
Marco Marsilio, centro destra, ha vinto le elezioni in Abruzzo con il 53,5% contro 46,5% per cento dello sfidante Luciano D’Amico.
Il campo largo, che pensava di fare la doppietta con la Sardegna, esce sconfitto.
Quelli che, dopo la vincita del candidato, non dei partiti di centro sinistra in Sardegna, avevano parlato di mutamento degli orientamenti dell’elettorato, dovranno fare i conti con la realtà.
In Sardegna a giocare la partita del governatore è stato il voto disgiunto, ossia si poteva votare un partito di destra e il candidato governatore di sinistra. Così è stato.
In totale in Sardegna il centrosinistra ha ottenuto 290.318 voti, pari al 42,6%, mentre il centrodestra 333.050, che equivale al 48,8%.
Il voto disgiunto, quindi, a dimostrazione di quanto detto, ha molto penalizzato il candidato presidente Paolo Truzzu (FdI), che con 327.695 voti ha raggiunto il 45%. Il 3,8 per cento di voti non è poca cosa.
Giusto cantare vittoria in relazione al candidato e a una regione che passa di mano, ma assurdo parlare di aria cambiata, di un nuovo orientamento emergente.
Se stiamo ai voti dei partiti e delle coalizioni, anche in Sardegna ha vinto il centro destra e ha perso il campo largo.
L’Abruzzo, dove il voto disgiunto non c’è, ha confermato la tendenza dell’elettorato, ossia che il centrodestra tiene bene e che il campo largo non funziona.
Riguardo alle coalizioni, in Abruzzo il 54,7% è andato al centrodestra contro il 45,3% al centrosinistra), ma nell’ambito delle coalizioni ci sono spostamenti significativi.
Fratelli d’Italia supera il 24 per cento. Buon risultato anche per forza Italia, che supera il 13 per cento. La Lega, invece, dal 28% di cinque anni fa, precipita al 7,6%.
Nel campo largo, il Pd prende il 20%, in crescita rispetto alle elezioni precedenti, mentre il M5s, in caduta libera, scende sotto il 7 per cento (contro il 20 di cinque anni fa). Azione sta sopra il 4 e Avs appena sotto (3,63%).
L’aria che tira, con buona pace di Schlein e di Conte, non gonfia le vele del campo largo.
Se poi guardiamo oltre frontiera, la vittoria delle destre in Portogallo, conferma che l’aria che tira non è quella che può portare di nuovo i Socialisti & Democratici al governo dell’Unione.
Questa è l’aria che tira. Poi, come sempre, la realtà esce dalle urne.





