
di Giovanni Bernardini
“Tutte le religioni sono un cammino per arrivare a Dio. Sono – faccio un paragone – come diverse lingue, diversi idiomi, per arrivare lì. Ma Dio è Dio per tutti. E poiché Dio è Dio per tutti, noi siamo tutti figli di Dio. “Ma il mio Dio è più importante del tuo!”. È vero questo? C’è un solo Dio e noi, le nostre religioni sono lingue, cammini per arrivare a Dio.”
Così disse papa Bergoglio.
Non sono un esperto in teologia, ma penso che Agostino d’Ippona, Tommaso d’Aquino, Bonaventura di Bagnoregio, per farla breve, tutti i maestri della filosofia cristiana, sia razionalisti che mistici, sarebbero inorriditi di fronte a simili affermazioni.
Per Bergoglio nessuna religione è “migliore” o “più vera” delle altre, le religioni sono solo diverse vie per giungere all’unico Dio, padre di tutti.
Tralasciamo il particolare che Bergoglio inizia affermando che nessuna religione è più vera delle altre ma poi prosegue dicendo che esiste un solo Dio, discriminando in questo modo le religioni politeiste e lo stesso buddismo, autentica religione senza Dio. Questi sono particolari troppo sottili per un papa che sembra preferire la politica alla fede…
Sottigliezze a parte, per Bergoglio le varie religioni monoteiste sono solo strade diverse per raggiungere un Dio unico per tutti. Ora, è vero che per le religioni monoteiste esiste un solo ed unico Dio, ma non è affatto vero che questo unico Dio sia lo stesso in tutte le religioni.
Il Dio dei cristiani che si è fatto uomo in Cristo non è lo stesso Dio dei Musulmani che considerano Gesù solo un profeta fra gli altri, ed è radicalmente diverso il rapporto che il Dio di queste diverse religioni ha con l’uomo. Si può scegliere fra l’uno e l’altro ma è ridicolo identificarli.
Il paragone con le diverse lingue è poi del tutto fuori luogo. Le diverse lingue hanno tutte come riferimento il mondo, senza questo comune riferimento sarebbe impossibile qualsiasi dialogo, qualsiasi comprensione fra parlanti lingue diverse. Le varie religioni hanno come riferimento diversi tipi di Dio. Il Dio di Aristotele non è lo stesso dei cristiani e questo è del tutto diverso dal Dio dei musulmani. Come ha ricordato a suo tempo papa Benedetto i credenti in fedi diverse possono discutere sulle conseguenze economiche, politiche e sociali delle loro fedi, non sui dogmi e le credenze fondamentali che le sorreggono. Quando ci sono di mezzo i dogmi si entra nel campo della fede e non ha molto senso discutere sulla o sulle fedi.
Ci tengo a sottolinearlo: non sono, o non credo di essere, credente, mi definirei agnostico. Ma trovo deprimente che il capo della cristianità dimostri di essere tanto poco ferrato in teologia e filosofia cristiana.





