
Ormai l’anglosfera dà segni di instabilità politica, strategica e anche mentale.
Chi sia a comandare davvero negli Usa è davvero un enigma, dal momento che arrivano ogni giorno segnali contraddittori, che si ispirano a linee politiche divergenti, se non opposte.
Inoltre si è perso ormai ogni freno, riducendo il rapporto tra stati a una piazzata ignobile, fatta di insulti da suburra. Joe Biden ha dato del macellaio a Vladimir Putin, ben sapendo che prima o poi gli Usa dovranno trattare con la Russia, salvo che qualche affiliato alla cupola finanziaria speculativa non giochi il tutto per tutto, in una sorta di roulette russa, dove la tempia è quella del mondo.
Meglio una guerra mondiale che perdere il dominio? La triade Big Pharma, Big Tech e Big Money, insieme ai miliardari sedicenti filantropi e alla cupola finanziaria, gioca il tutto per tutto sulla pelle del pianeta?
Dopo la piazzata da suburra di Joe Biden, ora a fare il piazziaolo urlante ci prova il Mail, con un titolo decisamente fuori luogo, dal momento che si riferisce ad un capo di stato morto e in considerazione del fatto che con l’Iran o si decide di andare in guerra o si dovranno intrattenere comunque rapporti.

Che nell’anglosfera ci siano problemi lo dimostra, ad esempio, il fatto che Ron De Santis, governatore della Florida, ha tolto di mezzo la crisi climatica tanto cara ai californiani e alla cupola.
Un’altra crepa riguarda la bocciatura dell’idea dell’Oms, la quale vorrebbe che gli stati le delegassero la sovranità in materia di pandemia, ossia il potere di stabilire quando e come dobbiamo essere carcerati in casa, così come abbiamo avuto modo di sperimentare con il Covid.
Covid a proposito del quale la crepa si sta dimostrando un abisso, in quanto ormai il Congresso Usa sta mettendo sotto accusa Anthony Fauci e la politica americana del laboratori di guadagno di funzione, come il laboratorio di Wuhan, finanziato da Fauci e dal quale è uscito il virus del Covid.
Una crepa larga quanto un canyon riguarda la politica Usa nei confronti dell’Ucraina, dove un giorno c’è qualcuno che dice che non si devono usare i missili in territorio russo e il giorno dopo qualcun altro dice il contrario.
Ieri, con un tempismo che non lascia dubbi, l’ex sottosegretario al dipartimento di Stato Victoria Nuland, sodale di George Soros, è riapparsa in pubblico dopo le sue dimissioni, lo scorso 5 marzo, rilasciando un’intervista a ABC nella quale chiede esplicitamente di colpire le basi all’interno della Russia da cui partono gli attacchi contro l’Ucraina. Alla domanda della giornalista, se ciò non porterebbe ad un’ulteriore escalation, la Nuland risponde che l’escalation è già in corso ed è solo colpa della Russia.
https://abcnews.go.com/ThisWeek/video/time-ukraine-hit-bases-russia-victoria-nuland-110373092
E’ del tutto evidente che in Ucraina, dove sono presenti manine di ogni genere e dove le manine sono attive sin dal 2014 (quando Victoria Nuland e George Soros hanno attivato la rivolta arancione), è possibile che ci sia chi non abbia alcuna intenzione di addivenire ad una trattativa e persegua, nonostante la realtà, a voler continuare la guerra fino all’ultimo uomo.
Nel 2014 Victoria Nuland, sottosegretario di Stato aggiunto (regnante Barack Obama), con l’aiuto operativo di George Soros, ha creato le condizioni per la rivoluzione arancione e, successivamente, ha operato per determinare la formazione di governi in linea con la strategia delineata. Al tempo Joe Biden era vicepresidente e suo figlio Hunter faceva affari in Ucraina (anche con Russia e Cina).
Questo il quadretto, incontestabile, ormai certo e certificato.
La risposta di Putin alla rivoluzione arancione fu l’annessione della Crimea alla federazione Russa.
Nel tempo ci sono stati gli accordi di Minsk, tranquillamente disattesi, e un crescendo di fatti che hanno portato all’attuale situazione.
In questi dieci anni si è avverato anche il progetto sinteticamente espresso dalla signora Victoria Nuland. Siamo sempre nel 2014. “Fuck the EU”. Con queste parole la segretaria di Stato aggiunta, Victoria Nuland, massima responsabile americana delle relazioni con il Vecchio continente, ha mandato pesantemente a quel paese l’Unione Europea. “L’Europa si fotta”. Un esempio preclaro di stile diplomatico anglosassone. “Macellaio” “si fotta”… e vai. Siamo nella suburra.
Detto, fatto.
L’accordo tra Usa e Ucraina (tra Occidente e Ucraina) è stato: voi ci mettete il sangue e noi ci mettiamo le armi.
Gli ucraini hanno messo il sangue e gli Usa e l’Occidente hanno messo le armi con il bilancino, ben sapendo che non dovevano passare la linea rossa del coinvolgimento di Paesi europei e Nato in un conflitto diretto con la Russia. Oggi gli Usa si sfilano, così come hanno fatto in Iraq e Afghanistan, lasciando aperto l’interrogativo se di alleati di tal fatta, che, al momento opportuno per loro, ti lasciano in mutande, c’è da fidarsi.
Un risultato strategico gli Usa della Nuland & Company l’hanno ottenuto: mettere in mutande la Germania, recidendo i suoi rapporti con la Russia e far saltare ogni progetto europeo, visto, come si può ben vedere, che gli Stati europei non vanno d’accordo su nulla, che è saltato l’asse franco-tedesco e che il Nord Europa ha interessi profondamente diversi dal Sud Europa.
I politici dell’Unione Europea sono degli aggregati di chiacchiere e chi comanda in Europa è la Nato.
Secondo risultato strategico degli Usa della Nuland & Company, infatti, è che la Nato con la guerra in Ucraina si è espansa e che ha detto a chiare lettere, alla faccia dei poveretti leaderini made in Europe, che per quanto riguarda la partita delle armi comanda lei, ossia comandano gli Usa. Meglio ancora: la cupola, con il business armiero.
Terzo risultato strategico per gli Usa della Nuland & Company è che gli ex Paesi dell’Unione Sovietica hanno ritrovato una loro identità nazionale, una loro sovranità, che rivendicano con forza crescente.
E qui casca l’asino.
Quando intraprendi un’azione devi avere in mente quali possano essere gli effetti di tale azione. Per prevedere gli effetti, devi avere cultura, conoscenza della storia, della geografia, delle idee dei popoli. Non devi pensare che il mondo sia popolato da nativi da recintare a piacimento nelle riserve indiane o da schiavi da far lavorare nei campi di cotone.
Devi anche pensare che le idee, spesso, contano più dei cannoni e dei soldi e che qualcuno di idee ne ha tante e molto più antiche delle tue.
E allora ecco che sorge la domanda: come mai, volendo affermare la globalizzazione e la verticalizzazione della catena di comando(Davos, Nuovo ordine Mondiale), le élite del pensiero siliceo (mangiano i sassi e hanno un chip nel cervello) hanno creato una narrazione potente che dice: è sacrosanto diritto dei popoli di autodeterminarsi, di amare la Patria e anche di morire per essa, di avere identità e radici, storia e cultura?
L’Ucraina è la potentissima espressione di questo sentimento, che ha contagiato tutti quanti, facendo dei polacchi i polacchi, dei rumeni i rumeni, degli slovacchi gli slovacchi. I Paesi baltici, si sono aggregati alla Nato per difendere la loro identità.
Patria, nazione, identità, popolo, sono concetti potentemente tornati alla luce della coscienza delle masse che si volevano uniformi e grigie e la sovranità nazionale è tornata ad essere il motivo dominante della coscienza collettiva.
Ecco il motivo per il quale all’interrogativo la risposta se le élite del globalismo sono sceme o mangiano i sassi, la risposta è sì: le élite del globalismo sono sceme e mangiano i sassi, perché in trent’anni hanno costruito un insieme di baggianate, vendute per progressismo, mentre era solo scemenza di bassa qualità autolesionista.
A proposito, e per concludere in bellezza: risorgono le nazioni, le patrie, i popoli che rivendicano la loro identità, alla faccia dei globalisti di chi è riuscito, sempre a proposito di fagocitatori di silicio, a dare ascolto a chi scriveva della fine della storia.
La Nuland ha anche un’altra vicenda della quale dovrebbe rispondere.
Il portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, citata da Tass , ha qualche tempo fa accusato gli Stati Uniti di condurre programmi di sviluppo di armi biologiche in Ucraina.
«In questi giorni – ha detto Maria Zakharova – i nostri timori di lunga data, che abbiamo espresso ripetutamente e non si tratta del primo anno, sono stati confermati, in merito allo sviluppo da parte degli Stati Uniti sul territorio dell’Ucraina di materiali biologici per scopi militari sotto gli auspici delle autorità competenti Servizi speciali statunitensi». «Ciò è stato confermato – ha aggiunto Maria Zakharova – non solo dai materiali e dai dati ottenuti operativamente sul territorio dell’Ucraina, non solo dalle dichiarazioni dei dipartimenti competenti di Kiev, ma anche direttamente a Washington durante il discorso della sottosegretaria di Stato Usa, Victoria Nuland».
Cosa ha detto Victoria Nuland? L’allora sottosegretario di Stato americano per gli affari politici ha riferito che «ci sono strutture di ricerca biologica in Ucraina. Infatti ora siamo piuttosto preoccupati che l’esercito russo possa cercare di prenderne il controllo. Stiamo lavorando con gli ucraini su come possono impedire che uno qualsiasi di quei materiali di ricerca cada nelle mani delle forze russe se dovessero avvicinarsi».
La Nuland, rispondendo al senatore repubblicano della Florida Marco Rubio, è stata chiamata a testimoniare davanti al Comitato per le Relazioni Estere del Senato sull’invasione della Russia in Ucraina.
Bene, visto che Anthony Fauci è sotto tiro del Congresso Usa per il laboratorio di Wuhan, che dire dei laboratori messi nel cuore dell’Europa? Un regalino dei Dem Usa quando Joe Biden era il vice presidente degli States e suo figlio finanziava i laboratori?
L’accusa russa che il figlio del presidente Usa, Hunter Biden, abbia avuto un ruolo nel finanziamento di laboratori di armi batteriologiche in Ucraina ha trovato del resto conferma. Mosca sosteneva che Biden junior avesse finanziato laboratori segreti attraverso il suo fondo d’investimento Rosemont Seneca. Le e-mail dal suo laptop documentano il suo lavorio per garantire milioni di dollari di finanziamenti a Metabiota, un’azienda californiana contractor del Pentagono, specializzata nella ricerca su malattie che causano pandemie da utilizzare come armi. Dalle mail risulta che Hunter presentò Metabiota a una società di gas ucraina, Burisma, per un “progetto scientifico” relativo a laboratori di biosicurezza in Ucraina.
A che gioco giochiamo sulla pelle degli ucraini, che vanno a morire, degli europei che sono stati disastrati da politiche folli e del mondo, che rischia un’escalation micidiale?
Che gli Usa guidati dai Democratici, finanziati largamente dalla cupola, abbiano perso la testa è dimostrato anche da quanto è accaduto domenica in Congo.
Nella Repubblica Democratica del Congo è stato sventato un tentativo di colpo di stato militare. L’azione, ha annunciato il portavoce dell’esercito Sylvain Ekenge, è avvenuta nelle vicinanze del Palazzo della Nazione, uno degli uffici del presidente nella capitale Kinsasa.

“Le forze armate della Repubblica Democratica del Congo hanno catturato tutti gli assalitori, la situazione è sotto controllo e chiediamo alla popolazione di seguire liberamente le loro attività”, ha dichiarato Ekenge, aggiungendo che “il tentativo ha coinvolto stranieri e congolesi. Questi stranieri e congolesi sono stati messi fuori gioco, compreso il loro leader”. Tutti i responsabili sono stati catturati.
Come scrive Le Monde, riferendosi alle dichiarazioni del generale Sylvain Ekenge, alcuni americani e un britannico facevano parte del gruppo responsabile del tentativo di colpo di stato. Ed è qui che si apre la questione di cosa stiano facendo gli Usa.

Secondo le prime ricostruzioni dei fatti l’operazione è iniziata verso le 3 del mattino di domenica con un attacco presso la residenza del vice primo ministro responsabile dell’Economia Vital Kamerhe. Successivamente, uomini vestiti con uniformi militari hanno occupato il Palais de la Nation, l’ufficio del Presidente della Repubblica che si trova nel centro della città, luogo altamente sorvegliato dalla Guardia Repubblicana.
Il colpo di stato sarebbe stato organizzato da Christian Malanga, fondatore del Partito Unito Congolese ed ex militare, che viveva (stato ucciso nel palazzo dopo aver resistito all’arresto) negli Stati Uniti, a Salt Lake City nello Utah, il quale ha trasmesso sui suoi social network una trasmissione in diretta, in cui appare con una dozzina di uomini armati vestiti in uniforme militare e con fucili AK-47 dopo aver fatto irruzione nel Palazzo della Nazione. Il gruppo sventola le bandiere dello Zaire, l’ex nome del paese, dicendo che volevano un cambio di regime e dichiarando “Félix, fuori”, in riferimento al presidente Félix Tshisekedi.
Christian Malanga (classe 1983) in Congo ha fondato una ONG: Africa Helpline Society che aiuta i bambini degli orfanotrofi. Ha creato anche una associazione politica-economica: Friends of America. Nel giugno 2006 è tornato nella Repubblica Democratica del Congo per prestare servizio militare. Nel 2007 ha raggiunto il grado di capitano dell’esercito congolese.
Gli assalitori, che sventolavano la bandiera dello Zarie, l’antico nome della Repubblica Democratica del Congo sotto il regime di Mobutu Sese Seko, parlavano lingala, quindi erano congolesi, ma non erano soli. Sia il governo che i media occidentali, tra cui BBC, CNN e France24 parlano infatti di congolesi e “stranieri”, i quali sono degli ex soldati delle forze speciali della US Army. Tra essi un certo Zalman Benjamin (classe 1987) cittadino americano del Maryland, come mostra il suo passaporto esibito dai soldati congolesi dopo la sua cattura.
L’Ambasciata americana a Kinshasa ha immediatamente negato ogni coinvolgimento.

Secondo Radio Okapi il colpo di stato non è stato improvvisato, ma preparato da tempo in Congo e negli Stati Uniti.
L’ambasciatrice degli Stati Uniti nella RDC, Lucy Tamlyn, ha promesso di collaborare con le autorità congolesi in caso di coinvolgimento di cittadini americani nell’attacco alla residenza di Vital Kamerhe e al Palais de la Nation.
“Sono scioccata dagli eventi di questa mattina – ha detto l’ambasciatrice – e molto preoccupata dalle notizie di cittadini americani presumibilmente coinvolti. Vi assicuriamo che collaboreremo con le autorità della RDC nella massima misura possibile, mentre indagano su questi atti criminali e riterranno responsabile qualsiasi cittadino statunitense coinvolto in atti criminali”.
Alcuni esperti ritengono assai improbabile che Malanga avesse i soldi necessari per l’organizzazione del golpe e per arruolare mercenari americani appartenenti alle forze speciali. Che vi sia qualcuno dietro di lui é altamente probabile. Se questo “qualcuno” esiste potrebbe risiedere negli Stati Uniti.
La Repubblica Democratica del Congo fin dai tempi di Kabila ha un rapporto non lineare con gli Stati Uniti.
Dopo la perdita del Sahel da parte di francesi e americani (gli Usa dovranno lasciare il Niger a settembre) il Congo è una miniera fondamentale, in quanto è ricco di oro, dimanti, rame, uranio, ferro, cobalto, coltan, terre rare, gas, petrolio, nikel e via dicendo.
Washington ha sempre tenuto sotto controllo Kinshasa usando la minaccia militare dei vicini Uganda e Ruanda.
Kinshasa é sempre stata governata da leader iper corrotti: da Mobutu a Desiré Kabila, da suo figlio Joseph a Thsisekedi, facilitando gli interessi di Washington, Londra, Parigi, Bruxelles, Kampala e Kigali.
Thsisekedi per controbilanciare l’influenza anglo americana ed europea si è avvicinato a Mosca e, soprattutto a Pechino, facendo sprofondare il loro Paese in una guerra fredda tra super potenze combattuta con proxy war, di intensità minore di quella ucraina, ma che durano da oltre 20 anni impedendo lo sviluppo nazionale e creando centinaia di vittime tra la popolazione.
Dal 2022 la Cina ha mostrato un grande interesse a investire nella RDC per rafforzare il suo controllo sui minerali e idrocarburi a scapito degli anglo americani.
Non ci sono elementi sufficienti per incolpare gli Usa, ma la presenza di mercenari americani ex forze speciali è sicuramente un elemento di forte imbarazzo per l’Amministrazione Biden.
https://www.washingtonpost.com/world/2024/05/19/drc-coup-congo-americans-arrested/
Il tema dell’Africa è uno dei più scottanti, in quanto nel continente sono allocate materie prime fondamentali per l’industria ad alta tecnologia.
La Francia ha perso la Francafrique.
Gli Usa, con Francia e Inghilterra, le hanno sbagliate tutte.
Dopo aver sponsorizzato le primavere arabe, destabilizzando il Magreb, hanno distrutto l’equilibrio libico. Barack Obama, mentre le primavere arabe erano guidate dai Fratelli Musulmani,proclamava: “E’ necessario esistere nella parte giusta della storia”.
Il risultato è lì da vedere, ma il Clan dei Dem Usa non demorde nel collezionare idee balzane e sconfitte brucianti.
Ora, ancora una volta, il tema all’ordine del giorno è quando e come l’America ritroverà la testa, una strategia, una direzione di marcia che non sia quella dei sodalizi alla Nuland-Soros e degli Obama-Clinton.
Il dramma è che con gli usa nel pallone, il disastro si diffonde nell’Occidente.
Nella fotografia Victoria Nuland





