
di Valter Vecellio
Si doveva attendere il Giubileo perché il comandante generale dei vigili urbani di Roma Mario De Sclavis comunicasse ai sindacati della polizia municipale che “tutto il mondo di guarda” e dunque niente pettinature “eccentriche”, “trucco sobrio”, “barba curata”, “unghie non troppo lunghe per evitare intralci con l’utilizzo dei dispositivi di sicurezza”, “monili di dimensioni non eccessive in modo da impedire di essere afferrati in caso di colluttazione”. Ma, poi qui viene il bello, “soprattutto educazione e cortesia. Senza distinzioni di genere”.
Si attende ora, dopo l’annunciata modifica degli articoli 41 e 42 del regolamento del Corpo, qualche decreto attuativo: quali sono le pettinature “non eccentriche”? Idem per il trucco; in cosa consiste una barba “curata”? Le unghie, quanti i millimetri regolamentari? Previsti controlli, verifiche, multe, sanzioni? Per quel che riguarda l’educazione e la cortesia, a Giubileo concluso, resta l’obbligo (“senza distinzione di genere”), o decade?
C’è davvero bisogno di un regolamento e di articoli (41 e 42) per tutto questo?
Nelle altre città, dove non ci sarà Giubileo, dove non si sarà visti da tutto il mondo, niente regolamento, educazione, cortesia, ecc.? Se a qualcuno, come dicono a Milano, gli scappa un “và advia i ciap!”, gli diamo torto?





