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PD, IL PERCHE’ DI UNA SCONFITTA

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di Nino Orlandi
 
Oltre al solito bagaglio ideologico (proclamare l’accoglienza di tutti i clandestini in arrivo, alzare alte grida contro il “pericolo fascista”, difendere la lobby LGBT, utero in affitto compreso) un elettore di sinistra si aspetta dal “PARTITO” per antonomasia una politica economica concreta ed a favore di chi lavora.
 
Che vuol dire creare condizioni per nuovi investimenti anche diminuendo burocrazia e carico fiscale, difendere i diritti dei lavoratori, perseguire una redistribuzione del reddito che limiti le enormi diseguaglianze che sono cresciute a dismisura in questi ultimi dieci anni.
 
Invece, oltre a proporre nuove tasse ed a frequentare e difendere chi non ne ha bisogno, cosa fa il PD?
 
Propone impossibili, ideologiche e improvvisate misure “green”, quali:
-50 mila euro di spesa a testa per ogni proprietario di casa propria entro il 20235;
-acquisto, per chi vuole continuare ad usarla, di un auto che pochi possono permettersi (per “tracciare il solco”, a Roma la ZTL ancora un po’ e arriverà ai confini della provincia di Viterbo);
-rottamazione e sostituzione entro il prossimo anno di tutte le caldaie a gas.
 
Tutti ordini di Bruxelles, festosamente accolti da gente dal reddito alto, quasi quanto la sua supponente ignoranza della realtà, che ora dirige quello che fu il partito dei lavoratori.
 
E si stupiscono anche perché la gente che lavora e paga le tasse non li vota?

Autore

  • Redazione

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