
di Gianvito Caldararo
Conte è accusato di aver snaturato il M5S, nato come post-ideologico, anti-partito e anti-populismo.
Grillo, sostengono alcune fonti, sta lavorando per affidare la conduzione del M5S al duo Raggi – Appendino, per rendere il Movimento competitivo con la Meloni e la Schlein.
Ormai la politica italiana è tutta giocata al femminile. E a proposito di Conte, che punta all’alleanza con il PD, la Raggi è stata molto netta: “trasferirsi in quello che si è sempre detto di combattere è “regressione totale”.
Analoga posizione ha assunto Toninelli, il quale accusa Conte, di aver cancellato i valori originari del M5S.
Molti hanno rilevato il silenzio di Fico e di Di Batttista. La verità è che il M5S sta attraversando una profonda crisi, nel mentre Conte pensa ai veti contro Renzi e non invece ad arginare la lenta e continua emorragia di iscritti e di parlamentari.
Grillo non ha mai visto di buon occhio Peppino Conte. Come pure Conte, picchia molto duro, affermando: “Se Grillo è il sopraelevato allora io non posso esserci”. E per essere ancor più netto, ha detto: “Non resto se c’è un sopraelevato”.
A tal proposito, la Raggi, ha detto, a difesa di Grillo: “Grillo esercita il potere conferito dallo Statuto”. A dare man forte alla Raggi, giunge dalla Puglia il sostegno della consigliera regionale Antonella aricchia, da sempre ferocemente critica verso Conte. Nell’aprile 2024 alla domanda: Conte? La stessa dichiarava: “Dimostri di non essere un leader in provetta”.
Il rischio reale che corre il M5S è quello di “implodere”.





