Home Politica estera IL PIANO MATTEI PRENDE FORMA IN EGITTO

IL PIANO MATTEI PRENDE FORMA IN EGITTO

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La differenza tra chi si muove sul terreno della politica e cerca di farlo anche su quello della geopolitica e chi è concentrato nelle polemiche provinciali del pollaio del centro sinistra, ormai entrato nel campo dei miracoli sta tutta, simbolicamente, nella giornata egiziana di Giorgia Meloni, preceduta da una dichiarazione della segretaria del Pd, Elly Schlein.

“Trovo gravissimo – aveva detto Elly Schlein sabato – che domani [ieri, domenica, per chi legge] la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen voli in Egitto insieme a Giorgia Meloni per promettere risorse al regime di Al-Sisi in cambio del controllo e dello stop alle partenze. Questo approccio – ha detto Elly Schlein nel corso di un videocollegamento con una conferenza del Pd di Trieste sul tema dell’Europa – in questi anni ha solo calpestato diritti fondamentali e non ha prodotto una soluzione di solidarietà europea per cui noi continueremo a batterci”.

Una dichiarazione del genere significa semplicemente essere affetti da miopia politica.

L’Egitto è un Paese strategico per molti motivi, non fosse altro che lo è per gli equilibri in Libia, lo è e lo sarà per tutta la questione che coinvolge i rapporti tra gli Stati arabi e Israele e lo è, soprattutto, per garantire che le merci possano transitare per il Mar Rosso e il Canale di Suez non mettendo a rischio l’importanza del Mediterraneo, con grave danno per l’Italia e l’Europa.

Ma che importa alla Schlein? L’importante è fare polemica spicciola, concentrandosi sul tema dei migranti, tanto caro al sedicente filantropo George Soros che finanzia le carrette del mare che sfidano le leggi italiane. Se c’è da schierarsi dalla parte dell’inesistenza politica la Schlein c’è. Se c’è da dire qualcosa che è fuori dalle logiche della politica con la P maiuscola, la Schlein c’è.

A forza di stare nel campo largo la segretaria del Pd ha perso la bussola e gira su se stessa.

Nel frattempo, giustamente incurante delle critiche della segretaria del Pd, Giorgia Meloni è volata ieri al Cairo, al vertice Ue-Egitto.

Un’iniziativa come quella tra Unione Europea ed Egitto, ha detto in proposito Giorgia Meloni, “è il modo migliore per far fronte al flusso migratorio, e apprezziamo gli sforzi dell’Egitto in questo senso, e aspiriamo a lavorare insieme più di prima per aiutare gli Stati di origine e quelli di transito”, attraverso “investimenti e assistenza per prevenire l’immigrazione illegale, per aiutare questi Stati a fronteggiare i trafficanti di migranti”, ma il presidente del Consiglio italiano ha ricordato il Piano Mattei, spiegando che “’Italia ha un progetto con gli Stati africani che è in fase di realizzazione e ammonta a 5 miliardi di euro, e l’Egitto ne fa parte”.

“Questo – ha aggiunto Giorgia Meloni – è un meeting storico per i rapporti tra Egitto e Unione europea: sono orgogliosa del ruolo svolto dall’Italia nel raggiungimento di questo obiettivo. Il partenariato globale e strategico tra Egitto e Unione Europea, si inserisce nel contesto attuale in cui ci troviamo ad affrontare molte crisi che potrebbero destabilizzare la regione del Mediterraneo a un livello inimmaginabile”. Giorgia meloni ha ricordato le “sfide comuni da affrontare insieme alla sicurezza alimentare e idrica, alla sicurezza energetica, allo sviluppo e alla migrazione”. “Questa iniziativa – ha detto ancora – dimostra la nostra disponibilità a rafforzare e incoraggiare un nuovo metodo strutturale di cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo. La situazione nella Striscia di Gaza è in cima alle nostre preoccupazioni: bisogna arrivare a un cessate il fuoco, a corridoi umanitari e alla liberazione degli ostaggi. Tempi difficili chiedono scelte coraggiose. L’Italia sostiene gli sforzi dell’Egitto e di altre nazioni e fin dall’inizio ha garantito assistenza sanitaria”.

Il capo dello Stato egiziano, Abdel Fattah al Sisi, ha ricevuto Giorgia Meloni a margine del vertice egiziano-europeo. Secondo una nota diramata dalla presidenza egiziana dal portavoce Ahmed Fahmy, “le parti hanno elogiato lo slancio delle relazioni bilaterali nel recente periodo e hanno esaminato le modalità per rafforzare la cooperazione in vari campi”. Al Sisi e Meloni hanno discusso “della cooperazione congiunta nei settori della sicurezza alimentare e della produzione agricola, e di un partenariato tra i due Paesi nel campo dell’agricoltura e della bonifica dei terreni con l’obiettivo di trasferire l’avanzata tecnologia italiana in questo ambito, al fine di massimizzare i ritorni derivanti da questi progetti e aprono gli orizzonti dell’esportazione di prodotti alimentari dall’Egitto all’Europa”.

L’Egitto rappresenta un partner fondamentale per la gestione delle crisi regionali (conflitto israelo-palestinese, Libia) e la stabilizzazione geopolitica dell’area mediterranea. È inoltre un interlocutore di primaria importanza su migrazioni, energia e partenariato economico.

A seguito delle scoperte di gas dell’Eni, l’Egitto è divenuto nazione esportatrice, sta aumentando le forniture di gas all’Italia e sostiene l’utilizzo comune delle risorse di gas nel Mediterraneo orientale, anche attraverso la sua partecipazione all’East mediterranean gas forum, di cui è membro fondatore come l’Italia. L’Egitto è fortemente impegnato nella produzione ed esportazione di energia rinnovabile: ha creato uno degli impianti fotovoltaici più grandi al mondo (Benban solar park) e sta investendo in impianti eolici in diverse parti del Paese e nell’avvio della produzione di ammoniaca e idrogeno verde.

La firma della Dichiarazione congiunta per un partenariato strategico e globale tra Unione europea ed Egitto, secondo la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen “segna un traguardo. È una partnership basata su sei pilastri principali, sei aree di reciproco interesse per Europa ed Egitto” a sostegno della quale ci sarà “un pacchetto finanziario e di investimenti da 7,4 miliardi euro per i prossimi quattro anni”.

L’Unione europea sosterrà finanziariamente gli “sforzi di riforma” dell’Egitto “insieme ai partner internazionali”.

“Il progetto di un interconnettore elettrico, Gregy, per collegare l’Egitto alla Grecia, avvicinerà le due sponde del Mediterraneo – ha detto von der Leyen -Anche l’Egitto ha le risorse per diventare un hub di fonti energetiche rinnovabili, in particolare per quanto riguarda l’idrogeno rinnovabile”.

Poi, sulla guerra a Gaza: “È fondamentale raggiungere un accordo su un rapido cessate il fuoco che preveda la liberazione degli ostaggi israeliani di Hamas e consenta l’arrivo di ulteriori aiuti umanitari per la popolazione della Striscia di Gaza. Siamo tutti estremamente preoccupati per la guerra e per l’evolversi della catastrofica situazione umanitaria. Gaza sta affrontando una carestia e questo è inaccettabile”, ha detto von der Leyen. “Siamo molto preoccupati per i rischi che un’offensiva su vasta scala a Rafah comporta per la popolazione civile vulnerabile. Questo deve essere evitato a tutti i costi. Voglio ringraziare l’Egitto per i suoi sforzi straordinari volti a garantire che le forniture umanitarie possano raggiungere Gaza”, ha proseguito von der Leyen.

Bruxelles “sta facendo tutto ciò che è in suo potere per fornire l’assistenza necessaria. Gaza ha bisogno di 500 camion al giorno o dell’equivalente via terra, via cielo e via mare. Solamente quest’anno l’Ue fornirà 275 milioni di euro in assistenza ai palestinesi. Abbiamo consegnato 1.800 tonnellate di aiuti, incluse attrezzature mediche per l’Egitto, e ci stiamo assicurando che questi aiuti possano arrivare a Gaza attraverso tutte le rotte possibili, compreso il nostro corridoio marittimo appena aperto a Cipro”, ha affermato von der Leyen. “Gli eventi attuali confermano ancora una volta il ruolo cruciale che l’Egitto svolge per la stabilità e la sicurezza della regione. Questi tempi difficili hanno dimostrato il valore e la forza delle nostre relazioni bilaterali. È quindi naturale per noi intensificare la nostra partnership”, ha concluso la presidente della Commissione Ue.

Per Elly Schlein un ulteriore segnale della miopia politica alla quale consegna il Pd.

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  • Redazione

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