di Gianvito Caldararo
Morto Mussolini e nata la Repubblica e la democrazia da decenni, ancora una volta si accende il dibattito sul ” fascismo eterno “., che prende il via al verificarsi di alcuni eventi. Saluti romani e ” Presente ” davanti alla sede di Acca Larenzia diviene argomento di ” pericolo fascista ” in Italia. In centinaia sono schierati militarmente per il grido di ” Presente “.
Poi si scopre che tale cerimonia si svolge da numerosissimi anni e nessuno ha mai protestato, nessuno è mai intervenuto a verificare se è stata violata la legge Scelba oppure la legge Mancino. La polizia di Stato usa il manganello agli studenti di Pisa e subito si denuncia che la destra governa con le maniere forti, anche se per altre centinaia di manifestazioni la polizia ha garantito il tranquillo svolgimento delle manifestazioni organizzate da sindacati, studenti e centri sociali.
La destra prende bastonate in Sardegna e il pericolo fascista si allontana. La sinistra, invece, definisce ” vergognosa ” la mancata condanna della Meloni sia per la manifestazione di Acca Larenzia e sia per le manganellate agli studenti di Pisa. Da destra si fa osservare, invece, che la sinistra non ha espresso alcuna condanna quando in certe manifestazioni le effigi della Meloni appaiono a testa in giù, oppure quando si usano espressioni violente e minacciose contro la Meloni e le forze dell’Ordine.
Bisogna dire grazie alla saggezza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, se è intervenuto ad invitare tutti ad essere più moderati nelle parole, nei comportamenti e negli atteggiamenti. E a proposito del pericolo fascista, non dimentichiamo quanto affermava Umberto Eco, il quale sosteneva che “se il fascismo di Mussolini si fondava sull’idea di un capo carismatico, sul corporativismo, sull’utopia del “destino fatale di Roma”, su una volontà imperialistica di conquistare nuove terre, su un nazionalismo esacerbato, sull’ideale di una intera nazione irreggimentata in camicia nera, sul rifiuto della democrazia parlamentare, sull’antisemitismo, allora non ho difficoltà ad ammettere che Alleanza Nazionale, nata dal MSI, è certamente un partito di destra, ma ha poco a che fare col vecchio fascismo”.
Per le stesse ragioni, chiariva Eco, “anche se sono preoccupato dai vati movimenti filonazisti attivi qua e là in Europa, Russia compresa, non penso che il nazismo, nella sua forma originale, stia per ricomparire come movimento che coinvolga una nazione intera”. E Umberto Eco, riportava il pensiero di Eugene Ionesco, il drammaturgo e saggista rumeno, il quale sosteneva che “solo le parole contano e il resto sono chiacchiere, mentre le abitudini linguistiche sono spesso sintomi importanti di sentimenti inespressi.
“Molti protestarono quando Renzo De Felice, parlò del vasto consenso di cui godeva il fascismo negli anni trenta. Oggi invece, capita che ci si chieda “Ma perché siamo ancora fascisti, come recita il titolo di un libro di Francesco Filippi. Filippi con il suo libro pone due questioni fondate, come sottolinea Antonio Carioti. La prima è “che l’opinione pubblica sa poco di storia e spesso vede in modo distorto: va aggiunto però che se a destra è purtroppo diffusa un’immagine edulcorata del fascismo, a sinistra ne permane una analoga del comunismo”. Il secondo punto è la notevole e allarmante sensibilità degli italiani alle sirene del populismo xenefobo, che però non pare si possa far derivare da una mancata “resa dei conti” con il fascismo, visto che quel tipo di destra prospera anche nei Paesi anglosassoni e anche scandinavi , dove regimi totalitari non se ne sono mai visti. In soccorso a tali problematiche è giunto il congresso del PSE ( Partito Socialista Europeo) che ha posto come obiettivo primario la lotta ai nazionalismi, come ha sottolineato il giovane segretazione nazionale del PSI . Partito Socialista Italiano.




