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PERSONAGGI DIMENTICATI: IL GENERALE AME’ E L’AMMIRAGLIO MAUGIERI

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di Savino di Scanno

Questo articolo è derivato dall’ispirazione avuta nel rileggere Plutarco “Vite Parallele”, segnatamente  nella comparazione delle vite di Alessandro e Cesare. In tal senso, pur con la somma umiltà di un semplice lettore di libri, su questo giornale si vuole proporre, nella brevità concessa, una narrazione riguardante persone che hanno vissuto più anche in epoca diversa, ricoprendo gli stessi incarichi, funzioni, posizioni sociali, accademiche, simili.

Inizialmente il pensiero si era rivolto alla comparazione di due figure, una rappresentata dal teologo tedesco ucciso dai nazisti in un campo di concentramento come Dietrich Bonhoffer ed il nostro economista Carlo. M. Cipolla, ma dopo alcune considerazioni ho pensato di passare ad altro argomento.

Si propone quindi una storia italiana, una storia vera di un passato non tanto lontano. E come lettore di libri si propone la vita di due spie italiane, o meglio di due capi dello spionaggio italiano protagonisti durante la 2° Guerra Mondiale: il Generale Cesare Amè (di cui già in passato scritto ma “repetita iuvant”) e dell’ammiraglio Francesco Maugeri.

Il sito della nostra Sicurezza Nazionale dedica una ampia pagina alla figura del generale Amè, citato come il “Generale che veniva dalla Gavetta e come uomo di grande intelligenza ed acume, illustrandone la carriera e, soffermandosi su alcuni punti. Tra i principali aspetti viene sottolineato che Amè restava fuori dalle “fazioni” ed il riferimento è sempre la solita storia degli alti comandi italiani che da sempre le guerre se le fanno per le poltrone. Un altro aspetto, tra i più importanti dell’operato di Amè, è quello di aver creato una capillare “rete estera”, quasi inesistente all’inizio del 2° Conflitto Mondiale. Cesare Amè, come capo del SIM, realizzerà con i suoi eccezionali uomini imprese straordinarie. La più nota è quella compiuta nel settembre 1941 il suo Uomo di punta, il Maggiore dei Carabinieri Manfredi Talamo, riuscirà a trafugare i codici alleati utilizzati dagli addetti militari, operazione passata alla Storia come “Black Code”. Manfredi Talamo alla cui memoria è dedicata una importante caserma dell’Arma sede dei nostri ROS, morirà “fulgido martire” alle Fosse Ardeatine. Amè riuscirà a portare a termine importanti operazioni di controspionaggio, ma la Sicurezza Nazionale evidenzia che Amè  “sognava un unico grande Servizio”, tema questo sempre attuale anche di questi tempi.

Gli eventi del ’43 metteranno Amè ed il SIM fuori gioco, ed operazioni come quella di Lisbona dove il SIM operò in concorrenza con il SIS della nostra Marina segneranno l’epilogo della storia di questo grande ufficiale a cui deve andare il nostro riconoscimento.

Parimenti si scriverà di un altro capo del nostro spionaggio dell’epoca, e quindi si scriverà dell’ammiraglio Francesco Maugeri. La nostra Marina Militare sul suo sito Istituzionale dedica un breve spazio alla sua biografia, offrendo in circa 30 righe la storia di questo personaggio.

Maugeri sarà capo del SIS, il servizio segreto della Marina Militare durante la Seconda guerra mondiale e dopo l’11 settembre del 1943 il suo ufficio collaborerà con il servizio segreto alleato della V Armata e con il Servizio Informazione del Comando Supremo Nazionale. Nel dopoguerra l’ammiraglio Maugeri diventerà Capo di SMM, e la nota biografica della Marina Militare cita che a Maugeri fu conferita la “Legion of Merit” per “…i servizi offerti alla V Armata Americana”.

Attingendo maggiori informazioni (neanche a scriverlo non si poteva esprimere meglio) da Wikipedia, l’enciclopedia multimediale DEM, che chi scrive non ama preferendo la Treccani, ma in questo caso volutamente consultata, si apprende che su Maugeri si addensarono fosche nubi di “tradimento”. Tanto per iniziare Maugeri pubblicherà negli Stati Uniti nel 1948 e mai tradotto in Italia il libro “From the ashes of disgrace” dove si palesava la dichiarata simpatia verso gli Alleati durante la guerra .

Nel dopoguerra vi fu una feroce campagna di accusa di “alto tradimento” verso Maugeri, e si cita il libro “Navi e Poltrone” di Antonino Trizzino oltre agli articoli di un settimanale satirico di destra dell’epoca “Asso di Bastoni”. Ne seguiranno processi, sentenze,condanne.

Wikipedia scrive al riguardo: Ufficiale della Legion of Merit (Stati Uniti)«Per i servizi resi alla V Armata americana, “Per la condotta eccezionalmente meritoria nella esecuzione di altissimi servizi resi al governo degli Stati Uniti come capo dello spionaggio italiano e come capo dello Stato Maggiore della flotta italiana durante e dopo la Seconda guerra mondiale”.

Sempre Wikipedia, e si invita a verificare, cita il famoso o famigerato articolo 16 del trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio del 1947 pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 24 dicembre 1947 n. 295 ove si legge “L’Italia non incriminerà né in altro modo molesterà i cittadini italiani compresi i componenti delle Forze Armate (nel testo ufficiale in francese è scritto: “soprattutto i componenti delle Forze Armate”) per il solo fatto di aver espresso simpatia per la causa delle potenze Alleate o Associate o di aver svolto azione a favore della causa stessa durante il periodo tra il 10 giugno 1940 e la data di entrata in vigore del presente trattato”.

Lascio a chi legge le sue valutazioni.

Non si chiede di scegliere ma di leggere con occhio attento i fatti. Chi scrive non ha alcuna fiducia negli italiani circa la reale volontà di creare un Paese Unito e Sovrano, e non è un caso che a distanza di 80 anni si continuano ad assistere ai soliti teatrini tanto inutili che dannosi. 

Ma si conclude con qualche domanda. 

Se durante la seconda  Guerra Mondiale un alto ufficiale come Maugeri decise di collaborare con gli Alleati nel corso del conflitto, e come lui tantissimi alti dirigenti pubblici e privati come in un precedente articolo già scritto, in odio ad un regime, ad una dittatura perchè tale era che portò l’Italia in una guerra disastrosa, e furono fortunati perchè si trovarono dalla parte dei vincitori mentre altri ufficiali come Amè pur contrari al quel regime tanto che poi furono messi da parte finiranno i loro giorni con l’anima in pace di non aver tradito, perchè non si dovrebbe pensare che anche di questi tempi non avvengono le stesse cose per motivazioni come il denaro, pensando ad esempio ai parlamentari pagati da Soros, ovvero per revanscismo perchè non accontentati per carriere o favori, per semplice odio personale o dispetto?

Chissà perché viene alla mente Winston Churchill, il quale sembra abbia detto un giorno: «Bizzarro popolo gli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti. Il giorno successivo 45 milioni tra antifascisti e partigiani. Eppure questi 90 milioni di italiani non risultano dai censimenti…». 

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