Home Politica estera UNIFIL, LA VERITÀ OLTRE L’INDIGNAZIONE

UNIFIL, LA VERITÀ OLTRE L’INDIGNAZIONE

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Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, al programma ‘In mezzora’ su Rai 3 ha detto che le regole d’ingaggio di Unifil sono “inadeguate, non sono proporzionali ai compiti assegnati”

“Il mandato emanato per Unifil è adeguato. Ciò che non è adeguato e che mi ha creato spesso frustrazione anche nei confronti della popolazione locale – ha detto il generale Luciano Portolano – sono le regole d’ingaggio che non sono proporzionali ai compiti assegnati alla forza, tra cui la capacità e la necessità di disarmo dei gruppi armati in libano, nella fattispecie Hezbollah”.

Le regole di ingaggio definiscono, nelle azioni militari e di polizia, quando, dove e come le forze in campo debbano essere utilizzate. Possono essere generiche o specifiche e ciascuna organizzazione le adatta alla propria cultura.

Le regole di ingaggio  sono generalmente impartite prima dell’impiego in qualunque missione. Queste addizionali regole possono includere come rispondere ad un attacco, o quali aree il personale deve agire o come le forze in campo debbano essere utilizzate.

Le regole consistono nelle direttive emanate dalla autorità militare che delinea le circostanze e limiti in cui le forze operative iniziano ed effettuano scontri con forze nemiche. Esse forniscono un approccio coerente, comprensibile e forniscono lo standard di come le forze in campo debbano agire.

E’ chiaro che, se dopo 18 anni di presenza nella buffer zone (zona cuscinetto), le forze Unifil non hanno cavato un ragno dal buco, ossia non hanno impedito a Hezbollah di colonizzare il territorio loro affidato, le regole d’ingaggio non sono adeguate.

Che lo dica ora il Capo di Stato Maggiore della Difesa apre una questione che riguarda direttamente l’incapacità manifesta dell’Onu. Incapacità che si accompagna alla sua impotenza e che ne fanno solo un immenso mostro burocratico capace solo di chiacchiere.

Le responsabilità dell’Onu, per quanto sta avvenendo in Libano sono enormi e non occultabili dietro i coretti di voci indignate.

Nel frattempo, durante i colloqui fra Yoav Gallant (ministro della Difesa di Israele) e Lloyd James Austin (Segretario della Difesa Usa) , il ministro israeliano ha detto al suo omologo che Israele continuerà ad adottare misure per evitare danni alle forze di peacekeeping delle nazioni unite dispiegate nel Libano meridionale.

Bibi Netanyahu all’Onu, come al solito senza mezzi termini, ha detto: “È giunto il momento di rimuovere l’ Unifil dalle roccaforti e dalle aree di combattimento di Hezbollah”.

Benjamin Netanyahu in una dichiarazione registrata si è rivolto al segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres: “l’Idf lo ha chiesto ripetutamente, e ha avuto ripetuti rifiuti, tutti volti a fornire uno scudo umano ai Hezbollah. Il vostro rifiuto di evacuare i soldati li rende ostaggi di Hezbollah. Questo mette in pericolo la loro vita e quella dei nostri soldati. Ci rammarichiamo per l’infortunio subito dai soldati Unifil, facciamo tutto per prevenire questi incidenti”.

“Sfortunatamente – ha aggiunto Benyamin Netanyahu – alcuni leader europei stanno esercitando pressioni nel posto sbagliato. Invece di criticare Israele, dovrebbero rivolgere le loro critiche a Hezbollah, che usa l’ Unifil come scudo umano proprio come Hamas a Gaza usa l’ Unrwa”.

L’Onu, anche in ragione degli scandali che hanno contraddistinto l’Unrwa, deve decidere da che parte sta. Se sta a copertura di Hamas e di Hezbollah o se sta nell’area per assolvere agli stessi compiti stabiliti dalle sue risoluzioni.

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