
di Giovanni Bernardini
Non ho seguito la vicenda del pugile, o della “pugila” (non hanno ancora introdotto questo neologismo nella neolingua politicamente corretta?) non ho seguito, dicevo, la vicenda del pugile/a uomo (o donna) che ha vinto l’incontro con un pugile sicuramente di sesso femminile. Non conosco i particolari della storia e, per essere sincero, non me ne frega una mazza. Da vecchio amante della filosofia vado aristotelicamente alla sostanza del problema, sostanza contrapposta non tanto alle apparenze (le apparenze sono una cosa seria) quanto alle chiacchiere e agli slogan.
E la sostanza è molto chiara: i sessi non esistono. Per millenni il sesso è stato considerato una caratteristica ontologica, strutturale degli esseri umani. La dualità maschilefemminile è centrale non solo nella filosofia occidentale ma anche in quella cinese. Luce tenebra, amore odio, caldo freddo, attrazione repulsione… maschile femminile. La dualità maschio femmina è centrale nel pensiero importante, quello radicalmente diverso dalle scemenze ripetute a iosa sui social e fuori. Questo ovviamente non significa che le donne non possano fare quasi tutte le cose che fanno gli uomini e viceversa, né esclude chi ci possa essere chi non si sente soddisfatto del suo sesso e cerca di in qualche modo di modificarlo, si tratta però di cose che sono, tutte, interne alla dualità maschio femmina che è e resta centrale nella definizione di ciò che è un essere umano (e non solo umano).
Ora la valenza di questa dualità è semplicemente irrisa. Il sesso cessa di essere una caratteristica ontologica degli esseri umani per diventare scelta soggettiva, momento secondario di un fluire perenne. Oggi sono maschio, domani femmina, dopodomani di nuovo maschio, fra una settimana… chissà… il sesso come scorrere eracliteo, assoluta fluidità, qualcosa di inafferrabile continuamente cangiante, semplice strumento di piacere privo di ogni legame con la riproduzione della specie, giocattolo che si può cambiare in qualsiasi momento, come tutti i giocattoli.
Ora, può darsi che i teorici del sesso fluido (rifiuto di usare la parola “genere” che ha una valenza solo grammaticale), può darsi, dicevo, che i teorici della assoluta fluidità sessuale abbiano ragione contro oltre due millenni di grande filosofia, però, per venire alla vicende olimpiche, se questi teorici hanno ragione, ebbene, abbiano l’immane coraggio della coerenza! Propongano la abolizione della divisione per sessi delle gare sportive, chiedano che si organizzino giochi in cui maschi e femmine possano gareggiare fra loro senza assurde divisioni, poi si vedranno i risultati.
E, per essere ancora più coerenti, chiedano, per favore, che le atlete iraniane possano, quando e se possono, gareggiare senza scafandri o che ginnaste saudite possano esibirsi in costumini simili a quelli indossati dalla ragazze italiane o cinesi. Non credo che faranno simili richieste, continueranno con gli strilli, gli slogan ed i bla bla…
Punto e basta.





