. Infatti c’è stata una recente sostituzione al vertice: Daria Perrotta è stata nominata come nuova Ragioniera Generale, succedendo a Biagio Mazzotta. Perrotta è la prima donna a ricoprire questa posizione e porta con sé una lunga esperienza, avendo lavorato in ruoli significativi all’interno del governo, tra cui consigliere giuridico e capo di gabinetto per diverse amministrazioni. La sua nomina ha comunque suscitato discussioni politiche, con alcune accuse di spoil system da parte dell’opposizione, che considera la mossa un tentativo del governo di Meloni di rafforzare il controllo sui conti pubblici.
Sintesi manovra al 16 ottobre 2024






