Home Opinioni NON È LA “BANDIERA BIANCA” LA VERA SCIOCCHEZZA DETTA DA PAPA FRANCESCO

NON È LA “BANDIERA BIANCA” LA VERA SCIOCCHEZZA DETTA DA PAPA FRANCESCO

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di Elio Truzzolillo

Sarebbe fin troppo facile criticare Papa Francesco per l’ennesima uscita infelice in una recente intervista alla Radiotelevisione Svizzera in cui, a proposito della guerra in Ucraina, ha affermato:

“Ma credo che è più forte chi vede la situazione, chi pensa al popolo, chi ha il coraggio della bandiera bianca…”

Al di là della consueta nota vaticana che minimizza l’espressione “bandiera bianca” (che è un’espressione abbastanza univoca), potremmo limitarci a osservare che non è la prima uscita infelice del pontefice. Ricordiamo tutti “l’abbaiare della NATO alle porte della Russia” o la crudeltà subita dagli ucraini a causa “dei mercenari che fanno la guerra”. A Papa Francesco pareva brutto dare la colpa a Putin e al suo esercito per le sofferenze del popolo ucraino, attaccato proditoriamente senza un motivo e al solo scopo di annettersi i loro territori. D’altronde lo sappiamo tutti che ci sono questi mercenari che vagano senza una meta e ogni tanto invadono ad cazzum un paese a caso senza motivo. Hanno stato i mercenari!

Potremmo limitarci a consigliare al Papa (che immagino si faccia consegnare prima le domande come è d’uso a certi livelli) di prestare maggiore attenzione. Perché più gaffe di seguito a senso unico cominciano a essere difficilmente spiegabili con la sola ingenuità piuttosto che con un preciso pregiudizio.

La cosa che invece mi ha più colpito dell’intervista, e che ha ripetuto molte volte in passato, è che la colpa delle guerre sia sempre dei fabbricanti d’armi. La visione infantile del pontefice è che il mondo sia un posto popolato da uomini pacifici e leader paciocconi che vengono indotti a fare la guerra dai produttori d’armi che vogliono fare più profitti. Visione perfettamente in linea con le visioni sociali ed economiche del Papa, che sono degne delle semplificazioni più ingenue di un Diego Fusaro (Ah signora mia se non ci fosse il capitalismo che avvelena le nostre anime saremmo tutti più ricchi, sani e felici).

In realtà si tratta di uno di quei concetti che suonano molto dolci alle orecchie ma che sono vuoti di significato. Uno di quei concetti che piacciono molto dal punto di vista emotivo, ne sono cosciente, perché indicano pochi colpevoli per i mali del mondo, assolvono tutti, e ci propongono una soluzione efficace in assoluto senza neanche il bisogno di ragionare. Uno di quei concetti filosofici (nel senso peggiore del termine) che soddisfano la nostra frustrazione: è colpa delle banche, dei ricchi, degli ebrei, degli extracomunitari, dei padroni, delle zecche rosse, delle case farmaceutiche, del capitalismo e dei ciclisti che sono sempre in mezzo alle balle.

Vorrei ricordare al Papa che la cosa è un pochino più complessa. L’umanità è stata sempre bravissima a massacrarsi anche quando l’industria delle armi non esisteva nei termini odierni.

Nel 1994 in Ruanda le cristianissime etnie Hutu e Tutsi si massacrarono (anche) a colpi di machete e bastoni chiodati (sopratutto i primi a danno dei secondi) provocando da 500.000 a 1.000.000 di morti, in una serie di eccidi tra i più cruenti e feroci della storia. Vede Sua Santità, la “brava gente” si arrangia sempre anche se mancano missili e carri armati se vuole sterminare qualcuno.

L’umanità fa le guerre (guerre civili, guerre imperialiste, guerre difensive, guerre di annessione, guerre religiose, guerre giuste e sbagliate) ed è per questo che fabbrica armi. Non sono le armi che sono la causa delle guerre.

Sono certo che le santissime crociate non possano trovare come unica o principale spiegazione il fatto che qualcuno fabbricava spade e armature e non sapeva cosa farci (Ehi ragazzi! Qui le vendite calano, andiamo a conquistare la Terra Santa?).

Sono anche abbastanza certo che non furono i fabbricanti di forni crematori a indurre Hitler a sterminare ebrei, slavi e zingari, e che non furono i fabbricanti di archi e frecce a suggerire a Gengis khan di invadere tre quarti dell’Asia e parte dell’Europa.

Ben altri interessi (spesso meschini) ideologici, politici, economici, religiosi, etnici, geopolitici ed esistenziali (quando si è invasi per esempio) sono alla base delle guerre.

Le lobby delle armi hanno talmente creato questa guerra che erano calibrate su produzioni di pura sostituzione o poco più e adesso dopo due anni le più ricche economie del pianeta non sono ancora in grado di produrre munizioni sufficienti per aiutare l’Ucraina. Questo sarebbe il piano diabolico che alcuni stolti immagino.

Ma supponiamo che la sua visione da sempliciotto (perché usare altri termini verso il pontefice sarebbe troppo per quanto mi irritino terribilmente certe vulgate da bar dello sport) sia giusta. Supponiamo che lei non abbia idea di quante potentissime lobby più potenti di quella delle armi abbiano avuto più da perdere che da guadagnarci dalla folle decisione di Putin che è riconducibile solo a lui (interessi energetici, finanziari, economici, culturali, ecc.). Supponiamo che lei abbia ragione.

Come si agisce dal punto di vista operativo? Chi comincia a chiudere per primo le fabbriche di armi? Lei capisce che o lo fanno tutti gli stati del pianeta all’unisono o si verrebbero a creare delle situazioni in cui un singolo folle avrebbe una straordinaria arma di ricatto per imporre il suo volere al mondo intero. Lei si fida di Putin? Si fida di Kim Jong-un? Si fida dei vari gruppi terroristici sparsi per il mondo? Come le difendiamo le navi civili nel Mar Rosso dai missili degli Huthi? Come abbiamo sconfitto l’ISIS? Come abbiamo fermato i massacri indiscriminati di donne e bambini nella ex Jugoslavia? I soldati nelle missioni di peace-keeping, che cercano di arginare i conflitti, li mandiamo armati del libro Cuore o del Piccolo Principe? Pensa che un nostro disarmo unilaterale tratterrebbe la Cina dall’invadere Taiwan o un qualunque dittaToruccio africano dall’invadere e massacrare i propri vicini senza timore di essere contrastato?

E poi, ripeto, lei crede davvero che la fantascientifica ipotesi di un mondo senza armi porrebbe fine alle guerre e ai massacri? O semplicemente ci si massacrerebbe con metodi più artigianali? Per la gioia degli psicopatici che preferiscono sgozzare una persona con le proprie mani piuttosto che usare le bombe. Forse i conflitti hanno cause un po’ più profonde?

Lei vive nel mondo di Alice nel paese delle meraviglie Santità, non c’è saggezza nelle sue proposte irrealizzabili e inefficaci anche qualora lo fossero, che però spaccia per soluzioni ai mali del mondo.

Le guerre fanno schifo a tutti sia chiaro, salto la parte in cui mi dichiaro scioccato da questa infamia umana perché odio la retorica vuota di chi crede di apparire “buono” scrivendo banalità scontate. Io non ho mai posseduto neanche un coltellino svizzero tanto poco mi affascinano le armi. Ma la sua visione dell’origine del male nel mondo è irricevibile per banalità e ingenuità. Si fermi agli appelli ai cuori delle persone o cerchi collaboratori che le rappresentino la realtà in modo meno infantile. Il male è molto più sottile e lei dovrebbe saperlo meglio di tutti.

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  • Redazione

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