
di Marianna Montrone
Grandi investimenti, tanti sogni, voglia di possedere la “vita”! Sì, possedere l’impossibile, il grande mistero e quindi la vita sotto forma del possibile: intelligenza artificiale! Nessuno potrà mai sostituire la magnificenza dell’uomo. Vedo un pericolo immensamente grande….che potrebbe diventare irreversibile a discapito dell’essere umano.
L’astrofisico Battiston dice: ”Né intelligente né artificiale” e quindi in base a questo principio ha firmato la moratoria di Musk su ChatGpt. Battiston, ex presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana asserisce che l’algoritmo è troppo invasivo e oscuro per essere lasciato alla sola volontà degli sviluppatori. Sembra un amico di cui ti puoi fidare ma è capace di portarti seriamente fuori strada come ben sa il governo olandese, caduto per colpa sua.
Roberto Battiston continua: “Ho appena firmato la lettera aperta: mettere in pausa i grandi esperimenti sull’intelligenza artificiale”. Pur essendo un astrofisico proiettato verso il futuro asserisce qualcosa che deve far riflettere. Lui, scienziato, che ha contribuito a realizzare lo strumento (Ams) che dallo spazio cerca l’antimateria, tutto sembra tranne uno studioso orientato a fermare il progresso. Pur esistendo un concorrente importantissimo, CLAUDE, creato da due fratelli italoamericani usciti da Open AI per fondare Anthropic, una Public Benefit Corporation.
Tale Claude è il concorrente numero 1 di ChatGPT che ha fondato le proprie ricerche su una intelligenza artificiale che scrive e parla come noi. I due fratelli asseriscono che il punto di forza di Android sia la collaborazione fra fisici, scienziati, neurologi, biologi, filosofi, letterati e laureati in materie umanistiche i quali hanno lavorato e lavorano per Android e Claude tenendo a mente che “la relazione fra tecnologia e natura umana deve essere affrontata dopo aver sviluppato un pensiero critico”.
Quindi fondamentale una squadra multidisciplinare e una tecnologia all’avanguardia: questi i punti di forza della piattaforma. Secondo i fondatori, “il cuore di Anthropic- dal greco antropos, uomo – consiste nel collocare gli esseri umani al posto di guida addestrando i loro modelli robotici per capire come essi possano comportarsi “under hoot”, letteralmente sotto il cofano, ossia a livello della “scatola nera” dei dati e degli algoritmi.
Io continuo a pensare che nonostante la buona volontà degli scienziati per creare un modello di sviluppo che aiuti l’uomo nelle proprie attività sociali, stiamo andando verso una deriva molto pericolosa e quando ne saremo coscienti sarà troppo tardi.
Viene da pensare a George Orwell, allorché dice: “In un momento di inganno, dire la verità è un atto rivoluzionario”.





