
BIDEN: 60 MILIARDI ALL’UCRAINA,
35 A ISRAELE E TAIWAN E MACCHINE AVANTI TUTTA. MA PERCHÉ ALLORA QUELLA FOTO?
di Achille Nobiloni
Biden ha firmato la legge per ulteriori 60 miliardi di dollari di aiuti finanziari e militari all’Ucraina (cosa che farà contento Paolo Mieli) e, già che c’era, altri 35 miliardi ne ha dati a Israele e Taiwan. Nel frattempo, “in gran segreto” dice il Corriere della Sera di oggi, ha già inviato a Kiev un bel carico di missili a lungo raggio e, come ciliegina sulla torta, ha lanciato un monito alla Russia dicendo: “Oh, se attaccate il Paesi della Nato noi reagiamo”… hai visto mai ai russi fosse sfuggito di mente che quello è proprio lo scopo difensivo dell’Alleanza atlantica!
In tutto questo, forse per deformazione professionale, mi incuriosisce il criterio con cui il Corriere della Sera ha scelto la foto in prima pagina a corredo dell’articolo con cui ci da tutte queste “belle notizie”: svista frettolosa o qualche messaggio subliminale?
Per un annuncio e un monito del genere ci si immaginerebbe una bella inquadratura frontale del presidente che con in viso un’espressione autoritaria e sicura guarda dritto nell’obiettivo della fotocamera, mano sinistra ben poggiata sul leggio, braccio destro alzato, mano chiusa a pugno e dito indice ben rivolto verso l’alto in atteggiamento autorevole e minaccioso al tempo stesso quale deterrente contro ogni possibile velleità imperialista proveniente da Est.
E invece cosa ci mostra la foto prescelta? Un vecchietto, ripreso da dietro, nell’intento di sfilarsi dalla scena con la sua tipica andatura traballante (dalla foto non si vede ma la conosciamo bene tutti per averla vista tante volte in televisione) quasi ansioso di andare a nascondersi dopo aver lanciato il sasso? Oppure la figura di un leader in declino che non sa più cosa inventarsi per farsi rieleggere? O ancora un presidente vecchio e stanco consapevole di essere in procinto di farsi, o di essere messo, da parte?
Eppure, come rileva l’articolo del Corriere: “Questi aiuti militari significano nuove commesse per l’industria americana quindi posti di lavoro a tutti. I finanziamenti degli stati uniti impongono ai paesi beneficiari di comprare armi dalle aziende americane. Chris Calio amministratore delegato della Raytheon Technologies ha già fatto sapere che la sua società è in grado di soddisfare i due terzi dei bisogni militari ucraini. Si prospettano grandi affari anche per le altre tre big Lockheed Martin, General Dynamics e Boeing”.
Insomma per Biden questa degli aiuti militari sembrerebbe essere proprio una triplice vittoria: dal punto di vista politico per aver vinto l’opposizione del Congresso; sotto il profilo strategico per la conferma dell’opzione militare (nonostante gli scarsi risultati prodotti in più di due anni); infine una grande occasione per l’industria militare e l’economia statunitense in generale!
Perché mai allora il Corriere avrà voluto presentarlo in un atteggiamento così dimesso che, almeno visivamente, sa tanto di fuga o tramonto?





