
di Lucio Leante
Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, si è alla fine dimesso pur essendo giudiziariamente un “non colpevole”. La magistratura, o meglio un pugno di magistrati, l’ha avuta vinta sulla volontà popolare che lo aveva eletto nel 2015 e poi rieletto nel 2020 con oltre il 56% dei voti. Quei magistrati lo hanno tenuto per tre mesi agli arresti sostenendo che c’era il pericolo della reiterazione di un reato che finora è solo supposto, essendo Toti finora, in base alla Costituzione, “non colpevole”.
Tutti hanno capito che quei magistrati volevano in realtà ottenere le dimissioni di Toti (un obbiettivo politico improprio) e le hanno alla fine ottenute.
L’aspetto più inquietante della vicenda è stata la manifestazione contro di lui (agli arresti) messa in scena il 18 luglio scorso dalla sinistra (PD, 5S e AVS per una volta uniti) e che molti hanno giudicato un vergognoso sciacallaggio coperto dal pretesto di “far funzionare la Regione”. Un atteggiamento confermato oggi da Schlein (oltre che da Conte) che si è “rallegrata” delle dimissioni di Toti, aggiungendo anzi che sarebbero “tardive”.
Come a dire che l’interesse di partito sarebbe tutto e il garantismo nulla. Magnifico! Certi leader politici sono garantisti solo quando alla sbarra e sotto pressione c’è un loro compagno. Non capiscono (e forse fingono di non capire) che così agendo conferiscono a certi magistrati il potere improprio di decidere chi può governare e chi no?
Toti, che è legato al piccolo gruppo di “Noi Moderati”, non ha un grande partito alle spalle e forse anche per questo non ha goduto di un’adeguata solidarietà né da parte del fronte trasversale dei garantisti, e nemmeno dai partiti del centro-destra, della cui coalizione pure fa parte. Non hanno organizzato nemmeno una manifestazione in difesa della presunzione di non colpevolezza e lo hanno in sostanza scaricato.
Probabilmente hanno deciso così per evitare l’imbarazzo di difendere un uomo politico che ha certamente commesso qualche leggerezza (come quella di andare sulla barca di un imprenditore interessato a certe concessioni), ma che non si può dire finora che abbia commesso reati, dato che finora è giudiziariamente “non colpevole” di quelli finora semplicemente ipotizzati dai magistrati. Egli si proclama innocente e sostiene di aver agito sempre “nell’interesse della Liguria”. E questa è l’impressione di moltissimi liguri.
La regione ligure, da quando Toti ne è presidente, ha superato vari problemi passati ed ha raggiunto livelli di efficienza e modernità senza precedenti, riconosciuti da vari organismi europei. Sapremo solo fra qualche anno a processi esauriti se il suo caso non rientri tra quelli dei frequenti “abbagli” e “teoremi” giudiziari di un pugno di magistrati. Ma intanto la sovranità popolare la ha avuta persa ed ha dovuto cedere al potere giudiziario o meglio a quello di un pugno di magistrati.





