
di Gianvito Caldararo
E’ il titolo di un saggio premiato nel Decennale della Rivoluzione Fascista, scritto dal prof. Ernesto Bignami, Ordinario nel RR. Licei.
Il saggio comprende i seguenti capitoli: 1) i due periodi del fascismo; 2) il problema centrale del fascismo; 3) la vecchia e la nuova Italia; 4) il Risorgimento e il periodo di preparazione; 5) il Risorgimento e il periodo di decadenza; 6) la reazione spirituale del primo ‘900; 7) la grande guerra e il famigerato dopoguerra; 8) Mussolini e la reazione fascista; 9) la rinnovazione fascista; 10) il fascismo e la politica interna; 11) il fascismo e la politica estera; 12) la fondazione dell’impero; 13 ) il vaticinio di Oriani.
Nel descrivere il primo capitolo “I due periodi del fascismo”, l’autore riporta integralmente quanto segue: “Due i periodi che conviene distinguere nel Fascismo, per meglio intendere questo movimento nella sua storia e nelle sue idealità: un periodo negativo, polemico, di reazione contro il vecchio mondo politico-parlamentare, che aveva reso possibile il famigerato quadriennio del ’18-22′ con l’anarchia all’interno e la liquidazione della Vittoria all’estero; un periodo positivo, ricostruttivo, architettonico, di rinnovazione della coscienza nazionale in ispecie ed umana in genere.
L’uno e l’altro periodo – secondo il Bignami- “trovano il loro punto d’incrocio intorno al 1925, quando Mussolini ebbe a nominare una Commissione di 18 membri per studiare i problemi relativi alla riorganizzazione dello Stato”; “e mentre il primo periodo – per la necessità stessa delle cose – il Fascismo non era riuscito ancora a trovare un equilibrio definitivo, impegnato com’era nell’incomposto disordine della prassi, nel secondo esso passa ad interrogare scrupolosamente se stesso, giungendo ad una netta e precisa chiarificazione.
Sono di questo periodo le seguenti quattro date: 1) 3 aprile 1926, creazione della Corporazione, massimo organo della Rivoluzione Fascista; 21 aprile 1927, emanazione della Carta del Lavoro, massima espressione del Credo politico-sociale fascista; 11 febbraio 1929, stipulazione dei Patti del Laterano, con cui il Fascismo si innesta in maniera definitiva nella grande tradizione dell’ortodossia religiosa; 9 maggio 1936, proclamazione dell’Impero, con cui il Fascismo afferma definitivamente la propria potenza nel mondo.
E in omaggio a queste date, che il prof. Ernesto Bignami scrive “che il Fascismo assume un volto, uno stile, una responsabilità: che da fenomeno forse episodico della vita della nazione passa ad essere una realtà ben radicata e ben salda, valore permanente della storia, affermazione di civiltà”. Per tali ragioni, Renzo De Felice, parlò del vasto consenso di cui godeva il fascismo negli anni trenta”.
Giuseppe Prezzolini, sosteneva con l’abituale coraggio, “che se Mussolini non avesse fatto la sciocchezza di dichiarare la guerra, e l’immane tragedia di emanare le odiose leggi razziali, oggi avrebbe un monumento a Times Square, cioè una delle icone e centro nevralgico di New York ” .





