Home Economia e finanza DEBITO PUBBLICO ITALIANO, COME GESTIRLO

DEBITO PUBBLICO ITALIANO, COME GESTIRLO

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di Marco Pugliese

Dalla una pubblicazione della Banca d’Italia, emerge un quadro significativo della composizione del debito pubblico, tra il 2010-2011 e oggi, dalla quale si rileva che prima del 2011, quasi il 50% del debito era detenuto da investitori esteri, mentre oggi questa percentuale è scesa al 25-30%.

La Banca d’Italia detiene oggi circa il 20% del debito pubblico (circa 500 miliardi di euro) grazie al Quantitative Easing della BCE. Gli interessi su questi titoli, in gran parte, rientrano allo Stato, rendendo questo debito una sorta di partita di giro.

In un sistema che utilizza una moneta flat, lo Stato, detentore della sovranità fiscale, può creare denaro, accettato per il pagamento delle tasse. Questo fa sì che il debito pubblico, se gestito correttamente, non debba essere percepito come un vero e proprio fardello.

La pandemia ha temporaneamente attenuato le preoccupazioni sul debito pubblico, grazie alle politiche della BCE. Tuttavia, è necessario affrontare questo problema strutturalmente, anche in vista della ripresa delle discussioni sul debito eccessivo, evitando l’austerità.

Consolidare il debito pubblico: trasformare i titoli detenuti dalla Banca d’Italia in irredimibili con rendimento perpetuo. Riguardo i Titoli di Stato con valenza fiscale appare utile  consentire l’utilizzo dei titoli come detrazione fiscale, riducendo il rischio di speculazione.

Andrebbe creata una Banca Pubblica per l’acquisto di titoli di stato, alfine di seguire l’esempio della Germania per ridurre i costi degli interessi sul debito tramite una banca ad hoc. Il Regno Unito da anni scrive nei suoi bilanci consolidati la frase “I titoli di stato detenuti da enti del settore pubblico, sono eliminati in sede di consolidamento e rimossi dal bilancio”. Noi cosa aspettiamo?

Vanno, altresì, miglioratele aste: utilizzando aste competitive e aumentando il numero di banche italiane partecipanti.

Come pure, appare utile privilegiare i CCT rispetto ai BTP, offrendo titoli con rendimenti minimi garantiti per attrarre i risparmiatori italiani.

Va, altresì, presa in considerazione la creazione di Conti di Risparmio, per il tramite dell’istituzione di conti correnti garantiti dallo Stato con rendimenti minimi.

Queste soluzioni possono aiutare l’Italia a gestire il proprio debito pubblico in maniera sostenibile, riducendo la dipendenza dagli investitori stranieri e rafforzando la sovranità economica.

Una soluzione semplice potrebbe riguardare il consolidamento dei titoli di stato detenuti da Banca d’Italia, trasformati in titoli irredimibili e rimborsabili solo a richiesta. In tal modo i titoli stessi  così rimarranno permanentemente registrati nell’attivo del suo bilancio della Banca  e lo Stato non sarebbe più influenzato dalle fluttuazioni di quei titoli sui mercati finanziari.

Perché queste riflessioni: dobbiamo trovare soluzioni, non svendere le nostre aziende. Non si comprende poi perchè nessun nostro decisore politico non batta i pugni sul tavolo riguardo gli 800 miliardi emmessi a debito da Berlino. Un vero mistero…

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  • Redazione

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