
d Giorgio Cattaneo
ISRAELE, L’EX CAPO DEGLI 007: LIBERARE BARGHOUTI
FACENDONE IL LEADER DEL FUTURO STATO PALESTINESE,
UNICA VIA PER PORRE FINE A TUTTO QUESTO ORRORE
«Noi israeliani avremo sicurezza solo quando loro, i palestinesi, avranno speranza. Questa è l’equazione». Tradotto in termini militari: «Non si può scoraggiare nessuno, se crede di non avere nulla da perdere». Così parla l’ammiraglio Ami Ayalon, già a capo dello Shin Bet, il potente servizio segreto che gestisce la sicurezza interna di Israele. Proprio mentre Biden rivolge l’ennesimo altolà a Netanyahu (gli Usa bloccherebbero i loro aiuti militari se le forze israeliane invadessero Rafah), Ayalon – intervistato da “Repubblica” – si esprime nel modo più esplicito: «Dare una patria ai palestinesi è l’unico modo per rendere veramente irrilevanti i jihadisti». Primo passo, fondamentale: liberare il carismatico leader palestinese Marwan Barghouti, ininterrottamente detenuto da ormai 22 anni. «In regolari elezioni, Barghouti sconfiggerebbe Hamas».
Sul tema è spesso intervenuto anche Moni Ovadia: a suo parere, la detenzione “orwelliana” del leader della Seconda Intifada – autorevole esponente della resistenza palestinese non islamista, vero erede dell’Olp di Arafat – dimostrerebbe l’intenzione di Israele di non volere affatto la fine delle violenze. Proprio su Barghouti ora scommette Ami Ayalon, che già tre mesi fa si era pronunciato in termini nettissimi sulle pagine del “Guardian”. «Distruggere Hamas non è un obiettivo militare realistico, e l’attuale operazione a Gaza rischia di rafforzare il sostegno al gruppo», premette Ayalon. Ed ecco la carta Barghouti: «Il suo rilascio sarebbe un passo fondamentale verso negoziati significativi». Secondo recenti sondaggi, se si votasse, Barghouti batterebbe Ismail Haniyeh, esponente di spicco di Hamas.
Secondo l’ex ammiraglio dello Shin Bet, il super-detenuto politico «è l’unico leader che può condurre i palestinesi verso uno Stato accanto a Israele: Barghouti crede nel concetto dei due Stati e ha conquistato la sua legittimità sedendosi nelle nostre carceri». L’ex dirigente degli 007 israeliani stronca Netanyahu: la natura stessa di Hamas, dice, fa sì che la sua distruzione resti un obiettivo impossibile. «Hamas non è solo una milizia, ma un’ideologia con un’organizzazione, e l’organizzazione ha un’ala militare. Non è possibile distruggere l’ideologia mediante l’uso della forza militare, che non fa che rafforzare Hamas. Oggi infatti Hamas è sostenuta dal 75% dei palestinesi, mentre prima dell’operazione a Gaza i suoi simpatizzanti erano meno del 50% della popolazione palestinese».
Aggiunge Ayalon: «So cosa succede alle guerre senza uno scopo politico. La guerra diventa un obiettivo in sé, invece di essere un mezzo per raggiungere un obiettivo». Gli israeliani credono che la loro sicurezza sarà raggiunta solo se conquisteranno e occuperanno territori con la potenza militare? Errore: «La guerra dello Yom Kippur ci ha dimostrato che subiremo violenza a causa dell’occupazione. L’occupazione non ci porterà sicurezza, ci ha portato violenza e morte». Per Ayalon, l’esistenza stessa di Israele prova che una visione minoritaria può diventare realtà. «Il movimento sionista è il risultato di un sogno», afferma. «La maggior parte degli ebrei rimase in Europa e lì fu assassinata. Una minoranza di ebrei ha realizzato un sogno, anche se ci sono voluti circa 50 anni per realizzarlo». Vale anche per i palestinesi: «Non dovremmo sottovalutare il potere della speranza e il potere di un sogno».





