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GENERALE VANNACCI, TANTO RUMORE PER NULLA

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di Gianvito Caldararo

In nessun’altra precedente candidatura di militari abbiamo assistito a tanto rumore e polemiche. Eppure, in passato abbiamo avuto candidati con le stellette di grande prestigio, come il generale di Corpo d’Armata Umberto Cappuzzo, già capo di stato maggiore della difesa, candidatosi con la Democrazia Cristiana;  il comandante della Marina Militare, Falco Accame, candidatosi nelle fila del Partito Socialista Italiano e artefice di lunghe battaglie per la tutela delle famiglie che avevano subite il decesso del coniuge a causa dell’utilizzo dell’uranio impoverito; il generale di Corpo d’Armata Franco Angioni, noto per aver comandato il contingente italiano nel Libano e candidatosi nel partito dei DS – Democratici di sinistra-L’Ulivo.

Il rumore che va suscitando la candidatura del generale Vannacci nella Lega di Salvini, che sta subendo non poche defezioni dai principali esponenti della stessa Lega, non si è neanche registrato quando giunse la candidatura dell’Ammiraglio di squadra e M.O.V.M ( Medaglia d’oro al valor militare ) Gino Birindelli, che si presentò candidato nelle fila del MSI-DN ( Movimento Sociale- Destra Nazionale ) di Giorgio Almirante. Ammiraglio molto stimato dagli uomini della Marina Militare. Infatti, di lui si racconta che nel febbraio del 1970 in qualità di Comandante in Capo della Squadra Navale, in una conferenza stampa a bordo dell’incrociatore Garibaldi l’Ammiraglio Gino Birindelli denunciò la crisi in cui versava la Marina Militare e lo stato di profondo malessere morale e materiale in cui si trovava il personale che vi operava.

In quella occasione, secondo quanto raccontano i presenti, dopo aver ricevuto con i dovuti onori a bordo del “Garibaldi” i parlamentari della Commissione Difesa, li suddivise per le varie unità navali presenti nel porto di Cagliari, impartendo l’ordine ai Comandanti di tenerli prevalentemente nei locali macchine e caldaie. I parlamentari dopo quattro ore di navigazione con mare 2/3 furono riportati sul “Garibaldi” per la conferenza stampa di rito. All’arrivo dell’Ammiraglio Birindelli, si inalberarono tutti per il trattamento ricevuto, e di rimando Birindelli rispose che “queste sono le migliori condizioni in cui voi Parlamentari fate vivere i militari in particolare i Marinai”.

Si narra che le dichiarazioni di Birindelli scatenarono reazioni e prese di posizione a tutti i livelli e portarono alla prima pubblicazione di un documento noto come “Libro Bianco della Marina”, e di lì a qualche anno alla legge Navale del 1975, che fu il presupposto di un sostanziale ammodernamento della flotta della Marina Militare e migliori condizioni economiche per il personale.

Lasciato il servizio attivo, decise di candidarsi al Parlamento nel MSI-DN, il partito di Giorgio Almirante, il cui mandato parlamentare durò dal 1972 al 1976. Nel giugno del 1974 ruppe con il MSI e si iscrisse al gruppo misto. Nel 1976 fu fra i fondatori di Democrazia Nazionale, che non eleggendo parlamentari, si sciolse nel 1979. Nell’anno 1984 sarà protagonista di uno scontro proprio con Giorgio Almirante, che lo aveva pesantemente attaccato in televisione. Il Foglio pubblicherà il 25 giugno 1984 una lettera consegnata da Gino Birindelli a Giorgio Almirante, in cui l’ammiraglio afferma, fra l’altro, quanto segue: “Quello che hai detto alla tv nei miei riguardi non mi ha meravigliato ; hai manipolato, in quella come in mille altre circostanze, la verità onde distogliere l’attenzione dei meno accorti dalle tue varie deficienze e/o malefatte. Ciò che hai detto si aggiunge alle infinite menzogne di cui è fatta la tua vita e il tutto spiega il senso di disgusto, purtroppo, che ho sempre provato nell’avvicinarti” .

Anche in questa circostanza Birindelli, si mostra come personaggio e ufficiale ardito ed entusiasta, così come è riportato nella motivazione per la concessione della Medaglia d’oro al valor militare. Birindelli è autore del libro “Vita di Marinaio”, nel quale un capitolo è dedicato ai giovani colleghi dell’Accademia Navale, dove parla di “banda di fratelli che costituiva un ideale dei giovani allievi dell’Accademia Navale ed essere uniti come consanguinei non era retorica, come non lo era il volere dare in ogni possibile modo tutto quello che si poteva ad un’Italia che amavamo sopra ogni cosa. La si creò quello spirito di Serchio che nessuno di noi ha mai potuto dimenticare”. Si riferiva all’attività giornaliera del gruppo a Bocca di Serchio.

La politica odierna, invece, è tutta incentrata a polemizzare sulla candidatura del generale Vannacci, autore di un libro dal titolo “Il Mondo al Contrario”, nel quale “provocatoriamente rappresentare lo stato d’animo di tutti quelli, come me, che percepiscono negli accadimenti di tutti i giorni una dissonante e fastidiosa tendenza generale che si discosta ampiamente da quella che percepiamo come sentire comune, con logica e razionalità”. Un libro dal contenuto modesto, che un quotidiano come “La Repubblica”, un PD allo sbando ed una sinistra radicale arida di idee, hanno contribuito a far diventare il generale Vannacci il protagonista delle elezioni politiche europee.

Si assiste ad un avvilente spettacolo politico che Mao descriveva con le seguenti parole: “le zucche vuote sono quelle che fanno maggior rumore”. 

Autore

  • Redazione

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