
di Franco Torchia
Abbiamo preso i soldi dall’Europa una parte in prestito ed una parte a fondo perduto.
Adesso dobbiamo spenderli ed al meglio al fine di far ripartire il nostro Paese.
Gli ultimi dati economici dicono che l’Italia sta crescendo meglio di Francia e Germania.
Sicuramente grazie alla forte laboriosità del nostro popolo ed alle esportazioni che stanno tirando la volata.
Non certo per il PNRR i cui effetti vedremo soltanto tra qualche anno perché effettivamente le spese sono ancora molto basse e l’impatto sull’economia reale ancora non si vede.
Ma il Paese non cammina da solo.
C’è una guida che si chiama Governo il quale deve fare l’impossibile affinché quelle risorse non vadano sprecate.
Diciamo che, in linea di massima, siamo sulla strada giusta, ma mettersi a polemizzare sulla Corte dei Conti che svolge soltanto il proprio dovere di organo di controllo non è il modo più vantaggioso per proseguire il percorso.
Ci siamo sempre lamentati per l’eccesso di burocrazia nel nostro Paese. Ci siamo sempre lamentati perché la Corte dei Conti arrivava in ritardo.
Noi abbiamo studiato che in qualità di organo di controllo la Corte dei Conti poteva effettuare controlli preventivi sulla legittimità degli atti e controlli successivi sulla gestione delle amministrazioni pubbliche.
Ci siamo lamentati per l’inefficacia di questi controlli.
Per questo, nel 2009 con la legge delega n. 15, abbiamo allargato i poteri della Corte dei Conti chiedendole di effettuare anche un controllo concomitante con l’obiettivo di accelerare gli interventi di sostegno e di rilancio dell’economia nazionale e quindi di intervenire in itinere durante l’attuazione di un piano, di un programma, di un progetto, esercitando un’azione acceleratoria, propulsiva dell’azione amministrativa per assicurare il corretto impiego delle risorse .
Abbiamo sempre chiesto che il controllo fosse tempestivo ed ora ci lamentiamo di questa tempestività.
In particolare sul PNRR, sul quale ci giochiamo tutta la nostra credibilità, la Corte dei Conti elabora relazioni trimestrali che riportano il grado di attuazione delle misure previste rispetto ai target e alle milestone.
E’ positivo ?
Certamente !
Perché puntare il dito sulle lentezze delle procedure, non significa accusare il governo ma sollecitare le amministrazioni a rispettare la rigida tabella di marcia contenuta nel PNRR, per portare avanti le misure previste pena la revoca dei finanziamenti.
Fino ad oggi si è trattato esclusivamente di sollecitazioni che hanno avuto effetti positivi sul percorso di riforme da realizzare e sul raggiungimento degli obiettivi previsti alla data di oggi.
Se oggi il Governo si può vantare di avere raggiunto obiettivi e traguardi sicuramente molto è dovuto alla presenza vigile e costante della Corte dei Conti.
A me sembra quindi che si stia facendo troppa polemica, troppe chiacchiere su una questione che non esiste.
Il Governo non può pensare sic et simpliciter di superare lacci e laccioli della pubblica amministrazione creati da anni di legislazione incomprensibile che ha reso complicata la vita dei cittadini e delle imprese.
Si è tentato ultimamente di semplificare ma c’ancora molto da fare e le relazioni della Corte dei Conti stanno lì a dimostrare quanto tutto questo sia vero.
C’è bisogno quindi di lavorare a testa in giù cercando di evitare scontri tra le istituzioni che non agevolano il lavoro del governo.
Ma serve anche tanta umiltà!





