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LA NUOVA SANATORIA.

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di Gianvito Caldararo

I politici attuali sono abituati a parlare un linguaggio che non sempre rispecchia la realtà dei fatti. A fronte della nuova iniziativa del Governo sulla sanatoria, le forze di maggioranza ed in modo particolare il ministro Salvini, ha parlato di “rivoluzione”, mentre le forze di minoranza hanno gridato all’ennesimo “condono”. La realtà è molto diversa e il testo di decreto del Governo, noto come “Decreto Salva Casa 2024”, contiene modifiche al DPR n°380 del 2001 “Testo Unico Edilizia” per la sanatoria di “abusi edilizi minori”.

Si punta a sanare interventi minori come la installazione di vetrate panoramiche amovibili (VEPA), anche per porticati rientranti all’interno degli edifici. In concreto si tratta di sanare tutte quelle opere di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici. Come pure si possono regolarizzare interventi realizzati in parziale difformità dal permesso di costruire o anche dalla SCIA (Segnalazione Certificata si Inizio Attività).

Il decreto parametra la percentuale di tolleranza costruttiva alla quadratura dell’unità immobiliare. In particolare, il mancato rispetto dell’altezza, dei distacchi, della cubatura, della superfice coperta e di ogni altro parametro delle singole unità immobiliari non costituisce violazione edilizia se contenuto entro i seguenti limiti: 2% se > 500 mq ; 3% se > da 300 mq e < di 500 mq ; 4% se > 100 mq e < di 300 mq ; 5% se < a 100 mq.

La verità è che il decreto introduce la importante regola del “silenzio-assenso” rispetto all’attuale regola del “silenzio-rigetto”. Una misura che punta a porre fine all’immobilismo degli uffici comunali, abituati a non decidere, a rinviare “sine die” ogni decisione.

Il nuovo decreto stabilisce che il dirigente o responsabile del competente ufficio comunale deve rispondere alla richiesta di sanatoria entro 45 giorni, decorso i quali la richiesta si intende accolta. In presenza, invece, di una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), il dirigente o responsabile comunale dovrà adottare il relativo provvedimento entro 30 giorni dalla presentazione, decorso tale termine la SCIA si intende approvata.

Nel caso di immobili sottoposto a vincolo paesaggistico, i termini sono sospesi fino alla definizione del procedimento di compatibilità paesaggistica. Decorsi i suddetti termini, eventuali successive determinazioni del competente ufficio comunale sono inefficaci. Il termine è interrotto qualora l’ufficio rappresenti “esigenze istruttorie, motivate e formulate in modo puntuale nei termini stessi e ricomincia a decorrere il termine”.

Il decreto per la sanatoria di tali “abusi minori”, stabilisce il pagamento di una sanzione pecuniaria che va da un minimo di 1.032 euro ad un massimo di 30.984 euro, da determinarsi sulla base di una perizia.

Il provvedimento era atteso da tempo, visto che ben oltre il 70 per cento dei cittadini intervistati ha manifestato piena condivisione del provvedimento. Un provvedimento che sanando “abusi minori” consente di poter effettuare anche atti di vendita degli immobili senza le precedenti difficoltà. Il decreto punta ad una maggiore semplificazione.

La critica pervenuta dalle forze di opposizione è che si tratta di un provvedimento che punta ad ottenere consenso elettorale per le imminenti elezioni europee. Sarà pure una critica fondata, ma le forze di opposizione potrebbero prestare una maggiore attenzione alle esigenze degli gli italiani, senza impantanarsi e fossilizzarsi sulla quotidiana critica a “Giorgia”. Una alternativa all’attuale maggioranza di governo si realizza anche puntando alla risoluzione dei grandi e piccoli problemi dei cittadini, delle imprese e della intera comunità.

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  • Redazione

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