
Nel suo Propaganda, Edward Louis Bernays scrive: “Che siano monarchici o repubblicani, democratici o comunisti, i regimi hanno bisogno del consenso dell’opinione pubblica per realizzare i loro progetti”.
Ne consegue che la propaganda, la manipolazione del consenso è assolutamente un elemento prioritario per governare le masse e per indurle a seguire un capo o un’élite.
Il processo cognitivo genera un’immagine mentale della realtà e la propaganda modifica le nostre immagini mentali del mondo, così che le stesse immagini nelle menti di milioni di persone le inducono a seguire un’ideologia, una linea di condotta, una rappresentazione della realtà che non è la realtà.
A contribuire a questo processo sono i media, i leader, gli opinion maker, ma anche i gruppi organizzati.
“Per la diffusione delle idee – scrive Bernays – uno dei metodi più efficaci è quello di servirsi della struttura di gruppi organizzati della società moderna”.
La logica della manipolazione delle masse, “considera l’individuo non solo come una cellula del corpo sociale, ma anche come una cellula organizzata all’interno del dispositivo sociale. Stimolate un terminale nervoso in un punto sensibile – suggerisce Bernays – e scatenate la reazione automatica di un membro o di un organo preciso”.
E’ quanto è accaduto con i partiti socialisti e comunisti dell’Europa post Unione Sovietica, i quali sono stati sussunti nel socialismo finanziario di impronta fabiana e sono diventati strumenti di realizzazione di quanto stiamo vendendo ogni giorno sotto i nostri occhi.
Al fine di imporre una visione del mondo confacente alle idee della tecno-finanza si è semplificato il confronto, generando una logica di netta contrapposizione alla quale hanno contribuito i social.
Non si discute più. Si insulta chi non è d’accordo con il pensiero unico politicamente corretto, ossia con il pensiero delle élite tecno-finanziarie e si riduce tutto ad una semplificazione amico-nemico, dove il nemico è etichettato con uno stereotipo che evoca il Male. Nel caso in oggetto: fascismo. Al male si contrappone il Bene: l’antifascismo.
Lo stesso metodo si è usato con la guerra in Ucraina: chi osa porre degli interrogativi è classificato immediatamente come Putiniano.
Se osi ragionare su questioni come il gender sei omofobo.
Va così che, con questo metodo di demonizzazione, l’Occidente è scivolato nel nichilismo, in un processo di distruzione degli ideali tradizionali, della critica demolitrice di ogni filosofia che pretenda di contenere un reale contenuto di verità, con l’affermazione che l’esistenza non ha alcuno scopo per cui non vi è necessità di regole e di leggi. Tutto si consuma nel quotidiano.
L’Occidente si è consegnato o rassegnato all’ideologia woke, al gender, al green, al climate change, al revisionismo storico, fino ad affermare la cancel culture.
Tutto quanto è stato va cancellato, dimenticato per essere sostituito dalle ideologie distillate dal potere tecno-finanziario e dai gruppi organizzati che si sono convertiti ai nuovi padroni delle menti.
Immagini indotte dalla manipolazione mediatica hanno convinto le masse che l’essere umano è colpevole, introducendo così una logica espiatoria che induce ansia, angoscia, paura.
La Terra si desertificherà per il cambiamento climatico (da qui politiche e affari green), la sovra popolazione distrugge il pianeta (da qui logiche malthusiane: aborto, eutanasia, sterilizzazione), le industrie inquinano (deindustrializzazione).
Gli stessi autori delle ideologie woke hanno disastrato gli equilibri mondiali con le rivoluzioni arancione, il caos creativo in Medio oriente, i doppi standard nel diritto internazionale.
Anche in questo caso la propaganda si muove secondo le regole della paura: la guerra porterà alla catastrofe atomica, la Russia invaderà l’Europa, la Cina conquisterà il mondo.
Una delle manipolazioni più odiose è stata ed è quella sanitaria che ha consentito, sulla base di menzogne ormai evidenti e accertate, di conculcare libertà personali e di espressione, per giungere fino alla carcerazione domiciliare con i lockdown in barba a norme costituzionali.
Se si analizzano le logiche, i fatti, le proposte che emergono dall’ideologia woke (che riassume in sé il green, il gender, la cancel culture, il climate change), esce una vecchia immagine: quella del nazismo, dietro alla quale si agitano i fantasmi del malthusianesimo, dell’eugenetica, del socialismo fabiano, del comunismo.
Ne consegue che è assolutamente necessario essere sempre più coscienti dei meccanismi della manipolazione per rispondere con una strategia che demistifichi le immagini che la propaganda intende inculcare nelle masse.
Per questo è sempre più necessario un ANTI WOKENESS MOVEMENT (AWM): un movimento trasversale, non un partito, ma una rete che renda pan per focaccia e che abbia, questo sì, un elemento semplificatorio che induca un’immagine ed evochi uno stereotipo: wokismo uguale nazismo. Il Bene è smascherato.





