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EUROPA, SVILUPPO E PROBLEMATICHE IGNORATE

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di Giulio Galetti

TEMATICHE LATITANTI
É molto probabile che tutte le condizioni favorevoli che hanno caratterizzato la crescita europea negli anni d’oro non si ripresenteranno piú.
Energia a costi irrisori.
Spese per la difesa residuali.
Commercio con la Cina senza limitazioni.
Delocalizzazioni convenienti.
Una pacchia di cui nemmeno ci si rendeva pienamente conto. Gli anni ’20 del nuovo millennio ci riservato un panorama radicalmente diverso.
I costi energetici schizzati alle stelle per la fine del gas russo, gli USA sempre meno determinati a difendere (a loro spese) il vecchio continente, la via della seta che diventa di carta vetrata a causa delle tensioni internazionali e infine l’aggressività dei prodotti green deal  made in China, che sono un deal solo per loro, rendono arduo immaginare un qualche futuro radioso per l’Europa nel suo insieme e per i singoli Stati membri.
Alcune notizie recenti in merito alla marginalità a cui é destinata l’Europa e soprattutto l’Italia, in tema di sviluppo, dovrebbero essere commentate e valutate, magari dando luogo ad azioni precise o (in subordine) a un piano credibile per correggere la rotta, ma niente di ció appare nei messaggi dei candidati e dei partiti che li sostengono a meno di 5 settimane dal voto. Un voto mai cosí importante.
Per chi si fosse distratto:
-ci sono attualmente 23 marchi diversi di vetture elettriche cinesi importate in Europa, un paio di questi marchi (MG e BYD) a prezzi molto competitivi con batterie ad alta efficienza mentre le batterie in dotazione alle industrie europee annaspano, in particolare quelle della FIAT500 EV (elettrica) una delle superstiti dello stabilimento di Mirafiori. Quelle che equipaggiano la 500 EV sono tra le peggiori disponibili con autonomia ridicola (in autostrada, in una prova reale, non si superano i 150Km di percorrenza);
-Stellantis sta dismettendo linee produttive in Italia per privilegiare Polonia (1200), Serbia (700) e Marocco (500). I numeri tra parentesi sono le remunerazioni nette mensili comparate a quelle italiane…1800.
A seguito dell’impegno solenne di “controllare rigorosamente” le emissioni, le approvazioni cinesi per nuove centrali a carbone sono quadruplicate:
dall’inizio del 2022 sono stati autorizzati circa 218 GW di nuove centrali a carbone. 89 GW già iniziati nel 2023, mentre altri 128 GW inizieranno nel 2024, con un ritmo pazzesco: 2 nuove centrali a carbone a settimane… E tanti cari saluti ai solenni impegni presi alla CLIMATE CHANGE CONFERENCE di Glasgow nel novembre 2021.
Sarebbe bello che i candidati che dobbiamo scegliere si esprimessero sulle sfide che ci riserva il futuro, magari prima del 9 Giugno.

 

Autore

  • Redazione

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