Home Politica CON PUTIN PREVALE LA REALPOLITIK- MELONI: NO A MILITARI IN UCRAINA

CON PUTIN PREVALE LA REALPOLITIK- MELONI: NO A MILITARI IN UCRAINA

0

La dichiarazione del G7 contro le elezioni in Russia, nonostante la presidenza italiana avesse predisposto una bozza, è stata bloccata da Washington.

Cauta anche Giorgia Meloni, la quale nelle consuete comunicazioni in Senato in vista del Consiglio europeo del 21 e 22 marzo ha detto: “Non siamo favorevoli in alcun modo all’ipotesi di inviare militari in Ucraina che consideriamo foriera di escalation pericolose. Spero che il Parlamento sia compatto nel rispondere sul punto”.

Meloni ha poi difeso l’accordo di difesa stipulato con l’Ucraina e ha annunciato che il prossimo vertice Ue verterà su Ucraina e sulla risposta europea all’aggressione russa. “Ribadiremo il nostro sostegno all’Ucraina”, ha detto Meloni, rivendicando “con orgoglio il ruolo del governo per contribuire a sbloccare l’avvio del percorso di adesione dell’Ucraina all’Ue” e “per favorire una soluzione positiva all’approvazione del Qfp”. “Non era una trattativa facile e non avrebbe avuto lo stesso epilogo se avessimo sostenuto” che “bisogna dialogare solo con alcuni e non con tutti”.

Meloni ha poi affrontato la questione dei Gaza. “E’ necessario continuare a lavorare senza sosta per evitare un’estensione del conflitto a Gaza. Siamo impegnati affinché il Consiglio europeo possa adottare una posizione autorevole sulla crisi”, ha detto la premier. “Ribadiremo la richiesta dell’immediato rilascio di tutti gli ostaggi ancora nelle mani di Hamas” ha aggiunto Meloni che ha proseguito “non condannare Hamas per i fatti del 7 ottobre tradisce un antisemitismo latente che dovrebbe preoccuparci tutti”. Sul piano umanitario prosegue l’incessante lavoro dell’Italia a sostegno dei civili a Gaza: “bambini palestinesi” sono arrivati “nei principali ospedali pediatrici per essere curati, ha detto ancora la premier. L’Italia saluta il cambio di leadership nell’Autorità nazionale palestinese “che ci auguriamo possa consentire di rilanciare la soluzione a due Stati. L’Europa può e deve giocare un ruolo da protagonista”, ha aggiunto Meloni.

La questione del Mar Rosso

Rivolgo “un pensiero di sincera gratitudine alla Marina militare italiana e a Nave Duilio impegnata nel Mar Rosso per difendere la navigabilità. Nave Duilio ha dovuto neutralizzare più di un attacco da parte di droni Houthi: lo ha fatto con prontezza ed efficacia. E’ proprio per questo che all’Italia è stato affidato il comando operativo della missione Ue Aspides”, ha aggiunto. Gli attacchi dei ribelli Houthi potrebbero “scaricarsi sui prezzi delle merci” proprio ora che l’inflazione sta scendendo. La vicenda del Mar Rosso dimostra quanto siano importanti una visione europea a tutela dei nostri interessi”, ha aggiunto ancora la premier.

La difesa europea 

“L’Italia è pronta a fare la propria parte nella strategia per l’industria della difesa europea presentata dalla Commissione. Le accuse di una eccessiva ingerenza americana e gli strali contro una seria politica di difesa europea camminano sempre insieme ma insieme non stanno: se chiedi a qualcuno di occuparsi della tua sicurezza devi mettere in conto che quel qualcuno avrà grande voce in capitolo quando si tratta di strategie internazionali”, ha osservato Meloni.

La Nato e l’Unione europea

Rivendichiamo da sempre la necessità “che la Nato sia composta da due colonne: una americana e una europea di pari peso. La libertà ha un costo, la sovranità ha un costo e non credete a chi vi dice che tutto ciò può essere concesso gratuitamente”, ha spiegato la premier. Meloni ha inoltre sottolineato che il nostro Paese “sostiene il percorso di avvicinamento all’Ue di tutti i Paesi candidati: sosterremo ancora una volta l’apertura dei negoziati di adesione per la Bosnia Erzegovina. Abbiamo già visto come la concessione a dicembre del 2022 abbia portato a realizzare un numero di riforme superiore a quanto fatto nei precedenti dieci anni”.

La visita in Egitto e il caso Regeni

Il vertice in Egitto è stato molto produttivo e segna “un salto di qualità con un partner importante nel Mediterraneo. Approvvigionamento energetico, sicurezza, coinvolgimento nel conflitto mediorientale, gestione dei flussi migratori: sono i principali punti di un documento comune che fornisce un nuovo quadro di riferimento nei rapporti con questo importante vicino”, ha aggiunto Meloni sottolineando che “non abbiamo interrotto e non intendiamo interrompere la ricerca della verità sul caso dell’omicidio di Giulio Regeni. Lo dimostra il processo in corso in Italia, che il governo segue con molta attenzione e su cui ci siamo posti come parte civile”.

L’agricoltura 

Il Consiglio europeo si “occuperà finalmente” anche di agricoltura: “è stata una richiesta avanzata dall’Italia che è stata recepita. È necessario intervenire a sostegno di un settore che troppo spesso è stato dimenticato”, ha aggiunto la premier. “Il nostro sinora è stato il governo che più ha investito in agricoltura nella storia repubblicana, arrivando a investire sino a 8 miliardi per il comparto agricolo. L’ultimo intervento è quello sull’Irpef agricola. Rivendichiamo la scelta di non esentare dal pagamento dell’Irpef agricole le aziende di maggiori dimensioni”, ha detto ancora Meloni. “Per noi l’agricoltore è il primo ambientalista” e “colui che ha il maggiore interesse a preservare la natura. Ma se lo graviamo di oneri insostenibili sino a far finire la sua azienda fuori mercato e a farlo chiudere, quel pezzo di area rurale sarà abbandonato all’incuria e alla fine provocherà maggiori danni”, ha osservato.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui