
Nelle elezioni di Brandeburgo, tradizionale roccaforte dei socialdemocratici, il partito di Scholz consegue una vittoria di Pirro, in quanto, per tenere nei confronti di Alternative für Deutschland, ha prosciugato gli alleati e anche i democristiani.
Secondo i risultati finali ufficiali preliminari il partito del cancelliere Olaf Scholz – e del presidente uscente Dietmar Woidke – ha ottenuto il 30,9 per cento dei voti, mentre il partito di estrema destra si è fermato al 29,2 per cento delle preferenze.
Segue la nuova formazione di sinistra radicale, l’Alleanza Sahra Wagenknecht (Bsw) con il 13,5 per cento e i cristiano-democratici della Cdu con il 12,1 per cento, che registra un crollo.
I maggiori sconfitti di questo voto nel Brandeburgo sono stati i Verdi e Die Linke, che non sono riusciti a raggiungere la soglia del 5 per cento per ottenere un seggio nel Parlamento statale.
A margine della sua visita a New York per l’assemblea Onu, il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha espresso la sua soddisfazione per i risultati elettorali. “Un grande risultato, molto grande per l’Spd, anche per tutti noi. È fantastico che abbiamo vinto. Sentivo che stava succedendo qualcosa”.
Il povero Scholz ha infatti sentito che stava avvenendo qualcosa e questo qualcosa non è solo che Alternative für Deutschland ha conseguito un risultato in linea con quelli della Turingia e della Sassonia, ma che i suoi alleati verdi e liberali nel governo semaforo sono ridotti ai minimi termini.
La deriva verso la dissoluzione di liberali e verdi è un segnale importante anche per gli equilibri europei e, per quanto riguarda la Germania, è il segnale che il semaforo è spento.





