Home Politica estera CIA E M16: “NON ABBIAMO PIÙ ALLEATI FIDATI O STIMATI”

CIA E M16: “NON ABBIAMO PIÙ ALLEATI FIDATI O STIMATI”

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Altro che intelligence al servizio del Presidente o di Sua Maestà, ormai i “Servizi” la fanno da padroni in politica internazionale e, senza più nemmeno barba finta e occhiali scuri, dettano le regole della geopolitica, identificando amici e nemici e mettendo a nudo un vuoto impressionante dell’autorità politica degli Stati, dei governi e dei parlamenti.

France Soir, il 9 settembre scorso, ha editato un articolo nel quale si riferisce di un articolo congiunto sul Financial Times dei capi della CIA e dell’MI6, i quali “si sono incontrati questo sabato [7 settembre, ndr] a Londra durante il FT Weekend Festival per discutere dell’attuale situazione geopolitica internazionale”.

Il britannico Richard Moore e l’americano William Burns, riferisce France Soir, hanno scritto per la prima volta un articolo sul Financial Times per spiegare come le due agenzie “sono rimaste all’avanguardia in un mondo incerto”.

Le dichiarazioni si sono concentrate principalmente sulla Russia e sulla guerra in Ucraina.

Non si è mai visto che i capi delle due agenzie siano usciti allo scoperto su temi di politica internazionale, in quanto questo non è compito delle agenzie di intelligence e, soprattutto, non è compito di chi le dirige, che dovrebbe lasciare ai politici e ai capi di Stato di prendere la posizioni che ritengono più opportune.

Se fossimo in una situazione di normale leadership in Inghilterra e in America, i due sarebbero da licenziare in tronco.

Ma non è così.

Veniamo a cosa hanno detto i due capi della Cia e dell’MI6.

https://www.ft.com/content/252d7cc6-27de-46c0-9697-f3eb04888e70

Dopo aver sottolineato la stretta collaborazione pluri decennale tra le due centrali,
Richard Moore e William Burns scrivono che “oggi, dopo la più stretta delle collaborazioni durante la prima guerra mondiale, la seconda guerra mondiale e la guerra fredda, seguita da una lotta comune contro il terrorismo internazionale, quella partnership è il cuore pulsante della speciale relazione tra i nostri paesi”.

E sin qui nulla di nuovo sotto il sole.

Ma la novità è in una frase eclatante: “Non abbiamo più alleati fidati o stimati”.

Ne prendano atto i nostri Servizi, quelli dei Paesi europei e, perché no? Anche il Mossad.

“Ma le sfide del passato – proseguono i due – stanno accelerando nel presente e aggravate dal cambiamento tecnologico. Oggi, cooperiamo in un sistema internazionale contestato in cui i nostri due Paesi affrontano una serie di minacce senza precedenti”.

Qui giunti, i due, cosa mai vista, dettano la linea ai rispettivi governi.

“La CIA e l’SIS sono unite – scrivono Richard Moore e William Burns – nel resistere a una Russia assertiva e alla guerra di aggressione di Putin in Ucraina. L’abbiamo visto arrivare e siamo stati in grado di avvertire la comunità internazionale in modo che potessimo tutti schierarci in difesa dell’Ucraina. Abbiamo attentamente declassificato alcuni dei nostri segreti come una nuova ed efficace parte di questo sforzo. Mantenere la rotta è più importante che mai. Putin non riuscirà a estinguere la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina. Le azioni della Russia sono una flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite e delle norme globali. Continueremo ad aiutare i nostri coraggiosi e risoluti partner dell’intelligence ucraina. Siamo orgogliosi di farlo e siamo ammirati dalla resilienza, dall’innovazione e dall’entusiasmo dell’Ucraina. Questo conflitto ha dimostrato che la tecnologia, schierata insieme a un coraggio straordinario e alle armi tradizionali, può alterare il corso della guerra. L’Ucraina è stata la prima guerra del suo genere a combinare software open source con tecnologia all’avanguardia sul campo di battaglia, sfruttando immagini satellitari commerciali e militari, tecnologia dei droni, cyberwarfare ad alta e bassa sofisticazione, social media, intelligence open source, veicoli aerei e marittimi senza equipaggio e operazioni di informazione, nonché intelligence umana e dei segnali, a un ritmo e una scala così incredibili. Soprattutto, ha sottolineato l’imperativo di adattarsi, sperimentare e innovare”.

“Oltre all’Ucraina – aggiungono i due capi dell’intelligence Usa e della Gran Bretagna – , continuiamo a lavorare insieme per sventare la sconsiderata campagna di sabotaggio condotta in tutta Europa dall’intelligence russa e il suo cinico uso della tecnologia per diffondere menzogne ​​e disinformazione volte a creare divisioni tra di noi”.

Peccato, per le esternazioni dei due, che Victoria Nuland, in un’intervista, abbia ammesso che l’accordo di pace tra Ucraina e Russia, quasi giunto in fase finale nella primavera del 2022, sia fallito perché gli Stati Uniti, il Regno Unito e altri governi occidentali hanno informato il team di Zelensky che non si trattava di un “buon affare”.

https://t.me/giuseppemasala/48058

Messa in chiaro la politica riguardante la guerra in Ucraina, come memento per chi andrà a sedere nella Stanza Ovale della Casa Bianca (chiaro avviso a Trump), i due si occupano anche della Cina.

“Nel XXI secolo, le crisi non si susseguono in sequenza. Mentre si stanno dedicando attenzione e risorse significative contro la Russia, stiamo agendo insieme in altri luoghi e spazi per contrastare il rischio di instabilità globale. Per la CIA e l’SIS, l’ascesa della Cina è la principale sfida di intelligence e geopolitica del XXI secolo, e abbiamo riorganizzato i nostri servizi per riflettere questa priorità”.

Ribadito che le due agenzie combattono il terrorismo e lavorano per un cessate il fuoco a Gaza, i due si occupano della necessità di “mantenere il vantaggio tecnologico”, in quanto “fondamentale per garantire il nostro vantaggio di intelligence condiviso. SIS e CIA non possono farcela da soli: la nostra partnership è rafforzata da una rete di partnership con il settore privato. Stiamo ora utilizzando l’IA, inclusa l’IA generativa, per abilitare e migliorare le attività di intelligence, dalla sintesi all’ideazione, fino all’aiuto nell’identificazione di informazioni chiave in un mare di dati. Stiamo addestrando l’IA per aiutare a proteggere e “red team” le nostre operazioni per garantire che possiamo comunque rimanere segreti quando ne abbiamo bisogno. Stiamo utilizzando tecnologie cloud in modo che i nostri brillanti data scientist possano sfruttare al meglio i nostri dati e stiamo collaborando con le aziende più innovative negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in tutto il mondo”.

Non c’è che dire: i servizi la fanno da padroni e danno il ben servito ai loro governi.

Par di capire che negli Usa e in Gran Bretagna a dettare le regole della politica internazionale siano ormai la Cia e l’MI6 in modo evidente, esplicito, plateale.

Mai vista una cosa simile.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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